Dal cucchiaio… alla scarpa

design_TomDixon

L’interdisciplinarietà sta diventando sempre più un fattore vincente nel campo del design e i migliori risultati si ottengono quando i progettisti esulano dal loro solito campo d’applicazione e sperimentano nuovi modi di progettare.

di Davide Rota

Esiste un fenomeno nel mondo del design e della progettazione che gli addetti ai lavori considerano fortunato e quasi unico nel suo genere. E non serve scomodare un mostro sacro dell’architettura per dimostrarlo.
Lo slogan “dal cucchiaio alla città” coniato da Ernesto Natan Rogers durante la stesura della Carta di Atene nel 1952, per spiegare la capacità dei progettisti dell’epoca di passare da progetti di ridotte dimensioni, a progetti di ampia scala come quelli urbani, è infatti perfetto per introdurre l’incontro (sempre più frequente) tra la figura del designer e il mondo della moda.
Come sessant’anni fa, oggi l’interdisciplinarietà è da considerarsi un sinonimo di qualità e di maestria da parte del progettista nell’affrontare un qualsiasi progetto e il lungo e tortuoso percorso che lo caratterizzano. Ma esistono ancora dei progettisti completi, a 360°? E cosa succede se un industrial designer decide di occuparsi di prodotti fuori dal suo target di riferimento? Sono molti i designer e architetti di fama internazionale che si sono cimentati nella progettazione di oggetti che esulano dai loro curriculum classici, ma uno dei binomi meglio riusciti è sicuramente quello tra i progettisti e il mondo della moda.
Limited edition, capsule collection, intere collezioni stagionali, gioielli: tutti progetti nati da un’accurata commistione di stili e dall’utilizzo di materiali trattati in modo fresco e ingegnoso. Così anche un Tom Dixon, che ha fatto dell’estetica razionale e della lavorazione artigianale di materiali metallici il suo cavallo di battaglia, diventa uno dei più blasonati designer di un colosso dello streetwear quale Adidas, che gli dà carta bianca per lo sviluppo di un’intera capsule collection che possa evolvere il suo classico stile sportivo ricco di dettagli, in un nuovo stile epurato e minimal. Il medesimo concetto è utilizzato da Kostantin Grcic per passare dalla creazione di oggetti d’arredo tanto semplici quanto tecnicamente ricercati, alla proposta di una collezione di borse per la newyorkese Maharam.
Un rapporto perfetto. Tra due mondi che viaggiano spesso su piani differenti. E citando Pascal:
“Unrapport parfait entre une chanson et une maison”.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 19, marzo – aprile 2014. Clicca qui per scaricare il magazine. 

Commenti

commenti

Be first to comment