In ricordo di Abbado

Claudio Abbado

Si è spento ieri a Bologna Claudio Abbado e Milano ricorda il maestro che più che mai ha rappresentato la grande tradizionale musicale italiana nel mondo, con concerti ed eventi, a cominciare dalla piantumazione di 1200 nuovi alberi.

di Redazione web | 21 gennaio 2014

Lunedì 27 gennaio, alle 18, nel Teatro alla Scala, con sala vuota e porte aperte, l’Orchestra Filarmonica eseguirà la Marcia funebre dall’Eroica di Beethoven, in memoria di Claudio Abbado. L’esecuzione, sotto la bacchetta di Daniel Barenboim, attuale direttore del “tempio della lirica”, verrà diffusa in tutta la Piazza del Piermarini. Si tratta di una tradizione del Teatro per ricordare i suoi ex-direttori musicali, ed è solo il primo degli omaggi che la città meneghina si appresta a rendere al suo direttore d’orchestra, scomparso ieri a Bologna, ma nato a Milano il 26 giugno del 1933.
Figlio di un insegnante di violino e diplomato in pianoforte e direzione d’orchestra presso il Conservatorio di Milano nel 1955, Abbado ottiene ben presto (appena 3 anni dopo il diploma) il primo grande riconoscimento, vincendo il concorso Kouzevitsky a Tanglewood, nel Massachussets. Da qui comincia a incantare le platee di tutto il mondo, meritandosi presto l’epiteto di “rivoluzionario del podio”.
A Milano, dove tra l’altro era sul podio della Scala la famosa sera del 7 dicembre del 1968, quella della contestazione a colpi di uova marce, e dove resta alla direzione fino al 1986, spalanca le porte arrugginite del Teatro all’opera del Novecento.
A Vienna fonda i “Wien Modern”, incrinando l’aplomb conservatore della capitale austriaca, a Berlino imposta ogni stagione come un grande e multidisciplinare forum delle arti, dedicato ogni volta a un tema chiave della cultura contemporanea.
Ma è soprattutto al di fuori dei recinti istituzionali che Abbado, di cui non si può tacere il repertorio sconfinato e la memoria prodigiosa (lui che dirigeva a memoria anche le partiture più complesse), definisce la propria inconfondibile identità interpretativa, coniugando rigore analitico e tensione tragica, lirismo e potenza, per cui ogni gesto in apparenza discreto diventava vibrante e magnetico. Va inoltre sottolineato il suo impegno rivolto, fin da quando era giovanissimo, a promuovere la cultura musicale, come testimoniato nel recente documentario L’altra voce della Musica. In viaggio con Claudio Abbado tra Caracas e l’Avana. Qui Abbado racconta come attraverso la musica e grazie al trentennale lavoro del musicista José Antonio Abreu, siano stati inseriti nella società migliaia di ragazzi altrimenti destinati a restarne esclusi. Mentre è di pochi mesi fa la sua decisione di devolvere il proprio onorario di Senatore a vita alla celebre Scuola Musicale di Fiesole, un gesto che va letto ancora una volta come un invito a diffondere e promuovere la cultura musicale in Italia.
Milano, nelle intenzioni del sindaco, omaggerà il suo grande maestro con un concerto alla Scala in data da definirsi, mentre inizia subito la piantumazione di nuovi alberi in suo ricordo: 1200 solo per il mese prossimo. Intanto sempre lunedì 27 gennaio, alle ore 20, il tributo continua con il concerto della Filarmonica. Sul palco il direttore coreano Myung-Whun Chung omaggerà il maestro riproponendo una delle scalette più intense dirette alla Scala, con la Sesta Sinfonia di Beethoven e la Quarta di Brahms. Mentre Il Piccolo Teatro ricorderà Abbado il 2 febbraio con la proiezione de Il viaggio a Reims di Rossini, diretto dal maestro Claudio Abbado, con la regia di Luca Ronconi e le scene di Gae Aulenti. L’appuntamento è alle 20:30 e i biglietti (gratuiti) sono già in distribuzione.

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