La città delle meraviglie

Interno negozio Raw, Milano

Milano è la città delle meraviglie, regala ristoranti e posti insoliti e carichi di magia, veri e propri cabinet de curiosités travestiti da negozi.

di Elisabetta Gentile

Se pensate che Milano sia morta e non offra più nulla, vi sbagliate. Perché Milano è piena di sorprese. E non delude mai. È solo questione di punti di vista. Di angoli di osservazione diversi. E quando li scopri, ritrovi una città incredibile, surreale e poetica. Milano è una wunderkammer a cielo aperto. Camera delle meraviglie a portata di tutti. Basta sapere cercare e guardare. Succede infatti che camminando per i vicoli di Brera si incontrino squali che volano, mufloni che scivolano sui tavoli e orsi in una teca. Tutto in pochi metri quadrati. Se questo accade è grazie a persone come Francesca Casati, che nel suo negozio in via dell’Orso ha creato negli anni un luogo magico, dove è possibile trovare di tutto, anche un mastodonte. O meglio, il suo teschio. Che è enorme e bellissimo.
“Il negozio nasce dalla crisi di mezza età di mio padre che non avendo la patente non si è potuto comprare una macchina!” ironizza Francesca, raccontandol’origine di quello che oggi è diventata la sua vita. “Mio papà ha deciso di aprire Antichi Vizi (questo il nome dell’attività, NdR) abbandonando la carriera di direttore amministrativo. Era la fine degli anni Novanta. Inizialmente collezionava pipe, poi ha cominciato a spaziare e ad acquistare anche oggetti naturalistici”. Ma è nel 2009, quando lei ne assume la gestione, che i “naturalia” hanno la meglio su tutto. Francesca cerca, sceglie e compra tutto da sola. Il criterio della selezione è molto semplice. I prodotti devono innanzitutto soddisfare il suo senso estetico.“Non acquisto niente di mirato, compro in base al mio gusto”. E se il metodo è determinato solo dalla sensibilità soggettiva, lo si deve anche al mutamentodella tipologia di clienti degli ultimi anni:“I collezionisti sono rimasti in pochi. Quella categoria di compratore è scomparsa. Ormai viene qui per lo più gente che deve arredare casa, stranieri e qualche artista, ma raramente. I russi e i cinesi sono i più numerosi e hanno un approccio all’acquisto diverso. Mentre i primi comprano a caso, gli orientali vengono sempre con idee chiare”. Paradossalmente la perdita della classe media ha permesso una maggior libertà creativa ed espressiva a questa grintosa ragazza che mostra orgogliosa le sue creature. Nel suo negozio ti accoglie un’enorme modello di libellula con un apertura alare degna di nota, uno squalo imbalsamato appeso al soffitto, un teschio di rana pescatrice dall’aria minacciosa ma attraente e una tabacchiera ricavata da una vera testa di muflone imbalsamata, scovata in un’asta in Scozia. Gli oggetti sono talmente rari e particolari che Francesca cerca di “vendere alle persone che capiscono il valore non solo economico ma anche emotivo e sentimentale che c’è dietro”. Ma il piccolo spazio di via dell’Orso non è l’unico “scrigno delle meraviglie” milanese. Pochi metri più in là, nell’incantevole via Fiori Chiari, si trova Il Segno del Tempo. Nato da un trentennale sodalizio lavorativo e creativo di un architetto e di un archeologo: Pierangelo Marengo e Pier Luigi Carboni. Lo spazio raccoglie articoli trovati in giro per il mondo e mercatini anche se oggi “non è più possibile stare via a lungo per cercare il pezzo giusto”. Lo showroom è curato in ogni dettaglio. L’atmosfera che si respira è un misto tra museo e installazione da cui non vorresti mai uscire. Una gioia per gli occhi. Come quello che si instaura con i clienti:”Abbiamo dei collezionisti – racconta Pierangelo – che sono importantissimi per noi. Con loro c’è un vero e proprio rapporto di amicizia. Li abbiamo aiutati a ingrandire le loro collezioni, abbiamo fatto libri insieme. C’è una forte riconoscenza reciproca”. Si cammina tra dita in carta pesta e vanitas quattrocentesche, modelli anatomici in cera o in carta che raffigurano cuori, polmoni e orecchie, enormi bilance, manichini e mappamondi, dimenticandosi di essere nel centro di una metropoli. Ma la Milano delle meraviglie non si esaurisce certo qua. Cabinet de curiosités travestiti da negozi sono sparsi un po’ ovunque: c’è lo spazio Raw, con due punti vendita, dove antichi marchingegni di metallo brunito diventano presse-papier e ritratti di sconosciuti sono stampati sui tessuti dei cuscini. Il concept store Nonostante Marras, regno dello stilista sardo, trasforma abiti in vere e proprie lampade cucendo ruote di biclette nell’orlo dei vestiti. E se vi manca un po’ di America, niente paura. Alle porte di Milano c’è anche una super wunderkkamer versione USA. È lo strabiliante Inside Out, regno del Tiki Style (lo stile Hawaiano, per intenderci) dove è possibile perdersi tra interi salotti e bar del sud degli Stati Uniti. La sindrome di Stendhal è assicurata.

 

Articolo di Elisabetta Gentile, pubblicato su Club Milano 16, settembre – ottobre 2013. Clicca qui per sfogliare il magazine. Foto in apertura: dettaglio negozio Raw, corso Magenta 96, via Palermo 1, Milano. Foto di chiusura: l’interno di Antichi Vizi, via dell’Orso 12, Milano.

 

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