La danza invade Venezia

Sweay Baby Sweat, Biennale Danza

Dal 19 al 29 giugno la danza torna protagonista in laguna per il 9. Festival di Danza Contemporanea: 42 spettacoli in cartellone e oltre 200 interpreti pronti ad animare teatri, palazzi, calli e campielli.

di Marilena Roncarà | 9 giugno 2014

Venezia, la Serenissima, è ogni volta che la si ritrova uno spettacolo per gli occhi, tanto più pronto ad accendersi quando, come in occasione della Biennale Architettura, si trova ad essere pacificamente invasa dal popolo dell’arte e dell’architettura che lì cerca un punto di incontro, di svago e perché no un originale sguardo sul mondo. E non valgono i fattacci del Mose, nonostante l’inevitabile scoramento di un Paese incapace di stare lontano dalla corruzione, a offuscarne la fama. Così mentre i fenicotteri rosa tornano in laguna (che è già un buon segno almeno per l’avifauna locale) e la sezione Monditalia della 14esima edizione della Mostra, si era già focalizzata sull’elaborazione di un ritratto collettivo di questa nostra Italia sovrastata da turbolenza politica e affaristica, scende prontamente in campo anche la danza.
Il 9. Festival Internazionale di Danza Contemporanea inizia il 19 giugno per concludersi il 29 dello stesso mese, ma prevede anche un prologo, già iniziato il 5 giugno alle Corderie dell’Arsenale (per Monditalia appunto) e un epilogo affidato al direttore della Biennale Danza Virgilio Sieni.
Per l’epilogo negli spazi cinquecenteschi delle Corderie sono stati dislocati 6 diversi palcoscenici in cui a ciclo continuo si susseguono performance programmate ed estemporanee, creando opere in divenire. E sempre allo spazio delle Corderie si vedranno gli Appunti del Vangelo secondo Matteo, il progetto speciale di Sieni, che debutterà al Teatro delle Tese nei primi tre weekend di luglio, a conclusione del Festival.
Direttore della Biennale Danza per il trienno 2013-2015, Sieni, un toscano dagli occhi azzurri e dallo sguardo fermo, ma soprattutto uno tra i maggiori coreografi e ballerini italiani, ha trasformato il festival in un percorso di  sperimentazioni spaziali e artistiche lavorando in collaborazione con Rem Koolhaas e incrociando tanta danza con le manifestazioni della Biennale Architettura.

42 sono gli spettacoli in cartellone, di cui 26 in prima assoluta e 9 in prima italiana, con oltre 30 ospiti internazionali: dal coreografo statunitense Steve Paxton a cui è andato il Leone d’Oro alla Carriera 2014 per aver contribuito a mutare la natura della danza contemporanea, all’italianissimo Michele di Stefano (Leone d’argento), che in Shara para todos, prosegue la sua ricerca tra spaesamento e orientamento, a Saburo Teshigawara, il coreografo, danzatore, scultore e regista giapponese che aprirà il Festival il 19 con  suo Lines.
In cartellone anche il francese residente a Berlino Laurent Chétouane, autore di spettacoli dove i danzatori sono interpreti di una partitura di movimenti (e non di un ruolo); Enzo Cosimi, uno dei maggiori esponenti della danza italiana, che a Venezia porta in prima assoluta Sopra di me il diluvio, e Raffaella Giordano che firma insieme a Maria Muñoz Incontri, uno spettacolo fortemente lirico che va oltre il teatro danza. E ancora Kinkaleri, Cristina Rizzo, le sorelle Castellucci e Jérôme Bel, solo per fare qualche altro nome, ma per il programma completo vedete qui.

L’epilogo, come già anticipato, è affidato infine a Virgilio Sieni, che presenta un lavoro quasi monumentale: 27 quadri coreografici suddivisi in tre blocchi da 9 e presentati nelle tre settimane dal 14 al 18 luglio. 60 sono gli interpreti complessivi tra danzatori, gente comune, bambini e anziani, compresi 45 interpreti del coro di Carpi e 4 raccoglitrici di pomodori provenienti dal Sud Italia, tutti selezionati attraverso laboratori in giro per la penisola.
Del resto Sieni è da anni che con la sua Accademia del gesto porta in scena danzatori non professionisti: “Perché col movimento ho visto persone risorgere dentro un corpo, puntualizza il coreografo, che prosegue: I corpi contemporanei sono abituati a una resa produttiva: faccio un gesto perché mi serve… ma un gesto gratuito e inoperoso può avere un significato molto più forte, di consapevolezza…”.
Lo spettacolo complessivo, che è anche un tributo al film di Pasolini, se fatto di seguito arriverebbe a toccare i 270 minuti, il che significa una coreografia immane, ma soprattutto un’esperienza reale sia per chi la fa, che per chi avrà il piacere di assistervi.

 

la Biennale di Venezia
9. Festival Internazionale di Danza Contemporanea
Mondo novo – gesto luogo comunità
Direttore Virgilio Sieni
Venezia, 19 > 29 giugno 2014

 

In apertura: immagine di Sweay Baby Sweat, di Jan Martens.
A seguire rispettivamente: Marzo, di Dewey Dell © Szene Salzburg, ph. Bernhard Müller. Lines di Saburo Teshigawara, ph. Miura. Ritratto di Steve Paxton, Leone d’oro alla carriera 2014 ph. Monika Rittershaus. Hunter di Meg Stuart, ph. © Barbara Ehnes.

 

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