La Galleria si fa bella

Ponteggio Galleria Vittorio Emanuele

Un ponteggio innovativo costruito su binari mobili per raggiungere una superficie complessiva di 13.500 metri: ecco alcune caratteristiche del restauro che a partire da oggi interessa Galleria Vittorio Emanuele per riportarla a uno splendore mai visto.

di Redazione web | 11 marzo 2014

Comincia oggi il restauro della Galleria Vittorio Emanuele che dopo 20 anni si rifà il look. I lavori che riporteranno il “salotto dei milanesi” al decoro originario, si concluderanno entro aprile del prossimo anno, giusto in tempo per Expo 2015.
13 mesi di esecuzione, dunque, con un cantiere tecnologico costruito su binari mobili di 15 metri. Se le operazioni di recupero dell’Ottagono saranno realizzate con ponteggi tradizionali, per la manutenzione delle facciate è stata infatti concepita una macchina innovativa: un ponteggio mobile che si sposterà lungo binari collocati in sul pavimento, in modo da consentire un accesso costante ai passanti in tutti i lati della galleria e nei negozi. “È un progetto d’avanguardia – dichiara l’assessore ai lavori pubblici Carmela Rozza – che potrà addirittura diventare una nuova attrattiva per turisti e visitatori”.
Per questo intervento dal costo complessivo di 3 milioni di euro, il Comune non sborserà un soldo: a coprire i costi saranno infatti Prada e Versace con un contributo anche da parte di Feltrinelli.
Due sono le fasi principale del progetto di recupero, guidato dagli architetti Daniela Fiocchi e Roberto Baciocchi: si comincia oggi con il ponteggio tradizionale che parte dal pavimento e arriva sino al cornicione per un totale di 26 metri di altezza e le prime a essere interessate dai lavori sono a turno le 4 facciate dell’Ottagono. Ma la parte più innovativa del restauro arriva dopo, con quel ponteggio mobile che sarà allestito il 7 aprile dall’ingresso di piazza Scala, su due binari lunghi 15 metri. Il ponteggio, realizzato su 4 piloni alti 6 metri, presenta sulla sommità una piattaforma su cui verranno costruiti altri due ponteggi tradizionali, di 20 metri, uno per ciascuna facciata della Galleria. A queste altezze si lavorerà di giorno, per lasciare libero il passaggio sottostante. Di notte invece, quando la gente in Galleria si dirada e i negozi sono chiusi, si lavorerà nella parte bassa dove verranno sistemati ponteggi provvisori da terra sino all’altezza di 6 metri.
Finita questa prima fase (che occuperà circa tre mesi), saranno posti in successione altri binari lunghi 15 metri, collegati ai precedenti, in modo da far slittare il ponteggio mobile e poter avviare la stessa operazione sull’altra parte della Galleria. Per restaurare la prima navata si calcolano in tutto 4 spostamenti di macchina, dopo di che il ponteggio, sempre con il sistema dei binari sarà portato nell’altra navata.
Insomma finirà che prima o poi ci trasformeremo tutti in quei flâneur un po’ curiosi che almeno per una volta si fermeranno davanti a questi lavori in corso per constatarne l’andamento, per ammirare il ponteggio tecnologico sui binari e perché no, per riflettere sui massimi sistemi.

 

Foto in apertura da corriere.milano.it

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