David Bowie a Berlino

Approda a Berlino la retrospettiva completa sul Duca Bianco: dal 20 maggio al 10 agosto, fotografie, costumi di scena, versi autografi e molti altri oggetti degli archivi privati di David Bowie ripercorrono la storia di un artista unico, pioniere della musica e vera icona pop, in un percorso multimediale di suoni e visioni.

di Samantha Colombo | 20 maggio 2014

È la metà degli anni ’70 quando David Bowie fugge da Los Angeles per approdare a Berlino: proprio lì, in una città sospesa tra i blocchi che spaccano in due il mondo, il Duca Bianco si rifugia per denudarsi dai suoi stessi eccessi, artistici e personali.
Quando la storia di David Bowie si annoda a quella della città tedesca, diventa variegata e complessa, pronta a sfociare ad ogni passo nella leggenda: amante dell’arte espressionista e della kosmische musik, nel fascino decadente di Berlino ovest e circondato da artisti come Iggy Pop e Brian Eno, concepisce quella trilogia berlinese pietra miliare della sua stessa discografia, nonché della cultura contemporanea. Dischi come Low, Heroes e Lodger, hanno spinto innumerevoli musicisti a trarre linfa vitale dalle atmosfere della capitale tedesca, prima e dopo la caduta del muro.
Oggi, l’artista fa ritorno a Berlino con la mostra titolata, in modo semplice ed emblematico “David Bowie Is”. La retrospettiva nasce a Londra ma, nella capitale tedesca, mutua proprio da questi luoghi un significato del tutto speciale: la vocazione al cambiamento di un artista, la continua trasformazione del genio. Inoltre, l’evento è primo nel suo genere, data l’opportunità dei due curatori, Victoria Broacker e Geoffrey Marsh, di attingere direttamente dagli archivi privati di Bowie.
Presentata lo scorso anno nelle sale del Victoria and Albert Museum di Londra, questa rassegna mostra David Bowie nella sua essenza, quella di innovatore musicale e vera e propria icona di stile, pioniere della musica, ma a suo agio anche nelle arti figurative e nella moda, nel teatro così come nel cinema.
Negli oltre 300 oggetti selezionati, sono presenti fogli sui quali sono scarabocchiati testi di veri capolavori come Ziggy Stardust, costumi di scena, strumenti musicali, quadri firmati dallo stesso Bowie, il cappotto raffigurante l’Union Jack cucito da Alexander McQueen, oltre a fotografie di Helmut Newton e scenografie entrare nella storia, come quelle del “Diamond Dogs Tour”.
La mostra non potrebbe essere completa senza la totale immersione nelle sonorità firmate Bowie: grazie alla collaborazione con ingegneri del suono di Sennheiser, è stata progettata una vera e propria colonna sonora al percorso, in grado di creare un universo sonoro ad ogni passo.
Infine, e non potrebbe essere altrimenti, è dedicato un approfondimento sul periodo berlinese e sui tempi trascorsi tra gli Hansa Studios e i locali della città.
Il Martin-Gropious Bau sorge a pochi minuti da una piazza nella quale Bowie torna con la memoria, lo scorso anno, nel brano Where Are We Now, Potsdamer Platz: oltre 40 anni fa, lì sorgevano le fortificazioni armate che separavano i due quartieri di Berlino, mentre oggi troneggia il Sony Center, in una metamorfosi continua e instancabile essenza stessa dell’opera di Bowie.
La mostra si tiene dal 20 maggio al 10 agosto 2014 presso il Martin-Gropius Bau di Berlino ed è aperta tutti i giorni, senza chiusure, dalle 10:00 alle 20:00. Per informazioni, il sito è www.davidbowie-berlin.de (in inglese e tedesco).

Il 25 e 26 novembre è possibile vedere David Bowie Is al cinema in diverse sale selezionate: un documentario tra gli allestimenti del Victoria and Albert Museum, con ospiti speciali come Jarvis Cocker dei Pulp.

 

 

L’immagine in apertura è la copertina del disco “Aladdin Sane”, di Brian Duffy. La gallery contiene immagini provenienti da The David Bowie Archive (realizzate da Masayoshi Sukita e Terry O‘Neill; il quadro è opera di David Bowie).

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