Andiamo al parco

Parchi Milano

Tutto l’anno, ma soprattutto in primavera e in estate, Milano riscopre il piacere dell’aria aperta grazie ai suoi parchi, piccoli e grandi, disseminati su tutta la pianta della città. Nella redazione di clubmilano.net abbiamo fatto un viaggio, del tutto personale, tra i nostri giardini preferiti.

di Redazione web | 19 giugno 2014

Giardini della Guastalla
Giardini della Guastalla – Alessandro

Tra le aree verdi più antiche di Milano, eredità di un monastero per l’educazione di fanciulle nobili decadute del XVI secolo, i Giardini della Guastalla sono uno piccolo concentrato di meraviglia racchiusa in soli 12 mila metri quadrati: al loro interno, oltre all’imponente “albero dei sigari”, una peschiera barocca, un tempietto neoclassico del Cagnola e un’edicola seicentesca con statua della Maddalena confortata dagli angeli; pochi passi più in là, i tesori della Sinagoga, l’Università Statale e la Biblioteca Sormani.
Arte, cultura e natura: i motivi per amare questi giardini di certo non mancano, eppure, a colpire di più della “Guastalla” è l’atmosfera di sospesa tranquillità che vi si respira, qui più che altrove. Una piccola bolla d’ossigeno nel cuore pulsante della città dove la corsa di un bambino dietro a un pallone, la pausa pranzo del professionista in carriera e lo studio svogliato di un studente in odore d’esame sono tutti tasselli dello stesso mosaico, l’immagine di una città che, quando non va di corsa, è qui a riprendere fiato.

 

Parco Sempione Milano
Parco Sempione – Marilena

Praticamente in centro, un polmone verde nel cuore della città, il parco Sempione non si può non conoscerlo: è sempre lì pronto ad accoglierci per metterci a disposizione un po’ di natura a gratis. Che poi prima, quando vi si accedeva senza la recinzione, sembrava a tratti ancora più bello per questo perdersi della città dentro il verde, ma si sa che senza restrizioni non siamo tanto buoni a vivere e quindi ci sono voluti pure i cancelli e anche a quelli ci siamo abituati. Tanto alla fine l’importante è entrare, perdersi tra i viali, svagarsi all’ombra di alberi secolari o dietro ai guizzi dei pennuti del laghetto. Per gli amanti della corsa non mancano gli attrezzi del mestiere assieme a una scelta multipla di percorsi disponibili e sia d’estate che d’inverno si incontra sempre qualche altro runner a farci compagnia con il passo della sua corsa solitaria. Per chi al movimento preferisce altri svaghi, passeggiando per il parco succede di restare incantati da suggestivi gruppi scultorei, come i bagni misteriosi di Giorgio De Chirico o di alzare lo sguardo verso la Pace, che al di sopra dell’arco che porta il suo stesso nome è alla guida del suo carro. Ma è soprattutto l’alternarsi armonico di natura e architettura, in progressivo aumento nei pressi del Castello, a farci sentire parte integrante di qualcosa di grande.
Foto Courtesy: mark@markfox.org.

 

Giardini Porta Venezia
Giardini di Porta Venezia – Paolo

Incastrato in uno degli incroci più incasinati della città, il parco di Porta Venezia (i Giardini pubblici Indro Montanelli, non sentirete però nessun milanese chiamarlo così) è un’autentica oasi di salvezza per chi desidera mettersi al riparo, anche solo per pochi minuti, da semafori, clacson e chiasso di ogni tipo. Il parco, pur non essendo molto esteso, è sufficientemente ampio per ospitare i molti runner che macinano chilometri su chilometri tutto l’anno, un bar all’aperto fresco e ombreggiato, il Museo Civico di Scienze Naturali e il meraviglioso planetario (sapevate che è il più grande d’Italia?). Se passate di lì, soprattutto adesso che arriva il caldo, entrate e sedetevi su di una panchina, all’ombra: scommettiamo che ci tornerete prima di quanto pensiate?

 

Parco della Martesana, Milano
Parco della Martesana – Antonella

Se c’è un luogo a Milano che più di tutti regala la sensazione di essere fuori città è la Martesana; il Naviglio Piccolo che si estende dalla Cassina de’ pomm in Via Melchiorre Gioia fino a Cassano d’Adda. Lungo i 30 km di passeggiata potrete incontrare ponticelli fioriti, cascatelle e tanti orti urbani con rigogliosi alberi di nespole e fichi che sfiorano l’acqua. Arrivando all’altezza del quartiere Gorla troverete il parco omonimo oggi intitolato ai Martiri della libertà. Una grande arena anfiteatro ospita periodicamente spettacoli teatrali, manifestazioni sportive e concerti spesso di musica etnica. Quello che più stupisce sono gli sforzi di integrazione multiculturale ad opera delle associazioni di quartiere, i ritmi dei tamburi e i canti africani, insieme alle danze coinvolgenti vi sorprenderanno mentre vi concedete un passeggiata a piedi o in bici in quella che un tempo veniva chiamata la riviera dei milanesi, dove il naviglio con un po’ di fantasia sembra il lungo mare estivo.

 

Parco delle Groane, Villoresi SenagoParco delle Groane – Samantha

Bastano pochi minuti e una svolta a destra per lasciarsi alle spalle in un attimo la skyline della nuova città, approdando in un luogo fuori dal tempo. Il Parco delle Groane abbraccia un universo intero: infilarsi tra i suoi sentieri vuol dire esplorare migliaia di ettari verdi a pochi passi da Milano, a piedi oppure su due ruote (vista la presenza di vari percorsi ciclocampestri). Proprio tra i suoi alberi è possibile incontrare animali selvatici, in buona parte ospitati da alcune oasi del WWF: dai numerosi leprotti che scorrazzano nella mattinate di sole alle rane, senza disdegnare qualche gufo appollaiato tra i rami. Ma al suo interno sono custoditi anche tesori artistici inestimabili: basti pensare a Villa Arconati a Castellazzo di Bollate oppure a Villa Borromeo a Senago, per citare solo un paio di location dislocate tra i numerosi comuni del parco regionale, tra le province di Milano e quella di Monza e Brianza. Sono presenti anche diverse testimonianze di archeologia industriale e non potrebbe essere altrimenti, basti pensare a tutti i mattoni prodotti con il terreno delle Groane e sui quali sono state edificate le città intorno, capoluogo meneghino compreso. Oltre a tutta questa ricchezza naturale e culturale, sono diversi anche gli eventi organizzati nel corso dell’anno come, ad esempio, la messa a dimora periodica di nuovi alberi in un Bosco dei Giusti, per unire memoria storica e territorio in un vero e proprio luogo simbolo.

 

Parco Nord. Milano
Parco Nord Milano – Filippo

Più che un parco è una vera città (verde) che meriterebbe un CAP tutto per sé: 640 ettari che si estendono tra Milano e alcuni comuni della provincia nord, un’area immensa che ho sempre trovato affascinante per la sua capacità di regalare ogni volta scorci nuovi. Basta infatti cambiare sentiero o cominciare la passeggiata da un altro punto del perimetro per imbattersi in nuove specie di piante, in colline che non ti aspetti, in ponti e stagni (ma anche lepri, serpentelli, ricci, fagiani  e -dicono- volpi), il tutto a 20 minuti da piazza Duomo. Cambiano le stagioni (uno spettacolo nello spettacolo!), passano gli anni, e il Parco Nord diventa sempre più ricco e con una biodiversità invidiabile. Ma soprattutto è un organo vivo e attivo: sono in corso proprio in questi giorni, ad esempio, i lavori per la creazione del primo lago del parco, in cui presto confluiranno le acque del canale Villoresi. Niente male per un’area verde nata 50 anni fa con lo scopo di bonificare una zona industriale.

 

Parco di Villa Litta
Parco di Villa Litta – Silvia

Da ragazzina il parco di Villa Litta mi era talmente familiare che non notavo più quanto fosse bello. Mi pareva che la Villa decrepita, i platani maestosi,  i pioppi dritti e lanuginosi che nei pressi del muro di cinta cedono il passo agli aceri e alle querce, fossero al loro posto da sempre e per sempre, come unico scenario possibile dei giochi, dei baci, dell’ozio e dello studio.
Non l’ho mai veramente scelto… era lì, il centro di Affori, coi suoi uffici comunali al piano terra, la biblioteca al primo piano della Villa, il prato all’inglese incredibilmente perfetto e stonato mentre l’antica residenza estiva dei Litta Modigliani cadeva a pezzi. Ma le cose che ci sono familiari si apprezzano di più quando si “ritorna” e si riscoprono con uno sguardo nuovo. Ora questo bel parco dove si respira un’aria antica, è il luogo del divertimento del mio bambino e mentre guardo lui che gioca posso godere da spettatrice pura di un paesaggio rinnovato. La semplice armonia delle due fontane circolari dove l’acqua scorre senza danze complesse, i vialetti ordinati che segnano un percorso lungo il perimetro del parco,  le aree attrezzate per il divertimento dei piccoli e dei grandi (zona giochi con altalene e scivoli, campo da calcio, campo da basket/volley), l’area cani ampia e ombreggiata… e se il patrimonio artistico che vi abita forse non regge il confronto con certi parchi del centro,  e il comune investe poco per salvaguardarne l’integrità, resta un piccolo polmone verde a misura d’uomo e di bambino, un posto da mostrare con una punta di orgoglio a chi non conosce la zona, un luogo dove gli afforesi si sentono a casa.

 

Vedi anche: Le piazze in città – Club Milano

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