Le sculture dei Rolling Stones

L’energia del rock può plasmare un pezzo di metallo? Risponde Paolo Granata, lo scultore che presenta a Milano due opere ispirate dalla musica dei Rolling Stones.

di Samantha Colombo 5 marzo 2014

Che la musica e le arti figurative siano in fusione e contaminazione imperterrite, non è certo una novità. Di sicuro, pensare che una canzone possa forgiare un pezzo di metallo, rendendo tangibile un’idea astratta, è quantomeno accattivante. Eppure, pare davvero che il rock possa prendere la forma di una scultura, palesandosi di fronte ai nostri occhi, senza alcuna illusione.
Paolo Granata di scolpire la musica ne sa qualcosa: è infatti il creatore di opere d’arte che hanno per protagoniste le visioni di Doors e Pink Floyd, così come le scariche di adrenalina di Kinks e Led Zeppelin. Le sue creazioni sono state esposte quattro anni fa in occasione della mostra Rock around the sculpture e, in questi giorni, arrivano a Milano due sculture dedicate a brani monolitici dei Rolling Stones: Paint It, Black e Sway.
No, Mick e Keith non saranno presenti allo Spazioporpora, location a pochi passi da piazzale Loreto: almeno non con il corpo. Ma all’incontro prenderanno parte lo scultore Paolo Granata, Claudio Todesco (critico e scrittore musicale) e Luca Tramontin (ex rugbista, giornalista sportivo e rockettaro nell’anima), moderati da un’altra grande firma della musica rock, Barbara Volpi.

 

Rock Sculpture
Spazioporpora
Via Porpora 16, Milano (ingresso libero)
Giovedì 6 marzo alle 18,30
Per informazioni: www.spazioporpora.it

 

L’immagine in apertura è la scultura Paint It, Black, dal portfolio dell’artista su www.paologranata.com

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