Maratona Jan Fabre

Theatre performance "The ower of theatrical madness"

In occasione del trentennale della sua leggendaria compagnia, il Piccolo Teatro di Milano celebra il modernissimo artista di Anversa con due spettacoli manifesto: un’occasione per immergersi nella sua poetica che unisce insieme scienza, tecnologia e arte.

di Marilena Roncarà | 16 maggio 2014

Pittore, scultore, coreografo, performer teatrale e visual artist, Jan Fabre, nato ad Anversa  55 anni fa, è l’artista totale per antonomasia, insieme scandaloso ed esaltante. Lui, il nipote dell’enotomologo Jean-Henri Fabre, lui che costruisce opere con corazze di insetti e ossa di animali, che rende omaggio al padre e alla madre immortalandone i cervelli sotto forma di scultura, che porta in scena morte e metamorfosi, masturbazione e parto, sesso degli uomini e degli angeli, Cristi e Anticristi. Senza tuttavia ridurre il tutto a una semplice provocazione.
È lui che dichiara: “La mia arte rifiuta il cinismo, rifiuta l’ironia e tenta di restaurare valori che abbiamo perso. In particolare, nella nostra società, la gente non ha più la capacità di interpretare i simboli. Io sono interessato a recuperare una forma di sapere simbolico. Per me tutto questo ha un valore etico“. E ancora: “Guardo spesso la televisione, anche se la detesto. Ma bisogna pur conoscere il linguaggio del nemico. Quella notte restai fino all’alba seduto di fronte a immagini di violenza, perversioni e falsi orgasmi. È lì che ho capito che la pornografia non è più devianza, ossessione, ribellione, ma una forma di controllo sociale. La tolleranza è diventata potere. La vulcanica energia del corpo simulazione. La democrazia che ha il volto della dittatura, la trasformazione dei cittadini in passivi e ottenebrati consumatori di tutto, perfino del loro stesso corpo. Se questa la chiamate tolleranza, rivendico la mia intolleranza”.

Ed è così che in occasione del trentennale di Troubleyn, l’ensemble cosmopolita con cui Jan Fabre lavora ad Anversa, che il Piccolo Teatro di Milano invita il suo pubblico a immergersi nella poetica dell’artista belga con due spettacoli manifesto che compongono una mini maratona di 33 ore: 4 ore e 20 per il primo spettacolo e 8 ore per il secondo.

The power of theatrical madness (in scena martedì 27 e mercoledì 28 maggio, alle 19.30) è una creazione del 1984 divenuta subito leggendaria per la sua potenza visiva ed espressiva all’insegna della commistione della arti. In una scenografia-installazione in cui sono proiettati dipinti della pittura classica e manierista da Michelangelo a Raffaello a Fragonard, l’intreccio tra danza, musica e parole produce un corto circuito tra arti visive e palcoscenico. Un dettaglio: per i primi 20 minuti il pubblico è come bloccato in sala (chi è dentro non può uscire e chi non è ancora entrato non può farlo), mentre nelle 4 ore successive gli spettatori sono liberi di entrare e uscire.

This is theatre like it was to be expected and foreseen è invece un’esperienza di teatro totale della durata di 8 ore (per questo programmata nelle giornate di sabato 31 maggio e domenica 1 giugno, sempre dalle 15). Gli attori recitano, cantano, danzano, formano quadri viventi dando vita a una summa del teatro di Fabre e della sua concezione estetica in cui immagini, suono, fisicità e interazione con il pubblico si esaltano al massimo grado. Uno spettacolo per quanti, come dice Faber: “Pensano che i limiti vadano sempre oltrepassati, soprattutto a teatro”.

 

Jan Fabre incontra il pubblico
Mercoledì 28 maggio
ore 17.30, al Chiostro Nina Vinchi (via Rovello 2)
Ingresso libero
Informazioni e prenotazioni: 848.800.304

 

Piccolo Teatro Strehler
27 e 28 maggio / 31 maggio e 1 giugno
Maratona Jan Fabre
due spettacoli-manifesto
4 giorni, 33 ore di teatro totale
The power of theatrical madness
This is theatre like it was to be expected and foreseen

 This is theatre how it was to be expected di Jan Fabre

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