Dario Milana

Dario Milana

L’uomo dell’acqua

Imprenditore, progettista e designer: Dario Milana è il nome che sta dietro agli East End Studios, uno degli events point di maggior successo a Milano, nato dal recupero delle ex officine di aeroplani Caproni.

di Paola Ferrario
Foto di Nicolò Lanfranchi

Il tuo spiccato intuito imprenditoriale ti ha portato a creare nel 1995 gli East End Studios. Come è nato questo progetto?
L’idea è nata in modo assolutamente casuale, come conseguenza della mia attività di realizzazione di allestimenti fieristici. Ho iniziato nel 1964 con la creazione di strutture di piccole dimensioni. Poi, con il passare del tempo, sono arrivato a occuparmi della progettazione di alcune fiere. Per poter mostrare ai potenziali clienti questi allestimenti, era indispensabile campionare aree-prototipo di 200/300 mq. Da questa necessità, è nata l’dea di acquisire un capannone all’interno della ex fabbrica di aeroplani Caproni di via Mecenate a Milano.

Come si è arrivati a far diventare quest’area un events point?
Dante Benini, mio carissimo amico nonché grande progettista e architetto, rimase colpito dall’energia che sprigionava questo posto e mi chiese, come regalo di compleanno, lo spazio per fare una festa. L’evento fu un successo e iniziarono ad arrivarmi diverse richieste per la sua locazione. A quel punto, bisognava dargli un’identificazione più precisa e decisi di chiamarlo “Spazio Antologico”, che significa spazio di selezione. Le richieste aumentarono sempre di più e arrivarono le grandi produzioni televisive quali Mediaset e Rai, quindi fui costretto a prendere altri capannoni per esporre le mie campionature per le fiere.

Quante location avete ora?
Attualmente abbiamo una superficie di circa 11.000 mq suddivisa in sei location, di cui una è dedicata da anni al Centro di Produzione Rai di Milano.

Qual è stato il rapporto architettonico con gli ambienti delle ex Officine Caproni?
Il grande artefice del recupero e la susseguente trasformazione di questi spazi è l’architetto, ingegnere e docente universitario Marek Piotrowski, che è riuscito a mantenere inalterato il loro DNA. Ha fatto in modo che emergesse l’energia originaria delle costruzioni.

Da anni conduci anche un’importante ricerca artistica con l’acronimo DTAO (D = Dario, TAO = la filosofia cinese). Ci racconteresti questo tuo percorso?
Alla base delle mie opere e delle mie installazioni c’è stato un incendio i cui resti mi avevano colpito per l’energia che continuavano a emanare nonostante fossero distrutti. Ne ho salvati una buona parte e li ho lasciati latenti per un po’ perché, malgrado la loro bellezza intrinseca, sarebbe stato banale posizionarli semplicemente su un pannello di legno. Dopo un po’ di tempo c’è stato un altro evento negativo: alcuni pannelli si sono rovinati in seguito a un processo di verniciatura sbagliato. I pezzi recuperati dall’incendio insieme ai pannelli che avevano subito lo shock termico, hanno rappresentato la base per le mie opere: è bastato abbinarli e sono nati gli “Scuadri”, gigantesche installazioni in legno, resine combuste e lamiere bruciate. All’inizio li tenevo nei miei spazi poi, mi sono accorto che coloro che frequentavano gli East End Studios si soffermavano a osservarle; a quel punto mi sono incuriosito e ho chiesto loro perché: la risposta fu che “emanavano delle sensazioni”. Così è nato il mio percorso artistico, nel 2009 ho creato la prima opera in metallo di 1000 mq Kkann – L’acqua, la cascata con cui ho partecipato al Fuorisalone nell’ambito dell’evento organizzato da Interni presso l’Università Statale di Milano. A giugno ho portato Kkann –L’acqua, la cascata alla 53° Biennale D’Arte di Venezia. Poi, a novembre dello stesso anno, in occasione di Plaza, la collettiva di artisti in ricordo della caduta del muro di Berlino, ho realizzato l’installazione monumentale FreedomDtao nel cortile interno di Palazzo Reale.

La tua vita è segnata anche dal Tai Chi Chuan, che ha influenzato la tua arte…
Pratico alcune discipline orientali tra cui lo yoga da 55 anni e sono arrivato al Tai Chi Chuan 20 anni fa. C’è un filo conduttore tra loro e la mia arte: l’acqua (non a caso la mia prima opera è stata Kkann). È l’elemento più forte in assoluto, la vita nasce nell’acqua, il nostro corpo è costituito per il 95% dall’acqua, è importante essere e comportarci come l’acqua. Se sei come l’acqua, sei forte ma con dolcezza e nella vita e nel lavoro tutto è molto più semplice.

Milano sta cambiando il suo aspetto architettonico. Cosa ne pensi?
Milano è una città bellissima con palazzi fantastici. Mi piace il nuovo corso architettonico che sta vivendo perché anche se per ultimi a livello temporale, siamo finalmente diventati una metropoli!

 

Articolo pubblicato su Club Milano 20, maggio – giugno 2014. Clicca qui per scaricare il magazine.

Commenti

commenti

Be first to comment