I nuovi templi della night life

H club>diana, cocktail bar

La nuova tendenza milanese è sorseggiare cocktail al bancone del bar degli alberghi. Dall’aperitivo allo Sheraton Diana Majestic all’happy hour bio dell’Ostello Bello alla serata Pink presso lo Starhotels Rosa Grand, ecco le tappe imperdibili per una vita notturna tutta da gustare.

di Camilla Sernagiotto

Trascorrere la notte in albergo non significa avere in tasca la chiave di una suite. Almeno a Milano. Proprio qui, infatti, una tendenza dilagante sta attirando tanti amanti della vita notturna verso i banconi cool per eccellenza: quelli del bar degli hotel. Molti dei cinque stelle meneghini si sono tramutati nei nuovi altari sui quali ogni sera viene celebrato il rito più sacro della città, ossia quello dell’aperitivo. Sarà merito della scena cult di Jack Nicholson servito in maniera ineccepibile dallo stylish barman dell’Overlook Hotel di Shining; sarà per il film Lost in Traslation, che inscena gli incontri tra Bill Murray e Scarlett Johansson nell’elegante bar del Hyatt Park Hotel di Tokyo; fatto sta che le cocktail area degli alberghi sono diventate le location più chic in cui darsi appuntamento dal tramonto all’alba.

Tra le mete predilette per un aperitivo gourmet spicca l’H club>diana dello Sheraton Diana Majestic, paradiso enogastronomico in cui l’estasi del palato è provocata sia dalla carta dei vini sia dalle fantasie culinarie d’accompagnamento. A creare quest’ultime è lo chef Paolo Croce, che sapientemente coniuga l’arte del Boulanger-Patissier, sfornando squisiti prodotti home made, a quella del cuoco pluristellato in grado di trasformare un piatto di stuzzichini in pura poesia. Un altro asso nella manica dell’h club è il giardino, un’oasi verde nel cuore di Milano che dalla primavera all’autunno permette agli habitué di centellinare un Moscow Mule all’aperto, immortalando l’aperitivo en plein air su Instagram (l’hashtag di riferimento con cui taggare le istantanee è #dianalovesyou). I garden-dehors addicted possono poi migrare tra le fronde dell’ombroso vivaio del Caesar’s Bar presso l’Hotel Hermitage, gettonatissimo il mercoledì sera grazie all’appuntamento del cosiddetto Happy Art & Music Hour, sposalizio ideale tra etichette di qualità, musica eccelsa e arte alle pareti.

Bar al Principe di Savoia Hotel

Il Lounge Bar all’Hotel Principe di Savoia

Gli esteti che oltre a “cenare la sostanza” amano soffermarsi sulla forma, facciano poi una capatina al meraviglioso bar dell’Hotel Principe di Savoia, i cui particolari raffinatissimi appagano anche gli occhi oltre che il palato: il bancone incastonato di listelli di vetro di Murano, in pendant con il lampadario realizzato in tre mila pezzi unici di vetro soffiato, progettato dal designer Robert du Grenier; i decollage firmati Mimmo Rotella con locandine de La Dolce Vita Matrimonio all’italiana; l’isola in velluto sagomata attorno a un pianoforte a coda antico… Di proverbiale “dolce vita” si può proprio parlare al Bar Principe, il cui team di mastri bartender, capitanato dal manager Daniele Confalonieri, studia un drink nuovo per ogni mese dell’anno. Per continuare il mood della Sweet Life dal retrogusto felliniano, lo Starhotels Rosa Grand si presta come migliore location del giovedì, merito della serata Pink dedicata al glamour e alla moda.

Trattandosi della capitale del fashion, Milano offre anche night life con declinazioni di vera e propria haute couture in due degli alberghi prediletti dai glamaholic: l’Hotel Bulgari e la Maison Moschino. Negli elegantissimi bar di entrambi si respira un’atmosfera talmente raffinata che l’oliva nel Martini vi sembrerà quasi un diamante da dieci carati.

Di tutt’altra tendenza è invece l’happy hour all’Ostello Bello, nel senso che al piano terra del quartier generale degli hipster milanesi in via Medici 4 la pasta è integrale e bio. Tra concerti acustici e dj set elettronici, questo è l’indirizzo da tatuarsi sull’avambraccio se si è under 40, rocker nel midollo e amici della natura, dato che vini, succhi e ogni ingrediente del buffet sono rigorosamente a chilometro zero.

Bar Straf, cocktail bar

Bar Straf, cocktail bar

I più sofisticati optino invece per la wine zone dello Straf, progettata ad arte dall’architetto De Cotiis che ha ripreso i materiali utilizzati nell’hotel: cemento per pareti e pavimenti, lamine di ottone brunito e ferro per le superfici. Vera e propria finestra su strada dell’hotel di design più originale della città, il bar Straf si affaccia su via San Raffaele e lo popola una clientela che fino a sera inoltrata preferisce di gran lunga sorseggiare un bicchiere di Champagne Perrier Jouët piuttosto che tornare a casa. Alberghi da perdere la testa. Non come l’Overlook Hotel di Shining, grazie al cielo, ma di sicuro anche qui vi lascerete ipnotizzare dagli eleganti gesti di barman che nulla hanno da invidiare allo stilosissimo Lloyd. Hotel Sweet Hotel!

 

Articolo pubblicato su Club Milano 19, marzo – aprile 2014. Clicca qui per scaricare il magazine.
Foto in apertura: una serata al H club>diana, il frequentatissimo cocktail bar dello Sheraton Diana Majestic.

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