Il bike sharing di Polibikes

Polibikes ciclofficina

Recuperare le biciclette abbandonate per metterle a disposizione del Campus Bovisa: è l’idea di Polibikes, un progetto nato da una tesi di laurea che ora sta diventando realtà.

di Marilena Roncarà | 31 ottobre 2013

Se è vero che le due ruote stanno sempre più conquistando Milano, è anche vero che ogni anno in città vengono abbandonate circa 700 biciclette e il trend è in continuo aumento. Da qui l’idea di dare una seconda vita a ruote, pedali o scheletri di bici dimenticati ai pali delle strade, facendoli rinascere in un bike sharing dedicato all’università. Il progetto si chiama Polibikes e nasce dalla tesi di laurea di uno studente del Politecnico, Matteo D’Amanzo, in collaborazione con altri studenti appassionati di bici.
L’assunto di base – ci racconta D’Amanzo – è che: “i pezzi delle biciclette sono intercambiabili, per cui assemblando le parti funzionanti di quelle abbandonate, se ne possono costruire di nuove”. Queste bici, messe a disposizione di studenti e insegnanti, trasformano quelli che erano semplicemente oggetti da smaltire, in un nuovo servizio di trasporto gratuito.
Anche se – come ci spiega D’Amanzo – “giuridicamente solo la polizia può decidere quando una bicicletta lasciata per strada può definirsi abbandonata e inoltre l’Amsa, una volta effettuato il ritiro, non può più restituire il bene da smaltire a enti o privati”. A risolvere la questione si è reso disponibile (per ora a livello informale) il Comune di Milano. Il suo intervento dovrebbe prevedere una donazione a Polibikes di 200 biciclette abbandonate e riscattate direttamente all’Amsa. “Ma, donazione a parte, – ci rassicura D’Amanzo – il progetto partirà: abbiamo i permessi, i fondi stanziati dal Politecnico e gli spazi per la ciclofficina dove mettere a posto le bici abbandonate o le proprie arrugginite”.
Polibikes dovrebbe trovare una prima realizzazione concreta entro la fine dell’anno, salvo poi decollare con formula piena al sopraggiungere della prossima primavera, quando andare in bici ritorna a essere un piacere anche per i meno addicted. Il progetto, che si inserisce perfettamente in quell’idea di mobilità sostenibile promossa dal Politecnico, non prevede nessuna forma di lucro. Le bici saranno messe a disposizione della comunità del campus in modo totalmente gratuito. L’idea è anche trasformare gli studenti da semplici pendolari ad abitanti protagonisti del quartiere Bovisa. “La bicicletta consente, infatti, di uscire con facilità dal recinto dei percorsi noti, per scoprire mete che si trovano solo qualche chilometro più in là. E Milano” – prosegue D’Amanzo – “è una città non solo bella, ma anche facile da percorrere in bici, date le caratteristiche morfologiche di un territorio sostanzialmente pianeggiante. A Londra che è più fredda e piovosa tutti vanno in bici, lo stesso si può dire per Amsterdam. Perché non dovremmo farcela anche noi?”. La sfida è appena cominciata.

 

 

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