I Rolling Stones tornano a Roma

Da 50 anni, i Rolling Stones sono piazzati sui gradini più alti dell’altare del rock: a Roma, il 22 giugno, Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts e Ronnie Wood saranno protagonisti dell’unica data italiana del loro “14 On Fire Tour”, inossidabili ed eterni.

di Samantha Colombo | 17 giugno 2014

Quel giorno del 1961, alla stazione dei treni di Dartford, che qualcosa di speciale stesse accadendo era palese: per Keith Richards, incrociare quel ragazzino che portava sottobraccio i vinili di Rockin’ At The Hops di Chuck Berry e The Best Of Muddy Waters è stato a dir poco un’epifania. Ma che, da lì in poi, la storia della sua vita, di quella di Mick Jagger (il possessore dei due dischi), della musica e di milioni di persone sarebbe rimasta segnata, forse è oltre l’orizzonte di attesa della mente più lungimirante.
Oggi, a 50 anni dal debutto discografico, i Rolling Stones sono talmente sconfinati da sembrare sempre esistiti. E tutto comincia da un disco registrato in pochi giorni, dove brani originali si fondono a reinterpretazioni di Willie Dixon e dei padri del rhythm’n’blues: perché gli Stones hanno una vocazione ben precisa, sono pervasi dal demone blues, nelle loro vene scorre il sangue della musica del diavolo e la loro pelle è sporca del fango del Mississippi, tanto che, di lì a pochi anni, si troveranno persino a registrare negli studi della Chess Records, la casa discografica che di quella musica è stata vera e propria miniera. Ragazzini bianchi e di sangue inglese, seguono la spinta propulsiva di quella musica nera e viscerale, già promossa in patria da grandi artisti come Alexis Korner, e iniziano a scardinare i confini della musica pop. Cosa che continueranno a fare negli anni, basti pensare a Brian Jones, che imbraccia il sitar per Paint It, Black e rimane incantato tra il pubblico del festival di Monterey con George Harrison, mentre sfilano davanti ai suoi occhi geni quali Ravi Shankar e Jimi Hendrix.

Durante un’intervista dei primi anni ’70, lo stesso Jagger appare ironico quando afferma di non vedersi certo sul palco da vecchio, a fare quello che sta facendo, mettendo il confine tra gioventù e vecchiaia intorno ai 30. Eppure, da quel giorno a oggi, gli Stones hanno segnato pietre miliari della storia musicale e non solo: abilmente contrapposti ai Beatles durante gli esordi, danno vita al loro Rock’n’Roll Circus suonando con Who, Jethro Tull e altri ancora, salgono sul palco con lo stesso Muddy Waters, loro padre spirtuale, mentre Keith Richards duetta con Chuck Berry, catturato nelle riprese del film Hail! Hail! Rock’n’Roll e Mick Jagger si accompagna a David Bowie in Dancing In The Street.
Come afferma lo stesso Jagger, al tempo del loro esordio, la musica, in modo particolare quella pop e rock, non è considerata culturalmente rilevante. I Rolling Stones hanno tuttavia la forza di sovvertire questo sistema. Il loro simbolo, la lingua rossa, buca i confini strettamente musicali per entrare nella cultura pop contemporanea, gli stessi Stones assorbono le influenze più varie e diventano un archetipo di stile: ne è un esempio Keith Richards, che cambia pelle arricchendo il suo stile ad ogni viaggio, travalica i confini di genere, ispira personaggi fantastici per poi citare se stesso in un cameo, come nel quarto episodio de I Pirati dei Caraibi.

Rolling Stones 2

Gli Stones prendono insomma le mosse da un patrimonio culturale comune e coniano una matrice, attraversando ribellione, visioni psichedeliche, un disco iconico come Exile On Main St., cambiamenti storici, stravolgimenti nella formazione (come la tragica scomparsa di Brian Jones), drammi personali e persino intervalli di oblio. Monolitici e fedeli a se stessi e al proprio sound, ma in grado di restare inossidabili al tempo, immortalati dalle immagini di Martin Scorsese in Shine A Light e dai grandi fotografi, restano un esempio di sincretismo culturale e mediatico d’eccezione.
La leggenda di Robert Johnson narra di un patto col diavolo fatto dal bluesman a un crocicchio: se da quella strada ci siano passati anche gli Stones, non è dato sapere. Resta il fatto che siano rimasti immutabili nello spirito e istrionici nella propria arte, generazione dopo generazione, nel Pantheon della musica eppure ancora vivi e vegeti, in grado (e molto spesso) di farsi beffe di chi potrebbe essere il loro nipote.

L’appuntamento con i Rolling Stones è al Circo Massimo di Roma, il 22 giugno, per l’unica tappa in italia del 14 On Fire Tour: la prima volta nella capitale è stata nel 1967, al Palasport. In apertura, il cantautore statunitense John Mayer.
Per celebrare mezzo secolo di musica, sono stati realizzati il documentario Crossfire Hurricane, il greatest hits GRRR e il libro fotografico The Rolling Stones: 50.

 

Per maggio informazioni sul concerto di Roma: www.dalessandroegalli.com

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