Cene in affitto

Hidden Kitchen, foto di Dennis Valle

Ville, palazzi signorili e loft che strizzano l’occhio al design più ricercato sono i nuovi antagonisti dei ristoranti. Da Milano a Roma, la nuova tendenza è quella di cenare nelle case più spettacolari di famiglie blasonate e di jetsetter da cui imparare qualcosa. Galateo in primis.

di Camilla Sernagiotto

Sulla scia di quella Dolce Vita immortalata da La Grande Bellezza, l’alta borghesia e quel che rimane dell’aristocrazia sono diventate le protagoniste delle serate à la page di Milano e Roma. Prendendo spunto dalla scena di Sorrentino del custode che possiede le chiavi dei più bei palazzi capitolini, i proprietari dei suddetti hanno pensato di aprire i battenti e accogliere ospiti d’alto rango in occasione d’insolite cene. Insolite poiché gli invitati non conoscono gli anfitrioni e viceversa. Anche senza essere inseriti nel giro delle famiglie blasonate, oggi è possibile fare interessanti esperienze prandiali in casa di sconosciuti con una chiave che è un passepartout: il web.
Rimanendo nella Città eterna, una garanzia di qualità è il sito Grand Tour Shopping di Eleonora Attolico, giornalista di moda che ha deciso di prestare la sua conoscenza nel campo della lifestyle romana offrendosi come personal cicerone. Oltre ad accompagnare i clienti nelle migliori boutique, Eleonora li invita a visitare il suo Palazzo (una dimora storica del XVII secolo dietro Piazza Navona), li trattiene per una cena à la Jep Gambardella oppure organizza party casalinghi da amici altolocati per una serata ancora più esclusiva.
A Milano, invece, i proprietari di casa non imbandiscono mai le tavole degli altrui appartamenti per ricevere i banchettanti: lo fanno solamente con le proprie. Altra caratteristica sine qua non: gli indirizzi sono rigorosamente nascosti. Nel caso di Ma’ Hidden Kitchen, l’occultamento di via e numero civico è stato messo addirittura a titolo. Si tratta del progetto di Melissa e Lele che da mesi porta nel loro loft squisitamente vintage decine di amanti delle esperienze alternative.
Il nome di questo ritrovo segreto unisce il Ma’, che starebbe per l’abbreviazione di mamma (per rendere l’idea dell’ambiente familiare e casalingo in cui ci si ritroverà), e la locuzione “Hidden Kitchen”, letteralmente “cucina nascosta”. “L’indirizzo lo riveliamo solo a pochi giorni dalla cena, esclusivamente a chi ha avuto la fortuna di prenotare e trovare posto”, spiega Melissa. L’idea nacque durante una vacanza a San Francisco in cui lei e il coinquilino erano alla ricerca di un ristorante specializzato in soul food. Cercando online si sono ritrovati a cenare a Oakland insieme a dieci sconosciuti nel garage di una famiglia creola. “La serata ci è piaciuta tantissimo e abbiamo pensato che anche Milano avesse bisogno di un posto così. Qui c’è l’esigenza di passare una serata al di fuori dei soliti circuiti, uscendo dai ritmi e dagli schemi della Milano da bere”.
Anche la voglia di conoscere persone nuove e il brivido di vivere un’esperienza insolita, quasi un appuntamento al buio, gioca un ruolo chiave, come ci spiega Lele: “Non è solo il cibo che conta, ma anche l’evento sociale, il ritrovarsi seduti con persone mai viste condividendo lo stesso menù intorno aun unico tavolo da dieci posti in una location particolare e accogliente”.
Il loft dove si svolgono le serate è un crogiuolo di stili e decenni, con una spiccata propensione per il design degli anni Cinquanta e Sessanta ben testimoniata da pezzi di modernariato acquistati ad aste e mercatini dell’usato. Di tutt’altra pasta (e vino, e arredamento) è invece La casa dei Demoni di Oliviero Leti, PR meneghino che apre i battenti del suo lussuoso appartamento in un edificio del Settecento a un pubblico accuratamente selezionato. Al posto della cucina casereccia in cartellone da Ma’ Hidden Kitchen, qui i palati sopraffini potranno raggiungere l’estasi con cene gourmet accompagnate da chiacchiere da dandy. E mentre Melissa e Lele avvisano i propri convitati di portare una bottiglia di vino, come si farebbe a casa di amici, La casa dei Demoni propone una carta enologica prezzolata, con etichette che arrivano direttamente dalla cantina di Leti. Se champagne da capogiro, cristalli Baccarat, boiserie di Hermès e arredi Napoleone III sono pane per i vostri denti, questa è l’esperienza che fa per voi. Chi preferisce invece un ambiente più easy, casual e familiare, si procuri un buon vino rosso e alle 20.30 si presenti puntualissimo all’indirizzo. Non ritardate perché la Ma’ di Hidden Kitchen potrebbe rispondervi con il tipico rimprovero materno: questa casa non è un albergo! Anzi: non è un ristorante.

 

In apertura: la tavola imbandita della cucina segreta di Ma’ Hidden Kitchen, uno dei nomi cult della scena gastronomico-sociale targata Milano. Foto di Dennis Valle.

Articolo pubblicato su Club Milano 20, maggio – giugno 2014. Clicca qui per scaricare il magazine.

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