Il delitto in mostra

Il delitto quasi perfetto, Gabriel Lester_Neck of the Woods, (2012-2014)

Enigmi, indovinelli, miti e misteri che aspettano solo di essere svelati: Il Delitto Quasi Perfetto è una mostra che dall’11 luglio al 7 settembre animerà i padiglioni del PAC Milano per raccontare come l’arte e il crimine possano spesso intrecciare i loro percorsi.

di Redazione web | 11  luglio 2014

Promossa dal Comune di Milano – Cultura, prodotta a Milano dal PAC e da CIVITA e curata da Cristina Ricupero, la mostra Il Delitto Quasi Perfetto, dopo la prima tappa al Witte de With Center for Contemporary Art di Rotterdam, arriva anche a Milano in una nuova versione arricchita con opere di artisti italiani.
Come ogni giallo che si rispetti, la storia dell’arte è costellata da enigmi, miti e indovinelli in attesa di essere svelati e risolvere questi puzzles intellettuali è un piacere della mente a cui pochi possono resistere. E sebbene il legame tra arte e crimine possa essere ricondotto a tempi antichi, il primo a teorizzarlo esplicitamente fu Thomas De Quincey nel suo saggio “On Murder Considered As One Of The Fine Arts” (1827).  Ed è proprio seguendo quest’invito ad analizzare il delitto da un punto di vista estetico che la mostra prende corpo invocando gli spiriti dell’arte visiva, dell’architettura, del cinema, della criminologia e del moderno genere giallo, e soprattutto trasformando le sale del PAC in una scena del crimine “quasi” perfetta.
Dietro il crimine c’è il Male. Per questo Il Delitto Quasi Perfetto prende necessariamente in esame le relazioni tra Etica ed Estetica. Mettendo in dubbio il ruolo dell’autorialità, il significato dell’autenticità, dell’inganno e della frode, fino a sfumare a i confini della dicotomia tra “buono” e “cattivo” gusto.

Un allestimento inusuale guida lo spettatore attraverso 40 opere realizzate da artisti italiani e internazionali e pronte a riflettere ora l’ossessiva curiosità e l’attitudine all’interpretazione tipica del detective, ora la narcisistica identificazione con il colpevole o ancora il feticistico piacere del voyeur.
Ogni spazio del PAC sarà contagiato, come ben si intuisce già dal sito web dove l’artista Gabriel Lester in collaborazione con Jonas Lund firma un intervento virale pronto a conquistarci già da solo, mentre l’artista austriaca Eva Grubinger issa una bandiera e posiziona una targa d’ottone sulla facciata esterna del Padiglione del museo, trasformandolo nell’ambasciata di Eitopomar, un utopico regno governato dal malvagio signore del Male Dr. Mabuse.

Tra gli inediti presenti a Milano segnaliamo l’intervento di Maurizio Cattelan, che ha realizzato un bouquet di fazzoletti di stoffa per asciugare idealmente le lacrime versate per le vittime dell’attentato che il 27 luglio 1993 distrusse il PAC provocando la morte di quattro persone. Mentre un’installazione di grande formato dell’artista Luca Vitone ricorda, come un epitaffio, i 959 membri della loggia P2 in un ironico e amaro riferimento a un capitolo confuso del nostro passato recente. E ancora Mario Milizia riproduce minuziosamente i dettagli delle immagini di cronaca giudiziaria riferite a ritrovamenti e vendite illegali di reperti archeologici, mentre il progetto Corpi di Reato, realizzato da Tommaso Bonaventura, Alessandro Imbriaco e Fabio Severo, compone un’archeologia visiva dei fenomeni mafiosi nell’Italia contemporanea.

Una citazione dall’opera di Karl Holmqvist, “Why is desire always linked to crime?”, resta impresso nella mente del visitatore durante il percorso, mentre l’italiana Monica Bonvicini investiga le relazioni tra spazio, potere e genere, presentando una macchina della tortura e del desiderio, costituita da sei imbragature di lattice nero sospese con catene ad un anello d’acciaio che ruota lentamente.

La mostra che dall’11 luglio sarà visitabile fino al 7 settembre, presenta alcuni eventi collaterali come la proiezione speciale di alcuni corti sul tema del crimine, organizzata in collaborazione con il Milano Film Festival e presentata il 17 luglio. E l’evento da brivido tra arte e musica, questa volta con la partnership di MITO, che sabato 6 settembre, in occasione della chiusura dell’allestimento, propone una visita guidata con intermezzi musicali, fino al concerto della Scary night dei Claudio Simonetti’s Goblin, la storica band autrice di indimenticabili colonne sonore per i maestri del cinema horror, da Dario Argento a George Romero. Il tutto a partire dalle 22.

 

IL DELITTO QUASI PERFETTO
a cura di Cristina Ricupero
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano
11 luglio – 7 settembre 2014

In apertura: Neck of the Woods (2012-2014), di Gabriel Lester.

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