Ayrton Senna: 20 anni dopo

Sono passati due decenni dall’incidente del Gran Premio di San Marino, eppure il ricordo di Ayrton Senna non svanisce: più che un semplice pilota di Formula 1, il simbolo di una sfida continua e della vera passione.

di Samantha Colombo | 21 marzo 2014

Quel giorno, il rombo dei motori ha già scaldato una domenica come tante, resa speciale dall’attesa di una nuova sfida, quieta nel sole e nella tranquillità della festa del 1° maggio. Eppure, qualcosa non va: meno di ventiquattr’ore prima, l’asfalto del circuito di Imola ha strappato la vita al pilota Roland Ratzenberger e l’irrequietezza, nelle voci dei cronisti e tra lo sciamare di meccanici ai box, è palpabile.
Poi, è un attimo: l’auto apparsa alla curva, lo schianto, la safety car. Tra le lamiere, un corpo inerte, quello di uno dei piloti più celebri della Formula 1, come se ne ricordano pochi, potente in pista, affascinante durante le interviste, umile e folle. Le lunghe ore di attesa, in un’epoca in cui ancora le notizie non viaggiano sugli schermi dei telefoni ma tra le onde radio e nel passaparola dei bar, appassionati di motori e curiosi sono tutti riuniti in nome di una notizia, che arriva quando il sole sta tramontando e riempie i telegiornali della sera: Ayrton Senna non ce l’ha fatta.
Sono passati 20 anni, ma il ricordo è ancora monolitico: Senna è lo sportivo, l’uomo che conosce i propri limiti e che, proprio per questo, li sfida, supera e vince. Un moderno Ulisse che sfreccia ai 200 km orari, simbolo della tenacia, del coraggio e di quella scintilla di genio che rende unico un uomo comune, dagli occhi profondi e dalla voce serena.
Il suo debutto tra i motori è ad appena 21 anni e, da quel giorno, inizia una costellazione di vittorie che lo porta in Formula 1 nel 1984, nel Gran Premio del suo Brasile. Dalla Toleman alla McLaren (con la quale vince per tre volte il Mondiale) per finire alla Williams, il decennio di Senna risplende dei riflessi dorati, quelli dei trofei e del giallo della sua bandiera. Proprio le radici brasiliane e la fede, mai celata e sentita intimamente, lo accompagnano nel corso di tutta la sua vita, in quello che non è solo uno sport: la Formula 1 è una sfida ai limiti dell’adrenalina e della materia, è la velocità che diventa tangibile grazie alla meccanica e alla vocazione del pilota, un’avventura in bilico tra follia e razionalità. E, forse proprio per questo, tanto appassionante.
E sono stati tanti a sfidare le proprie capacità, arrivando però al punto di rottura: dall’italiano Luigi Musso che perde la vita sulla Ferrari nel 1958 a Gilles Villeneuve, quasi 30 anni dopo; senza dimenticare incidenti come quello di Niki Lauda, recentemente portato sul grande schermo, o ancora di Alex Zanardi, che la sua sfida l’ha affrontata e vinta.
Ma Ayrton non è solo un pilota che sfreccia in un meccanismo di lamiere e carburante, come canta Lucio Dalla nella canzone che a lui ha dedicato, “ho capito che la gente amava me”: perché lui è il trionfo dell’umanità in uno sport che, anno dopo anno, sarebbe precipitato rovinosamente in un nodo di sponsor, cavilli, trucchi e quant’altro.
Poche settimane dopo l’incidente, il Brasile vince i mondiali di calcio: quel popolo, che nello sport infonde tutta la propria linfa vitale e una speranza indomita verso il futuro, solleva la Coppa del Mondo e la dedica a lui.
Senna, oggi compirebbe 54 anni: lascia il ricordo dei suoi trofei, di un uomo, a detta di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo o anche solo di sfiorarlo, capace di guardarsi a fondo, dagli occhi sinceri, un giovane che ha consacrato la propria vita a una passione, forse folle, ma vissuta fino all’ultimo istante. Per questo la sua nascita va ricordata: perché Senna ci insegna che la passione, quella vera, che sfida le leggi della materia e quelle della ragione, non scompare mai.

 

Per ricordare Ayrton Senna, a 20 anni dalla scomparsa, dal 1° al 4 maggio si terrà all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola l’evento Ayrton Senna Tribute 1994/2014, in ricordo del grande pilota brasiliano e di Roland Ratzenberger. Oltre a parate di auto da Formula 1 ed esibizioni, sarà possibile visitare anche la mostra dedicata a Senna, presso il Museo Checco Costa, sempre all’Autodromo.
Per informazioni: www.f1passion.it

 

 

L’immagine in apertura è tratta dal film documentario “Senna” (2011).

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