Di che padiglione sei?

Padiglione Cina, Expo 2015

Oasi, canyon, alberi e cappelli: il mondo visto dalla cittadella di Expo 2015 comincia a prendere forma, tra realizzazioni ad alto tasso di tecnologia e a bassissimo impatto ambientale: una sfida per l’architettura del futuro prossimo.

di Redazione web | 4 marzo 2014

Nell’attesa dell’entrata imminente delle ruspe in quel milione di mq che è l’area di Expo 2015, cominciano a svelarsi i progetti dei padiglioni dei singoli stati, che fanno a gara per la realizzazione della struttura più sorprendente. E se l’Italia, del cui padiglione vi avevamo già parlato, ha già iniziato a costruire, la prossima a iniziare i lavori sul campo sarà la Germania, con un padiglione di quasi 5 mila mq (il più grande di Expo), per 48 milioni di budget. Uno spazio high-tech, con una passerella che si inerpica fino a una terrazza verde.
Grande protagonista è anche la Cina, che presenta una costruzione dal profilo ondulato simile ai tetti delle antiche case di campagna. Il Paese della Grande Muraglia, con 60 milioni di euro, sarà quello che investirà di più nell’Esposizione Universale: oltre al padiglione ufficiale presenta, infatti, anche due padiglioni Corporate.
Una sorpresa è il Nepal, che grazie alla collaborazioni con aziende private, ha prenotato uno spazio di quasi 3.000 mq, dove realizzare un tempio con decorazioni in legno ispirate al cibo.
Ricalca invece la forma dei cappelli indossati dai contadini impiegati nei campi di riso il padiglione thailandese, che ripropone anche un mercato agricolo galleggiante.
È così che paesaggi locali e tradizioni alimentari si fondono per dar vita a strutture davvero originali: dai giardini verticali di Israele, al bosco dell’Austria, alla quercia gigantesca della Lettonia, ai quattro chicchi di riso che modellano lo spazio della Malesia, alle tre sfere realizzate secondo i principi della bioarchitettura per il padiglione dell’Azerbaijan. Citarli tutti è impossibile e per vederli bisogna per ora accontentarsi dei rendering. Unico consiglio evitare di perdersi  nel labirinto costruito esclusivamente in cipresso del Giappone, piuttosto che nel paesaggio desertico dell’Oman o ancora nella struttura avveniristica e sospesa di legno intrecciato per il Cile.
E se per American Food 2.0 (il padiglione made in USA), una sorta di granaio dove mostrare la produzione alimentare statunitense, manca ancora il sì ufficiale (si attende la visita di Obama in Italia), è invece tutt’altro che celata la volontà di stupire degli Emirati Arabi, che con la loro oasi nel deserto creata da Norman Foster, propongono un viaggio sinuoso fra pareti di 12 metri di sabbia. Ce ne sarebbero ancora tanti di padiglioni da raccontare per arrivare ai 142 dei Paesi partecipanti, tra cui quello del Brasile con la sua struttura che si sviluppa attorno al concetto di rete, ma qui volevamo solo incuriosirvi un po’. Sul sito di Expo potrete ritrovare la carrellata completa, o in alternativa toccherà aspettare l’apertura dei cancelli il 1 maggio 2015. Non manca poi così tanto.

 

Qui il nostro viaggio attraverso i padiglioni:
Padiglione Italia
Padiglione Austria
Padiglione Francia
Padiglione Gran Bretagna
Padiglione Germania
Padiglione Cina
Padiglione Giappone
Padiglione Nepal
Padiglione Russia
Padiglione Marocco
Padiglione Stati Uniti
Padiglione Zero
Padiglione Azerbaijan
Padiglione Brasile

 

In apertura: rendering del padiglione cinese.

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