Real app: non solo domotica

Hi Tech Real app domotica

Quando smartphone e tablet prendono letteralmente in mano la situazione: a casa, nell’orto, in vacanza, nel mondo dello sport.

di Paolo Crespi

In attesa che “l’Internet delle cose” cessi di essere un bellissimo slogan ed entri finalmente in azione, sono decine le utility che, sotto forma di piccole app scaricabili gratuitamente dagli store di Apple e Android, hanno iniziato a cambiare (non sempre in meglio, a volte la complessità lascia al palo anche molti nerd) il nostro rapporto con i device hi-tech di nuova generazione, programmabili e controllabili a distanza, anche in remoto. Dai droni che planano silenziosamente sopra le nostre teste registrando tutto ciò che passa sotto l’occhio implacabile di telecamere e sensori, ai frigoriferi intelligenti che ci avvertono quando i nostri cibi preferiti stanno per scadere o finire, ai sistemi di illuminazione, diffusione sonora e monitoraggio delle nostre abitazioni: allarmi, apparati di sicurezza e antincendio, teleriscaldamento, soluzioni per programmare e mutare in tempo reale le diverse ambientazioni o “scene” della casa intelligente. Fino ai kit sportivi che permettono di allenarci in modo quasi scientifico, analizzando la dinamica di ogni singolo colpo segreto di tennis, baseball o golf, mentre ci rilassiamo “shuffolando” in cuffia la nostra ultima playlist. Il campo applicativo è vasto e limitato al momento solo dalla fantasia degli sviluppatori, dalla lungimiranza dei produttori e dalla nostra capacità di spesa. Capita così di sorprenderci a parlare (telematicamente) con le piante in vaso del nostro terrazzo, per sapere se hanno bisogno di più aria, luce, acqua o fertilizzante. E un attimo dopo ritrovarci a spiare, complice il Wi-Fi, il respiro e l’aria beata del nostro primogenito che dorme nella stanza accanto o a migliaia di chilometri di distanza. Per non parlare delle app trasversali che hanno trasformato iPad, iPhone e concorrenti in telecomandi universali, utilizzabili anche come “second screen” per continuare a vedere e commentare sui social network la nostra serie Tv preferita. Qui le soluzioni proprietarie lasciano volentieri il posto a quelle che si appoggiano, per funzionare, al protocollo Internet e agli standard wireless più consolidati. Siamo nel campo dell’intrattenimento, dove la nostra abilità nel muoverci sugli schermi touch si è formata in anni di videogiochi sottratti al lavoro o allo studio su telefonini e console portatili. E dove non sono più un mistero nemmeno i giroscopi e i sensori di movimento, che servono a imprimere comandi e direzioni nuove agli elettrodomestici 2.0 e agli altri gadget che stanno cambiando via via stili e abitudini della nostra vita, con la promessa di semplificarla. Forse.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 19, marzo – aprile 2014. Clicca qui per scaricare il magazine. 

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