Le nostre piazze

Milano dal Satellite

A differenza di Roma o di Firenze, Milano non è mai stata famosa per le sue piazze: ma i lavori per Expo2015 e la ri-nascita del quartiere di Porta Nuova stanno lentamente cambiando il rapporto dei milanesi con lo spazio pubblico. Noi di ClubMilano.net ci crediamo e, a un anno quasi esatto dall’evento più atteso, abbiamo voluto fare un viaggio tra le piazze del cuore.

di Redazione web | 14 gennaio 2014

 

Piazza Borromeo Milano

Piazza Borromeo – Alessandro

Piccola perla nascosta nel dedalo di vie tra piazza Cordusio, via Meravigli e via Torino, noto come “Cinque Vie”, piazza Borromeo esprime in una manciata di metri quadrati tutta la romantica e discreta bellezza tipicamente milanese, tanto distante dall’opulenza ostentata di una capitale straniera o dal rapimento estatico di una più nobile città d’arte. Sopravvissuta ai bombardamenti del ‘43 e ai non meno catastrofici piani urbanistici più recenti (vedi il parcheggio sotterraneo), che ne hanno in parte deturpato l’immagine e l’equilibrio originari, la piazza riverbera ancora oggi l’eco dei tempi passati, offrendo allo sguardo disattento del passante un luogo ricco di storia e di fascino, in cui è più facile imbattersi casualmente che tornare cartina alla mano: da un lato la Chiesa di Santa Maria Podone, tra le più antiche della città, dall’altro il quattrocentesco Palazzo Borromeo, storica dimora di una delle più influenti famiglie della nobiltà milanese; nel mezzo, una piccola area verde e l’elegante sagrato della chiesa, accogliente rifugio dalla frenesia dello shopping e degli affari che animano la città a soli pochi passi di distanza.

 

 

Piazza dei Mercanti, Milano

Piazza dei Mercanti – Filippo

Piazza dei Mercanti è l’angolo di Milano che non ti aspetti: con un po’ di fantasia (e due tappi per le orecchie) sembra quasi di essere in un piccolo borgo medioevale della pianura padana, con la sua bellissima Loggia, gli ingressi stretti e coperti, il pozzo del XVI secolo e la facciata antica del palazzo della Ragione. In una città che tenta sempre di spingerti al limite (anche della sopportazione!), la piccola e raccolta Piazza dei Mercanti rimane per me come un piccolo rifugio che fa “stare bene”. I gradini della Loggia degli Osii sembrano fatti apposta per sedersi a chiacchierare, leggere un libro, bere un caffè d’asporto preso nei bar vicini,  in compagnia di qualche piccione, degli universitari che saltano le lezioni e della gente che viene e che va.

 

 

Piazza San Fedele, Milano

Piazza San Fedele – Antonella

Procedendo per Corso Vittorio Emanuele, prima di arrivare nella famosa Piazza della Scala s’incontra, quasi per caso una piazzetta di forma quadrata, ricca di storia e di fascino che intreccia temi romantici e funeste leggende: Piazza San Fedele antistante Palazzo Marino. Si narra che qui avvenne il primo incontro e l’innamoramento tra Tommaso Marino e la bella Ara mentre usciva dalla chiesa che dà il nome alla piazza. Per lei il ricco banchiere commissionò a Galeazzo Alessi un grandioso palazzo, il più bello di Milano, oggi sede del Comune. Qui il romanticismo finisce per lasciare il posto a una funesta leggenda che annuncia il rogo, la rovina e la confisca del palazzo. Maledizione in parte avverata perché il Marino cadde in disgrazia e non vide mai la sua residenza realizzata. Oggi piazza San Fedele è un meraviglioso luogo di incontro, più tranquilla e raccolta di quella che ospita il Teatro alla Scala, viene scelta dai milanesi e i turisti per concedersi un attimo di relax; sulle panchine di pietra che circondano il perimetro, sotto l’occhio severo e rassegnato della statua del Manzoni è possibile consumare uno spuntino, magari il famoso panzerotto di Luini situato a poca distanza, oppure leggere un libro apprezzando l’allestimento floreale che decora la facciata in primavera. Qui troverete personaggi dell’alta finanza in pausa pranzo, adolescenti che hanno marinato la scuola oppure ignare coppie che  si baciano nel luogo del primo incontro dei famosi amanti, o più semplicemente amici che si danno appuntamento prima del cinema o il teatro.

 

 

Piazza Sant'Alessandro

Piazza Sant’Alessandro – Paolo

Piazza Sant’Alessandro è il mio rifugio, un luogo placido dove godersi una tranquillità sconosciuta alla vicina via Torino. Quando il clima lo permette sono molte le persone che vengono qui sedendosi sulle due panchine o sui gradini della bellissima chiesa intitolata ad Alessandro, un soldato della legione tebea che si convertì al cristianesimo. Imprigionato nel carcere Zebedia, sito nella via omonima accanto dalla piazza, lo condannarono a morte perché rifiutò di abiurare la propria fede cristiana. Dicevamo della quiete: c’è chi legge un libro, chi un giornale, chi approfitta del gazebo del bar per un buon vino. Nemmeno le (poche)  macchine che attraversano la piazza riescono a intaccare la sensazione di essere in un microcosmo.

 

 

Piazza Oberdan, Milano

Piazza Oberdan – Samantha

Oltre i locali nel quartiere del Lazzaretto, le vetrine di Buenos Aires e le locandine della cineteca, un angolo di piazza Oberdan mi ha sempre conquistata: quello scoperto, parecchi anni fa, scendendo le scale del mezzanino della metropolitana di Porta Venezia. Mi sono sempre domandata cosa ci fosse oltre una piccola entrata, murata dalla figura di un barbiere sempre intento a chiacchierare con qualche amico o cliente. Ho scoperto, poco più tardi che, sotto l’asfalto della piazza, tra i bivacchi e le bancarelle, è custodito uno dei tesori liberty più affascinanti di Milano (e forse non solo): l’Albergo Diurno Cobianchi. Inaugurato a metà degli anni ’20 e chiuso settant’anni più tardi, è un bagno pubblico con docce e vasche, mosaici e bronzi, un gioiello sotterraneo e blindato per il quale, ancora oggi, si discute riguardo il suo possibile recupero. Pensare che la città custodisca simili tesori, non può che farti calpestare ogni centimetro con uno spirito diverso, d’amore incondizionato.

 

 

Piazza Gae Aulenti, Milano

Piazza Gae Aulenti – Marilena

Inaugurata poco più di un anno fa alla fine di corso Como, praticamente in corrispondenza della metro Garibaldi, piazza Gae Aulenti come tutte le cose nuove ha una bellezza straniante, tra i giochi di luce dei palazzi tutto vetro e cemento che l’accolgono come un piccolo scrigno, e il muoversi frusciante dell’acqua delle fontane. Mi trovo a pensarla come una piazza “pronta”. È pronta ad accoglierti con panchine e spazi per sedersi, pronta a farsi attraversare e a regalarti una vista niente male e pure un po’ dall’alto su parte della città. È pronta ad accudirti dalla noie del traffico, dato che tutta l’area è pedonale. Pronta a giocare con te, con biliardini a 4 o 22 giocatori per squadra disponibili a gratis (basta lasciare un documento al chiringuito della piazza, per avere in cambio la palletta d’ordinanza) e pronta a farsi solcare anche da bici e skateboard. E poi, altro fattore non indifferente, è nuova, e ogni tanto per uscire dalle sabbie mobili e alzare lo sguardo, c’è bisogno di qualcosa di nuovo.
(Foto di Genesio Ciccone)

 

 

Piazza Santa Giustina, Affori (MI)

Piazza Santa Giustina, zona Affori – Silvia

Piazza Santa Giustina è il cuore del quartiere Affori e conserva l’aspetto del borgo, con le case di ringhiera e le viuzze quasi senza marciapiede. Ho passato le mie estati di adolescente sul sagrato, ad ascoltare le campane che scandivano i pomeriggi buttati. Più tardi le sedute calcaree che scintillavano al sole, sono state la tappa intermedia fra casa e la biblioteca di Villa Litta, altro luogo meraviglioso e sprecato di Affori, oltraggiata dal tempo e ferita da graffitari senza arte. La mia piazza ha cose belle da vantare, oltre all’essere un personalissimo luogo della memoria. Come la Chiesa di Santa Giustina, eretta nel 1859, anagraficamente giovane, ma che sorge sullo stesso spazio di quella precedente del XIII secolo. All’interno della chiesa una Madonna col Bambino simile alla “Vergine delle Rocce” dipinta da Ambrogio de Predis, allievo di Leonardo, vale sicuramente una visita ad Affori, insieme all’organo realizzato nel 1810 da Luigi Amati, giunto qui di seconda mano dalla Cattedrale di Pavia, rimesso a nuovo e tuttora in funzione.
Oggetto di riqualificazione all’inizio del 2000, piazza Santa Giustina è stata perfettamente restaurata e pedonalizzata. Tutte le pavimentazioni sono tornate in pietra, beola e acciottolato, scelta legata alla storia come il resto del progetto che ha voluto viale Affori alberato come un boulevard e il sagrato della chiesa quadrato, come da disegno originale dell’architetto Giacomo Moraglia.  A pochi passi dall’ingresso della Chiesa svetta un monumento, opera dello scultore Ettore Cedraschi, che celebra i caduti delle due guerre mondiali con un’iscrizione tratta dalle odi di Orazio: Dulce et decorum est pro patria mori – È dolce e glorioso morire per la patria. Ma i ragazzi che riempiono i gavettoni alla fontana, lì accanto, forse nemmeno lo vedono.

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