Con la bici tra le nuvole

SkyCycle Londra

Una pista ciclabile a solcare il cielo della città: è questa l’ultima  proposta per risolvere i problemi di traffico e mobilità di Londra. Ma lo SkyCycle è solo il primo di una serie di progetti che raccontano di un futuro volante per la bici…

di Alessandro Cossu | 07 febbraio 2014

Sulla spinta di una maggiore sensibilità verso l’ambiente e di un nuovo modo di intendere la qualità della vita, negli ultimi anni la bici è divenuta il simbolo di una città più green e più vivibile, una soluzione efficace e indolore ai problemi di mobilità urbana. Tra gli argomenti più trendy del momento (delle funivie vi abbiamo già parlato…), la bicicletta è infatti capace di far sognare frotte di ambientalisti e di scatenare al tempo stesso accesi dibattiti. Basti pensare all’ultima tendenza che spinge verso l’alto i percorsi riservati ai ciclisti: non più costrette a contendersi i pochi spazi urbani ancora disponibili, le piste ciclabili diventano “volanti” e regalano nuovi e inusuali punti di vista sulla città sottostante.
Oltre agli esperimenti più avveniristici e surreali, come il prototipo ceco di bicicletta volante Flying Bike o la Kolelinia di Sofia, un sistema di trasporto via cavi per bici (rigorosamente sospeso nel vuoto), hanno fatto molto discutere anche alcuni progetti con i piedi più piantati per terra – o, sarebbe meglio dire sui pedali – come il rivoluzionario SkyCycle di Londra.
Presentato da un gruppo di architetti guidati da Norman Foster, lo studio prevede la costruzione di un percorso di 220 km di pista ciclabile sopraelevata, una vera superstrada per le due ruote che, snodandosi in fluide strutture tubulari di vetro disposte su tre livelli, una volta completata collegherebbe le principali stazioni e i punti nevralgici della capitale britannica, senza intralciare il traffico cittadino. Un approccio innovativo e laterale ai problemi di inquinamento e di congestione del traffico, oltre che di sicurezza per le migliaia di ciclisti londinesi, che dovrà però probabilmente fare i conti con le cifre astronomiche del progetto: 20 anni di lavori per terminare l’intero percorso e un costo stimato attorno i 200 milioni di sterline.
Ma non è questo l’unico esempio, perché, almeno sulla carta, il modello di pista ciclabile sopraelevata si sta estendendo rapidamente in altre parti del mondo: a Parigi il percorso potrebbe essere costruito sulla Gare du Nord, a Melbourne la B1 Veloway seguirebbe il tragitto della linea ferroviaria già esistente, mentre a Toronto è stato studiato un sistema di sopraelevata protetta per difendere i ciclisti dal gelo e dalla pioggia del rigido inverno canadese. Per il momento l’unica città in cui tutto ciò è già realtà è Minneapolis, con la Greenway Bike Trail, un percorso ciclabile e pedonale lungo 10 chilometri (con tanto di negozio per la sistemazione delle bici danneggiate) che attraversa da Est a Ovest la cittadina americana.
In attesa di futuri sviluppi, possiamo comunque affermare che ci aveva visto lungo Steven Spielberg, quando nel 1982 regalò a un’intera generazione il sogno di una straordinaria pedalata nel cielo, rendendo immortale il volo al chiaro di luna di un ragazzino californiano e del suo tenero amico extraterrestre.
Se il futuro della bici è davvero nel cielo non bisogna farsi trovare impreparati. Come dire… Avete voluto la bicicletta? Adesso volate!

 

Foto in apertura: SkyCycle di Foster + Partners

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