Castello che vai…

Castello di Sammezzano, Firenze

Un viaggio nell’Italia delle nostre radici, fra antiche leggende, storie inquietanti e superstizioni che fanno sorridere. Alla scoperta dei castelli di casa nostra, famosi in tutta Europa per ragioni diverse, tutte altrettanto affascinanti.

di Silvia Nigrotti | 27 giugno 2014

Fra le molteplici bellezze architettoniche dell’Italia antica, i Castelli suscitano un fascino particolare, spesso dovuto alle vicende che accompagnano la loro storia nel corso dei secoli. Ve ne proponiamo alcuni, scelti su e giù per lo stivale, che per l’incanto delle architetture il mistero di certe leggende, prima o poi bisognerebbe trovare il tempo di visitare.

Castello di Miramare, Trieste
Castello di Miramare – Trieste

Il Castello di Miramare è un gioiellino a picco sull’acqua, bianchissimo e splendente, a pochi chilometri dal centro della città di Trieste. Ai suoi piedi, un rigoglioso parco ricco di pregiate specie botaniche fa a gara con la posizione panoramica assolutamente incantevole. Fino a qualche anno fa il parco era abitato da una ricca fauna che in tempi più recenti ha lasciato il posto a molti gatti e a qualche scoiattolo. Ma la meraviglia paesaggistica deve aver fatto passare in secondo piano qualsiasi altra attrazione. La vista dal promontorio di Grignano, che si protende nel golfo di Trieste, si sposa in armonica unione con la grandiosità del castello e lo sfarzo dei lussuosi interni perfettamente conservati. Voluto attorno alla metà dall’Ottocento dall’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo per abitarvi insieme alla consorte Carlotta del Belgio, il Castello di Miramare vive in uno scenario assolutamente unico grazie alla presenza del mare, che detta il colore azzurro delle tappezzerie del piano terra e ispira i diversi ambienti interni. Una curiosità: l’area marina antistante il Parco di Miramare è stata decretata “Riserva naturale marina di Miramare nel Golfo di Trieste”. Da vedere, perché è una dimora dove il mare è protagonista, fuori e dentro le mura. Info

 

Castello Montebello, Rimini
Castello di Montebello  Rimini

A pochi chilometri dall’esuberante vita notturna che caratterizza la costa romagnola, la città di Montebello domina silenziosa e quieta la valle del Marecchia e dell’Uso, offrendo ai turisti un affascinante percorso tra storia, arte e natura. Sormontata dalla poderosa rocca, oltre a un panorama mozzafiato la cittadina è custode di una storia millenaria fitta di misteri e leggende suggestive. Così si racconta che nel 1375, mentre il padre era fuori in battaglia, Azzurrina, fanciulla nata albina e per questa ragione nascosta al mondo superstizioso e bigotto, giocasse nel castello di Montebello con una palla di stracci mentre fuori soffiavano il vento e la bufera. Persa la palla, si narra che la bambina l’abbia seguita lungo una scala fino all’interno della ghiacciaia sotterranea. Avendo sentito un urlo, le guardie sarebbero accorse nel locale entrando dall’unico ingresso, ma Azzurrina non sarebbe stata mai più ritrovata. E il temporale sarebbe svanito con lei. Era un lontanissimo 21 giugno, e da allora la bimba ogni 5 anni, il giorno del solstizio d’estate, torna a farsi sentire con lamenti e singhiozzi, insieme al rumore della tempesta che infuriava il giorno della sua scomparsa. La casa di Azzurrina, il Castello di Montebello, è aperta al pubblico per visite notturne. E anche se il solstizio d’estate è appena passato… Azzurrina forse è ancora lì! Info

 

sala dei pavoni castello sammezzano
Castello di Sammezzano  Firenze

Il Castello di Sammezzano è un autentico capolavoro moresco voluto, progettato e realizzato nella seconda metà dell’800 – in “appena” 40 anni di lavoro – dal Marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona. Opera di un visionario appassionato d’arte, il castello sorge nel comune di Reggello, a una manciata di chilometri da Firenze. Sbuca da un sentiero nel bosco che conta il più alto numero di sequoie in Italia (circa 800), troneggiando in una spianata verde, con l’alto torrione centrale sormontato da un gigantesco orologio visibile anche a lunga distanza. Purtroppo il castello è una proprietà privata (inglese) e non è sempre visitabile, osserva un paio di aperture all’anno, grazie al lavoro appassionato dei volontari. Accaparrarsi un posto non è facile  (basti pensare che i 250 posti gratis disponibili per l’apertura di maggio 2014 sono andati esauriti in un paio minuti, un record assoluto!) ma iscrivendosi al gruppo di FB si viene aggiornati sulle aperture straordinarie. I fortunati visitatori riportano un’esperienza di pura meraviglia: il castello è privo di arredi ma le decorazioni interne, le volte in stile moresco, l’esplosione di colori di alcune sale, valgono i mesi di attesa…

 

Castel dell'Ovo, Napoli
Castel dell’Ovo  Napoli

Sull’isolotto di tufo di Megaride, unito alla terraferma da un sottile istmo di roccia, si staglia imponente e dorato nel tramonto, il castello più antico della città di Napoli. Legato a una fantasiosa leggenda partenopea che fa risalire il suo nome all’uovo che Virgilio avrebbe nascosto nei sotterranei del castello, è un luogo da visitare per la visione che offre della città e dei suoi simboli: il mare scintillante da un lato, il Vesuvio, Posillipo e tutto il golfo dall’altro. Il borghetto che si stringe intorno al castello è animato da vivaci locali prettamente turistici, ideali per una romantica cena al di sotto delle sue luci, davanti  al riverbero del mare. Castel dell’Ovo è accessibile gratuitamente dal lungomare, e se avete al seguito bimbi e passeggini, la presenza di un comodo ascensore vi dispenserà da una faticosa salita. Perché il bello è proprio lì, la vista mozzafiato che si gode dall’alto. Insieme all’idea curiosa e non priva di poesia che la fortuna di un castello che poggia quasi sul nulla, tutto proteso verso il mare, e quella di una città dalle mille risorse come Napoli, sia legata a una cosa così fragile e corruttibile come un uovo ben celato nei sottorranei. Info

 

castello di venere erice, trapani
Castello di Venere  Trapani

Sulla cima del Monte Erice, che sovrasta la città di Trapani e il mare in cui si specchiano le Isole Egadi, sorgono da tempi antichi la città omonima e la sua fortezza. Vista la posizione geografica eccezionale, privilegiata da una amplissima visuale, quello che fu il santuario di Afrodite, oggi il Castello di Erice, è stato oggetto dell’interesse dei popoli che si succedettero nei secoli. Se il santuario-fortezza venne ricostruito a più riprese, il borgo ha mantenuto pressoché intatto il suo aspetto medievale: dalle strade selciate ai muri di pietra, dai cortili fioriti nascosti agli occhi dei passanti, alla gradinata che porta al castello. Visitare Erice e la sua fortezza significa immergersi nel passato remoto di un luogo dalle origini indissolubilmente legate al culto della dea Venere. Virgilio scrive di come Enea si fermò in questi luoghi e volle seppellire vicino al santuario il padre, Anchise, prima di veleggiare per il Lazio dove fondò Roma. Sul finire dell’Ottocento, il conte Agostino Pepoli, ricco mecenate, ordinò la riedificazione della torre pentagonale e della cortina merlata a protezione dell’area interna, facendo realizzare anche un giardino pubblico all’inglese. Oggi il giardino e la torretta sul versante nord-ovest della rupe del castello sono indiscutibilmente i simboli di Erice: di quello che fu, città-fortezza ambita dai popoli in guerra, e di quello che sarà quando ultimeranno il restauro previsto per la torre, destinata a diventare “Osservatorio per la Pace”. Info

Se siete alla ricerca di una meta insolita, di un fuori porta diverso dalla gita di piacere e dagli itinerari gastronomici, puntate su un viaggio alla scoperta delle nostre radici, a caccia di leggende e aneddoti che a volte fanno sorridere… a volte rabbrividire.

 

In apertura vista del Castello di Sammezzano, Firenze.

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