Il cibo, il cervello e noi

Calle, Le regime chromatique, mostra Gola Triennale

“Il gusto è un piacere che ci gratifica e ci consola, ci unisce e ci identifica”. È su questo tema che la Fondazione Marino Golinelli apre le porte a un evento multisensoriale all’interno della mostra Gola, arte e scienza del gusto. L’appuntamento è in Triennale: il 3 marzo, dalle 18.

di Redazione Web  | 24 febbraio 2014

Quasi in nome di un certo mite armistizio da sempre si sostiene che “De gustibus non est disputandum”, ovvero sui gusti non si discute, ognuno ha i suoi e in tutti i modi va bene. Ma è davvero così? La mostra GOLA, arte e scienza del gusto, che ha debuttato lo scorso 31 gennaio presso La Triennale di Milano, sembra voler sfidare questo vecchio adagio, conducendoci piuttosto a esplorare il rapporto tra piacere e nutrizione, spiegando i complessi meccanismi che lo regolano, abbracciando i dilemmi dell’onnivoro, la segreta attrattiva del cibo spazzatura e percorrendo i sensi del gusto.
In mostra opere di 13 artisti internazionali: dalla serie fotografica di Sophie Calle che illustra i piatti della speciale dieta monocromatica che si è autoimposta, all’installazione video di Marina Abramovic che addenta, per poi mangiarla fino alla fine, una cipolla cruda.
All’interno della mostra, in programma fino al 12 marzo, è segnato per lunedì 3 marzo l’evento speciale: Il cibo, il cervello e noi, in cui un neuro-scienziato (Charles Spence dell’Università di Oxford), un filosofo (Barry C. Smith, direttore dell’Institute of Philosophy alla School of Advanced Study dell’Università di Londra), un’artista anglosassone (Caroline Hobkinson che utilizza il cibo come medium creativo) e un cuoco, lo chef franco-colombiano Charles Michel, illustreranno i risultati di recenti ricerche scientifiche, secondo cui la percezione del sapore è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi e non solo il gusto.
Nel corso dell’evento si potrà anche sperimentare un menù multisensoriale, che vedrà il pubblico coinvolto in “assaggi sonori”, “degustazioni tattili” e “stuzzichini visivi”, perché “il gusto è qualcosa di cui non possiamo fare a meno, neanche se volessimo”. Posti limitati, prenotazione obbligatoria.

 

Il cibo, il cervello e noi
La Triennale di Milano
Viale Alemagna 6
Martedì 3 marzo
Dalle 18 alle 21

 

Posti limitati. Prenotazione obbligatoria:
051.0251002 | segreteriagenerale@golinellifondazione.org
Info su www.golinellifondazione.org.

 

Immagine in apertura:  Sophie Calle, Le régime chromatique, 1997. 7 fotografie, testi, menu, mensola 30 x 30 cm. Courtesy l’artista e Galerie Perrotin, Parigi/New York.

Dall’alto:
Martin Parr Common sense (England. New British. Ramsgate), 1996 © Martin Parr / Magnum Photos. Courtesy l’artista e Studio Trisorio, Napoli.
Marina Abramović The onion, 1995. Performance per video, 10’ UTA Dallas © Marina Abramović. Courtesy l’artista e Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli.
Sharmila Samant Loca-cola, 2000-2003. Installazione al Centre A, Vancouver 2008. Collezione Lekha e Anupam Poddar. Courtesy l’artista e Devi Art Foundation, New Delhi.
Jørgen Leth e Ole John Burger New York, 1982. Una sequenza da 66 scenes from America. Diretto da Jørgen Leth, prodotto da Ole John. Courtesy Ole. John Film, Copenhagen.
Christian Jankowski Die Jagd, 1992. Video, colore, sonoro, 1’11’’. Courtesy Galerie Klosterfelde, Berlino.
Boaz Arad Gefilte Fish, 2005. Video a colori, sonoro, 11’. Courtesy l’artista.
Cheryl Donegan Head, 1993. Video a colori, sonoro, 2’49’’. Courtesy Electronic Arts Intermix (EAI), New York.
Marilyn Minter, Green Pink Caviar, 2009. Video digitale HD su DVD, 7’ 45’’. Courtesy l’artista e Salon 94, New York.

Commenti

commenti

Be first to comment