Storia di rose e Lambrette

Paolo Rossi, Il colore è una variabile dell'infinito

Debutta il 13 maggio al Teatro dell’Arte Il colore è una variabile dell’infinito, varietà teatrale e musicale sulla storia di Pier Luigi Torre, con protagonista un grande Paolo Rossi.

di Marilena Roncarà | 13 maggio 2014

Oggi siamo in un momento particolare della storia d’Italia e sicuramente la figura di uno scienziato-matematico, insomma di un personaggio geniale come è stato Pierluigi Torre è importante. Lui è stato un ragazzo che a 22 anni si è trovato a volare dall’Italia all’America, realizzando la prima attraversata ultraoceanica, il che  vuol dire che un ragazzo a 20 anni può mettersi le ali, anzi deve mettersi le ali. Io credo che il genio italiano non sia scomparso, sia solo seppellito sotto un po’ di macerie che vanno tolte, così come va tolta la polvere, per ricominciare da capo”.
Esordisce così la regista Roberta Torre che ha deciso di tirar fuori dai ricordi di famiglia e di raccontare prima in un libro (ed. Baldini & Castoldi) e poi in uno spettacolo teatrale Il colore è una variabile dell’infinito la storia del nonno, quel Pier Luigi Torre inventore di uno dei simboli più rappresentativi dell’Italia degli anni 50, la Lambretta, messa in produzione nel 1947 negli stabilimenti Innocenti di Milano e così battezzata per il fiume Lambro.
Lo spettacolo che debutta in prima assoluta il 13 maggio al Teatro dell’Arte per la regia appunto di Roberta Torre, che ne firma anche la drammaturgia insieme con Renata Molinari, ha in Paolo Rossi il grande protagonista, del resto “Chi se non lui, con la sua attitudine geniale e anarchica poteva interpretare il protagonista di questa storia, un uomo fuori dagli schemi con i tratti della Beautiful mind”, commenta con garbo Roberta Torre.
La messa in scena, insieme onirica e visionaria, fa uso del flashback e dell’espediente del sogno per raccontare i dati storici e filologici, dando vita a un luogo senza tempo, dove trovano spazio coreografie attoriali, proiezioni di film d’epoca e canzoni scritte ad hoc, fino a creare un varietà pop e surreale.
La storia di Torre è  insieme la storia dell’Italia dai primi del 900 fino agli anni 50 e 60 e di una serie di invenzioni e scoperte.
Suoi sono infatti anche altri progetti, come i motori dell’idrovolante Savoia Marchetti utilizzato da Cesare Balbo per la trasvolata aerea Roma New York del 1933, di cui Torre fu anche uno degli “autori”, quando all’epoca 24 velivoli italiani sorvolarono in formazione la statua della Libertà. Sua è anche l’ideazione di una specie di scatola nera, antesignana di quella degli aerei, e sua è  quella rosa blu, una variante fino ad allora inesistente in natura, che Torre creò per amore della moglie.
E in effetti l’ibrido tanto sognato e cercato sbocciò davvero nei giardini della sua villa di Stresa, perché come lo stesso Torre replicava 50 anni fa a chi non lo credeva possibile: “Il colore altro non è che una variabile dell’infinito”, come a dire che “Se l’infinito racchiude ogni colore, anche il blu farà parte di quelle possibilità, basterà cercarlo”. E… infatti, così è stato.

 

Paolo Rossi in
Il colore è una variabile dell’infinito
Storia di Lambrette, rose e matematica
prima assoluta
Varietà teatrale e musicale di Roberta Torre

 

Teatro dell’Arte
Viale Alemagna 6
13 maggio – 8 giugno 2014

Info e orari

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