Giù dalle pareti!

Carta da parati collezione Scenic

Kitsch, tradizionale, psichedelica, contemporanea. La carta da parati è tornata alla ribalta sulla scena del design, riconquistando un posto d’onore sulle pareti di casa ma, al contempo, influenzando molti degli oggetti di uso quotidiano.

di Davide Rota

Da considerarsi come un vero e proprio fenomeno culturale, la carta da parati ha ricoperto un ruolo da protagonista all’interno delle abitazioni di tutto il mondo e di tutte le epoche. Ha infatti origini molto antiche, che risalgono addirittura al periodo medievale, quando dal mondo arabo giunsero le prime importazioni degli arazzi, i pregiatissimi tappeti usati per abbellire le corti di tutta Europa. E proprio nel Vecchio Continente nacque l’idea di unire questa passione per le arti visive e l’arredamento delle austere pareti dei palazzi all’innovativa carta importata dal mondo orientale. Ma il vero e proprio boom delle carte da parati, come oggi le conosciamo, si ebbe solamente dopo l’invenzione della stampa, che semplificò radicalmente un processo fino ad allora molto complicato, eseguito per mezzo di rulli artigianali dalla scarsa praticità d’uso.
Verso la metà del 1800 poi, William Morris, capostipite antesignano di tutti i moderni designer, pur fuggendo l’impronta industriale delle produzioni post-stampa, contribuì in modo significativo a sviluppare l’attuale idea di carta da parati con alcune delle grafiche di stampo floreale tra le più diffuse nel mondo e ancora oggi in produzione.
Con lo stile Liberty e Art Nouveau, questa tipologia decorativa si diffuse soprattutto nel Nord Europa, fino agli anni Settanta, quando, come per la musica disco, le carte da parati dalle grafiche psichedeliche, optical e dai forti contrasti di colore diventarono un vero e proprio must-have. Dopo di che, buio. Finiti i balli e con l’inizio di un periodo in cui la tecnologia fece l’ingresso nelle case di tutto il mondo, le pareti diventarono sempre più bianche e neutre. Ed ecco quindi l’esigenza tutta contemporanea, di trasferire le grafiche e le coloratissime texture, direttamente sugli oggetti che arredano la casa e non solo. Divani e poltrone, sedie e madie, diventano un pretesto per donare colore e un tono divertente agli ambienti più asettici. Ma anche fuori dall’intimità della casa, le intramontabili carte da parati la fanno da padrone, trasformando gli oggetti più impensabili in vere e proprie estensioni dei muri di casa. Citando quindi William Morris da La bellezza della vita: “Regola aurea, valida per tutti: non avere nella tua casa – ma anche fuori aggiungiamo noi – nulla che tu non sappia utile, o che non creda bello”.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 17, novembre – dicembre 2013. Clicca qui per sfogliare il magazine. Foto in apertura: una delle proposte della collezione Scenic wallpapers della francese Domestic.

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