L’Albergo Diurno torna a vivere

Albergo Diurno

Grazie alle Giornate di Primavera del FAI torna in vita l’Albergo Diurno di Piazza Oberdan, uno dei gioielli liberty di Milano da troppo tempo lasciato nella più totale incuria. Visite guidate a fine marzo.

di Redazione web | 7 marzo 2014

Tra i posti più sconosciuti e dimenticati di Milano, l’Albergo Diurno di Piazza Oberdan, inaugurato nel 1925 e chiuso definitivamente a metà degli anni ‘80, è in realtà un piccolo gioiello in pieno stile liberty milanese, un luogo dalla grande importanza storica e architettonica che però il tempo e l’abbandono hanno gettato nell’oblio.
Ora finalmente, dopo anni di speculazioni, petizioni e attese, qualcosa si muove per riportare alla luce uno spazio così interessante: domenica 9 marzo, grazie a 50 volontari del FAI (in occasione delle Giornate FAI di Primavera), questo luogo sotterraneo e suggestivo verrà ripulito e sistemato, per poi essere aperto a visite guidate verso la fine del mese. Le operazioni di pulizia saranno svolte con la collaborazione dell’AMSA, che si occuperà di smaltire sporco e rifiuti, e di ATM, che invece fornirà l’acqua per le pulizie.

Ma cos’è esattamente l’Albergo Diurno? Con un’estensione di circa 1200 mq e un’altezza di 3 metri e mezzo, questo spazio si trova esattamente nelle viscere di piazza Oberdan, tra la fermata della Metro 1 e lo Spazio Oberdan, con l’ingresso collocato sul lato sinistro della scalinata di accesso alla metropolitana.
Nei primi anni di vita, l’Albergo Diurno divenne una sorta di passaggio obbligato, una tappa necessaria per coloro che giunti a Milano avvessero bisogno di un luogo privato dove concedersi un po’ di relax, in un ambiente lussuoso e attrezzato: una vera spa di inizio secolo. Lo spazio è infatti composto da 6 bagni di lusso, 30 promiscui con vasche da bagno e docce, mentre nel salone, separato rispetto ai bagni, venivano offerti il servizio di manicure, pedicure e parrucchiere. Erano poi presenti anche le stirerie e il servizio di pulizia abiti e biancheria, per una toeletta completa. Ma non solo: c’erano anche a disposizione servizi postali, una buvette, un ufficio bancario, una copisteria a macchina, una cancelleria, un banco per la vendita di fiori freschi e molto altro che potesse servire a uomini d’affari di passaggio in città.
Costruito su progetto dell’Ing. Troiani, l’albergo presentava sul soffitto anche splendidi lucernari (oggi coperti dall’asfalto), che davano luce a tutto l’ambiente.

Questa iniziativa è importante per far conoscere un luogo storico della città. Il Comune di Milano è impegnato a restituire all’Albergo Diurno e a piazza Oberdan la dignità che meritano: queste giornate del Fai sono un nostro primo passo significativo verso la riqualificazione di tutta l’area”, dichiara l’assessore ai Lavori pubblici e Arredo urbano Carmela Rozza.

Le visite guidate saranno poi organizzate nelle giornate del 22 e 23 marzo, dalle 10 alle 17.

 

Foto in apertura da www.msacerdoti.it, l’ingresso dell’Albergo Diurno

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