Il Natale degli altri

New York Christmas

Natale come lo conosciamo oggi è il prodotto di centinaia di anni di tradizioni laiche e religiose provenienti da tutto il mondo. Non stupisce quindi scoprire come il modo di celebrare la festività più globale del calendario sia poi sorprendentemente diverso da Paese a Paese.

di Silvia Nigrotti | 23 dicembre 2013

Il nostro modo di festeggiare la nascita di Cristo è il frutto della mescolanza e sovrapposizione di svariati riti confluiti in un’unica festa di matrice cristiana. Per questo, al di là di molti elementi comuni a culture e fedi differenti, ogni Paese festeggia a modo suo.

Svezia: ‘God Jul!’
In Svezia il Natale si festeggia la vigilia, il 24 dicembre. In questo giorno di trepidante attesa i bambini ricevono la visita di Babbo Natale, lo stesso rubicondo barbuto dal faccione gioviale disegnato da Haddon Sundblom (di madre svedese) per la Coca-Cola nel 1931. Babbo Natale assaggia il julgröt, una specie di semolino di riso la cui ricetta tradizionale risale ai tempi in cui si credeva che le case fossero abitate da uno gnomo che le proteggeva in cambio di questo piccolo dono natalizio. In Svezia il clima natalizio viene anticipato dalle glöggfest e dai tradizionali mercatini (julmarknad). In attesa che arrivi Natale, in tutto il Paese si festeggia il 13 dicembre con cortei di giovani vestiti di bianco guidati da una ragazza che porta sulla testa una corona di candele: è la celebrazione della martire trecentesca Santa Lucia. Il 25 e il 26 dicembre sono dedicati a proseguire i festeggiamenti con grandi buffet a base di baccalà, aringhe, salmone, molluschi, potatis korv (salsicce preparate con manzo, maiale e patate), il tradizionale ham a la cajsa warg (prosciutto natalizio), pasticcio di cavolo, lussekatter (brioche di zafferano con uvette). Il tutto innaffiato dal glögg, la versione svedese del nostrano vin brulé.

Germania: ‘Frohe Weihnachten!’
Molte famiglie tedesche rispettano la tradizione che vuole chiusa a chiave la stanza dedicata alle decorazioni natalizie fino al tintinnìo di una campanella che autorizzerà i bambini a entrare, ma solo la vigilia di Natale. A bocca aperta davanti all’albero decorato con candeline e dolcetti, potranno scartare i regali e prepararsi a una cena leggera che preannuncia i grandi banchetti del 25: maialino arrosto, Bratwurst (salsicce bianche), il Christbaumgebäck (celebre dolce a forma di albero di Natale), i Lebkuchen (biscotti allo zenzero e spezie), i dolcetti di marzapane e lo Stollen (il tradizionale pane delle feste alle noci, uvetta, limone e frutta secca).

Gran Bretagna: ‘Merry Christmas!’
Nei Paesi anglosassoni ricorre l’abitudine di incontrarsi con gli amici per cantare di porta in porta canzoni auguraIi (Christmas Carols) e scambiarsi ramoscelli di vischio o agrifoglio, di buon auspicio perché perenni. Un altro simbolo natalizio mutuato dalla tradizione inglese è sicuramente il tacchino ripieno di castagne, prugne e salsiccia, reso celebre nella versione statunitense destinata al giorno del Ringraziamento. La cucina casalinga inglese in questa stagione dà il meglio di sé nelle preparazioni dolciarie: rhubarb crumble (dolce al rabarbaro), bread and butter pudding (budino di pane e burro), spotted dick (dolce all’uvetta accompagnato con la crema inglese) e l’immancabile budino di Natale a base di frutta secca e spezie (Christmas pudding).
Per quanto riguarda gli allestimenti natalizi, se in Germania non può mancare il tradizionale abete, in Gran Bretagna a farla da padrone sono le cartoline, trasformate in vere e proprie decorazioni durante le festività: disposte in piedi sul camino, attaccate lungo nastri sospesi a incorniciare le pareti e infilate negli specchi, perfino in bagno.

Messico: ‘Feliz Navidad!’
In Messico la celebrazione del Natale inizia a metà dicembre. Fino al 24 dicembre le famiglie messicane danno luogo a piccole feste notturne che prendono il nome di Posadas. I pranzi tipici che seguono le feste sono a base di tacchino ripieno con le mandorle, filetto di carne, pesce secco, frittelle fatte in casa e accompagnate dal tradizionale ponche, bevanda calda servita con tejocote, zucchero di canna, cannella e uva secca. I bambini messicani ricevono i regali il 6 gennaio, per l’Epifania. A Natale, invece, festeggiano con un gioco, la “piñatas”. Le piñatas sono delle brocche di terracotta decorate ad arte, piene di dolcetti e regalini. Hanno forme fantasiose di animali, uccelli, pupazzi o palle. Il gioco si svolge di sera, dopo le preghiere dell’ultima posada. Si appendono le piñatas in alto e a questo punto i bambini, bendati, cercano di romperle con un lungo bastone. Qualcuno ci riesce e allora tutti si precipitano a raccogliere il bottino: arachidi, agrumi, dolci, giochi, frutta e caramelle.

Cina: ‘Sheng Dan Kuai Le!’
I cristiani residenti in Cina (circa l’1% della popolazione) festeggiano Sheng Dan Jieh decorando le case con piante sempreverdi, manifesti, giochi di carta e catene di lanterne luminose. L’albero di Natale è detto “albero di luce” e viene decorato con piccole lanterne, fiori e festoni di carta rossa che simboleggiano la felicità. Ritagli a forma di pagode rosse vengono incollati alle finestre e lanterne di ogni misura illuminano le case.

Australia: ‘Merry hot Christmas!’
La particolarità del Natale australiano è la forzatura della totale adesione delle tradizioni locali alla cultura anglosassone. Così i bambini australiani festeggiano in piena stagione estiva, in un paese che non ha mai visto la neve, affidando i propri desideri a una figura che arriva a bordo di una slitta trainata dalle renne. Il menù di Natale, consumato magari sulla spiaggia, prevede piatti calorici e sostanziosi, più adatti al rigido inverno europeo che a un popolo che si appresta a concludere il pasto con un tuffo nell’oceano. Unica variante all’etichetta natalizia anglosassone è la macedonia di frutta, sempre presente sulle tavole australiane, e immancabile anche alla fine del pasto del 25 dicembre. Il dolce tipico natalizio, oltre naturalmente al Pudding inglese, è la Pavlova: meringa ricoperta di panna montata e decorata con frutta fresca, questa sì tipica del luogo.

Al di là delle tradizioni natalizie e dei credo religiosi, se originali e a volte perfino bizzarre sono le forme della celebrazione, i significati magici e spirituali della ricorrenza natalizia sono simili, e ovunque rimandano a un messaggio di pace e di gioia. Non c’è dubbio che il Natale degli altri sia un po’ anche il nostro.

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