Il mare d’autunno…

Imperia porto

Fuga dalla città. Alla scoperta della provincia di Imperia, a due passi dalla Costa Azzurra, per godere della bassa stagione di Sanremo e dintorni: un week-end tra mare, monti, cultura e un clima ancora mite.

di Valerio Venturi

A Milano manca il mare. Basta poco, però, per arrivare a Genova. Qualche mezz’ora in più dal capoluogo ligure, ed ecco il Ponente del Belpaese, accogliente e aspro allo stesso tempo. La provincia di Imperia, ultimo presidio italiano prima della “Costa Azzurra” francese, si offre al desiderio di week-end con una grande, forte attrattiva: il mare.
Dopo agosto ci si può ancora tuffare. Poi c’è Sanremo, c’è l’entroterra, si mangia e si beve bene, e in pochissimo tempo si espatria in Francia. Quali i passaggi suggeriti, per una due giorni di relax nell’estremo ovest d’Italia? Le possibilità sono molte, a partire da quel che si incontra a Imperia, capoluogo di provincia destinata a sparire (si dovrebbe fondere a quella di Savona per volontà del governo montiano).
Nella città creata da Benito Mussolini, vale una visita Villa Grock, dimora “grottesca” dove ha vissuto Adrien Charles Wettach, alias Grock, il pagliaccio più famoso di sempre.
Meritano anche il porto di Oneglia e il borgo antico di porto Maurizio, e in città c’è pure il museo dell’Olivo.  Nell’entroterra? Spazio a Dolcedo, enclave di tedeschi trasferiti in riviera a fare olio d’oliva e a scrivere best-seller. Proseguendo verso ovest, fate una capatina alle città medievali del primo entroterra che si trovano vicino a Sanremo: Taggia, dove si coltiva l’oliva taggiasca e Bussana Vecchia, frazione di Sanremo distrutta da un terremoto a fine Ottocento: ora è la “città degli artisti”, centro abitato da una piccola comunità di artigiani, pittori e scultori. Vale la pena dare un occhio anche a Badalucco, piena di gente simpatica di varie nazionalità.
Arrivati alla città dei fiori, sarete delusi scoprendo che l’Ariston è un semplice cinema: consolatevi passeggiando per l’elegante strada pedonale dello shopping, via Matteotti, “walk of fame” con i nomi dei vincitori del Festival di Sanremo. Preferite cose più “di sostanza”? Visitate la Pigna, il centro storico: un viavai di carrugi medievali che entusiasmò il giovane Italo Calvino, che in questa città fece il liceo. In piazza San Siro c’è la Cattedrale romanico-gotica con campanile rifatto: l’originale fu abbattuto dai genovesi, che in tempi antichi trasformarono la campana in un orinatoio, per spregio contro i rivoltosi sanremesi. Altri consigli? Date un occhio al casinò e alla Chiesa Russa, nei pressi della vecchia stazione dei treni. Sempre in zona, potete affittare una bici e farvi Sanremo-Imperia via mare, nella nuova pista ciclabile – tra le più lunghe d’Europa – ricavata dal vecchio tracciato della ferrovia, ora spostata a monte; oppure prendere la nave del “whale watching”: si va al largo a fotografare delfini e balene, che in questo mare stazionano. Preferite altri animali? I vip? Puntate a Porto Sole, dove, tra gli altri, staziona anche lo yacht di Vasco Rossi.
Continuando verso Ovest, si trova Ospedaletti, borgo dal clima più mite d’Italia dove è stato costruito il primo casinò d’Italia – gioiellino liberty ora vergognosamente abbandonato, prossimo al crollo – e poi Bordighera, “città-confetto” edificata dagli inglesi a fine Ottocento e amata da Monet per le sue palme. Da non perdere l’elegante mercato coperto (piazza Garibaldi 47), eretto in epoca fascista, uno dei luoghi migliori per acquistare ortaggi e frutta a chilometro zero, oppure olio DOP e vino – i locali Rossese, Pigato, Vermentino, Ormeasco e Sciac’trà – nell’enoteca interna, tra le migliori della Provincia. Poi la città alta, piena di ristorantini e la splendida collezione d’arte di Villa Margherita. Nell’entroterra, consigliatissima è una tappa a Dolceacqua, borgo medievale tra i più belli d’Italia e amatissimo da Fausto Bertinotti. Quindi Apricale, abitata da creativi provenienti da tutta Europa; e Bajardo, borgo a mille metri d’altezza a due passi dalle Alpi Liguri, tra boschi e cime, a mezz’ora dal mare. Si dice fosse un centro druidi-suggestivo: domina la valle e permette di godere di un panorama a 360 gradi. A pochi chilometri da qui, per chi ama la montagna, parte il Sentiero degli Alpini, tra i percorsi più suggestivi delle Alpi occidentali (punto di partenza: il Rifugio Allavena). Può essere l’obiettivo unico del weekend, se vi piace il genere. Considerate che le stradine per raggiungere posti “alto locati” sono strette e piene di curve a strapiombo, e potrebbero far venire l’ansia a chi non è pratico del genere. Volete coccolarvi un po’? Sempre nella valle, chiamata Val Nervia, si trova Pigna, centro termale e di benessere rinnovato solo pochi anni fa. Into the wild? Buttatevi nei laghetti di Rocchetta Nervina, tra hippy e teenager: potrebbe far freddo, però.
Infine c’è Ventimiglia, notevole per il suo quartiere medievale (la città alta), i giardini botanici Hanbury e le splendide spiagge: quella dei Balzi Rossi (anche sito archeologico) e quella delle Calandre, raggiungibile da un sentiero che parte dal Forte della città vecchia. Qualche metro più in là e sconfinate nel primo comune della Costa Azzurra: Mentone. Sentirete parlare più italiano che francese, ma il paesello è simpatico. Può essere tappa defaticante, nel caso vogliate raggiungere Montecarlo – mix di palazzoni e riccastri – o altri luoghi della vicina Francia. Per la movida? Qualche locale sul lungomare di Ventimiglia oppure Sanremo, in Piazza Bresca, zona tamarro-chic presa d’assalto da vip e paparazzi durante il Festival; oppure si va alla Pigna, sperando di trovare un approdo alternativo dove facciano musica live. Qualche chilometro più in là c’è Nizza, piena di universitari e turisti: l’offerta non  manca.
Gli ultimi consigli sono di natura eno-gastronomica: nel Ponente si mangia e si beve bene. Prima di ripartire, gustate i piatti tipici di questa cucina, più di terra che di mare. Assolutamente da provare un aperitivo con focaccia, torta verde e sardenaira (una focaccia/pizza senza formaggio) e bianco del posto; poi proseguite con le trofie al pesto, i ravioli di boragine, il coniglio alla ligure, la capra e fagioli, il cinghiale; oppure con i porcini impanati, i gamberi di Sanremo e il Brandacujun, stoccafisso alla maniera dell’imperiese, i piatti con i fiori. Tutto condito con olio d’olive taggiasche e ottimo Pigato, Vermentino o Rossese, vini di poca produzione difficili da trovare, se non qua.
Insomma, il necessario per rigenerarsi e assaggiare un po’ di mare/monti, lontano dal casino milanese e dalle preoccupazioni della vita ordinaria.

 

 

Foto in apertura: il porto di Imperia Oneglia visto dal mare.
Articolo pubblicato su Club Milano 10, settembre – ottobre 2012

 

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