Micol Assaël all’Hangar Bicocca

ILIOKATAKINIOMUMASTILOPSARODIMAKOPIOTITA è la mostra personale di Micol Assaël, curata da Andrea Lissoni, che presenta quattro installazioni dell’artista all’Hangar Bicocca di Milano, dal 31 gennaio al 4 maggio 2014: “Vorkuta”, “Untitled”, “Mindfall” e “432Hz”.

di Samantha Colombo | 17 gennaio 2014

Un’esperienza alienante, dove i confini spaziotemporali e le barriere tra il reale e l’onirico sono abbattuti, dove tecnologia, natura e quotidianità si scontrano per arrivare dritti all’anima dell’osservatore: tutto questo è racchiuso nelle opere di Micol Assaël che, da gennaio fino a maggio, prendono vita negli spazi dell’Hangar Bicocca di Milano.
Classe 1979, italiana di nascita e cosmopolita per vocazione, l’artista vanta già una miriade di collaborazioni con alcune tra le più prestigiose realtà internazionali dell’arte contemporanea a Roma, Parigi, Tokyo, Basilea e New York, senza dimenticare la presenza presso diverse edizioni delle Biennali di Venezia, Berlino, Sydney e San Paolo. In pochi anni concentra tutta la sua creatività, sfornando installazioni permanenti e temporanee con una firma originale e marcatamente riconoscibile: Micol va ad inserirsi nei tessuti architettonici contemporanei modificandone le strutture, forando, ricostruendo e plasmando lo spazio secondo la propria volontà artistica.
Titolo della mostra, curata da Andrea Lissoni (qui la nostra intervista), è uno scioglilingua musicale creato dall’accostamento di termini greci, un nonsense che non preannuncia nulla allo spettatore: in questo modo, il confronto con l’arte e le forti sensazioni da esso provocate diventano il fulcro stesso dell’esperienza, senza necessità di etichette. Per ogni visitatore dell’Hangar Bicocca, l’artista riserva un’esperienza trascinante, immergendolo nello spazio con percezioni sensoriali e fisiche.
È possibile confrontarsi con la seconda versione di “Vorkuta” (2003), dal nome di una città mineraria della Siberia, una cella frigorifera che racchiude le prime esplorazioni della fisica e dell’elettricità della Assaël: al suo interno, dove la temperatura scende a -30 gradi, è presente una sedia mantenuta alla temperatura corporea, mentre vecchie strumentazioni con il loro ronzio impongono la loro presenza. Si passa poi alla stanza angusta di “Untitled” (2003), dove dei cavi elettrici inestricabili avvolgono qualche semplice arredo. Qui, dei trasformatori che emanano 9000 Volt alimentano lampadine e scintille, in un turbine di correnti calde e fredde provocate dai ventilatori: un ambiente ostile, fondato sullo scontro tra violenza e semplicità degli spazi quotidiani. In “Mindfall”(2004-2007) l’artista recupera invece dei vecchi motori elettrici e li colloca all’interno di un container, arredato con tavoli e sedie ma reso invivibile dal rumore assordante e dal puzzo della nafta. Per concludere, in “432Hz” (2009) fa il suo ingresso il mondo naturale: entrando in una sorta di grande arnia, è possibile ascoltare brusio delle api e non a caso: il titolo riprende infatti la frequenza del loro ronzio, nonché accordatura naturale e base della vita nell’intero universo.
Musica, rapporto con l’ambiente e la natura, una forte esperienza emozionale che punta dritta all’anima del visitatore, non solo spettatore ma protagonista attivo di questo viaggio: Micol Assaël è artista da vivere.
L’appuntamento per l’inaugurazione della mostra è giovedì 30 gennaio 2014, alle ore 19:00, presso l’Hangar Bicocca.

ILIOKATAKINIOMUMASTILOPSARODIMAKOPIOTITA
HangarBicocca, dal 31 gennaio al 4 maggio 2014
Per informazioni: www.hangarbicocca.org

 

L’immagine in apertura è un dettaglio dell’installazione “432Hz” (MADRE, Napoli).

 

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