La Genova di De André

Il rapporto di Fabrizio De André con Genova è indissolubile e il suo ricordo inossidabile: a 15 anni esatti dalla sua scomparsa, sono diverse le iniziative organizzate in città in memoria di Faber, occasione per rivivere i suoi versi e, perché no, assaporare le atmosfere del capoluogo ligure.

di Samantha Colombo | 10 gennaio 2014

Genova è a poco più di un’ora e mezza di distanza da Milano: è sufficiente salire su un treno o imboccare l’autostrada A7 per raggiungerla e trovarsi di fronte al mare, oppure in quella via del Campo “dove l’aria è spessa e carica di sale, quella dei tipi strani, delle mille razze”, così come la descrive Fabrizio De André.
Proprio domani saranno trascorsi 15 anni dalla scomparsa di Faber e ricordarlo con una visita tra le vie della Superba può rappresentare un’esperienza ricca di fascino, oltre che una breve fuga dalla città (senza dimenticare che anche Milano ricorda De André, in questi giorni!). Genova è di De André in ogni angolo, una città dove si incrociano dialetti e sapori, crocevia di anime variegate, santi e peccatori. I versi delle sue canzoni sono incisi in ogni dove: dalla casa natale di via De Nicolay 12, ben segnalata con una targa, fino ai portici di Sottoripa, frequentati con il compagno di scorribande Paolo Villaggio. A De André è dedicata anche la calata che dall’Acquario conduce all’Isola delle Chiatte: proprio qui, l’artista ascolta i dialetti e le voci del porto, registrati e resi indelebili nei brani di “Crêuza de mä”.
Tra i diversi luoghi, impossibile mancare una tappa al museo “Via del Campo 29 rosso” (un tempo sede dello storico negozio di dischi Musica Gianni Tassio), un microcosmo dedicato al cantautore ma anche agli altri protagonisti della scena musicale e culturale genovese, da Gino Paoli a Bruno Lauzi, senza dimenticare Luigi Tenco. Questo spazio non si limita a tenere vivo il ricordo dell’artista e veicolarne i messaggi, dai canti da menestrello alla profonda ricerca folk e filologica, ma si inserisce nel tessuto urbano cittadino, proponendo visite guidate e itinerari che hanno ispirato il cantautore.
Sono diversi anche gli eventi per celebrare il ricordo di Faber. Questa sera, presso la Sala Diana del Teatro Garage, va in scena “Mi sono visto di spalle che partivo”, atto unico scritto e diretto da Fabrizio Dossena che riscopre i temi di “Storia di un impiegato”: i brani di De André contenuti nel disco si alternano a versi ripescati dalla discografia. Lo spettacolo inizia alle 21:00 e l’ingresso è a libera offerta.
Sempre questa sera e alla stessa ora, presso il circolo Arci Zenzero di via Torti 35, protagonista è il progetto musicale “Il Lab canta De André”: per i 30 anni di “Crêuza de mä”, il Laboratorio di Ri-Percussioni sociali si cimenta con una reinterpretazione dei brani del disco.
Per chi volesse invece prendersela con più calma e non fare (troppo) tardi, fino al 16 marzo, presso il museo di via del Campo, sarà possibile ammirare da vicino il “Tarocco del Sole”, parte della scenografia del tour di “Mi innamoravo di tutto” che vedeva protagonisti i 13 arcani maggiori. Sempre presso il museo, aperto anche la domenica e i festivi con ingresso libero, è stata allestita una vetrina commemorativa, con articoli dell’epoca e anche un mazzo di carte realizzato dall’illustratore e scenografo Emanuele Luzzati.

 

 

Per informazioni sugli eventi:

Negozio e museo “Via del Campo 29 rosso”: www.viadelcampo29rosso.com
Circolo Zenzero: www.zenzero.org
Teatro Garage: www.teatrogarage.it

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