Napoli? ’na bellezza!

Dal lungomare dominato dal Vesuvio alle strette vie brulicanti di vita dei Quartieri Spagnoli, passando per le stazioni della Metropolitana dell’Arte: Napoli è una città in continuo movimento, tra secoli di storia e una bellezza senza paragoni, da vivere un istante dopo l’altro.

di Samantha Colombo | 18 luglio 2014

C’è un dettaglio importante da considerare: Napoli non si visita e non si afferra, bensì si vive, centimetro dopo centimetro, in ogni istante. I suoi colori sono vividi ed è in movimento costante, è poesia del reale fatta di sapori e contrasti, di un’infinità di luoghi da scoprire.
Cuore pulsante di tutto ciò sono proprio le sue strade: dalla stazione al centro storico, uno stuolo di palazzi si affaccia sui corsi, dai portoni è possibile sbirciare androni barocchi e appartamenti ricamati di stucchi, mentre sui vicoli stretti si affacciano i bassi e le cappelle dei santi (la città ne ha una cinquantina, per non sbagliare), oltre a negozietti di ogni genere. Al di là del fascino, la decadenza è presente e ben visibile: ma il solo pensare che ogni angolo brulichi di vita e voci, fa sentire la città viva e proprio per questo unica, inimitabile.
Ovviamente, ogni via ha la sua particolarità e basta pensare a Spaccanapoli, con un nome già emblematico: la lunga arteria taglia infatti la città in due, visibilmente, e qui è possibile concedersi una lunga passeggiata tra negozi e palazzi stretti in una profonda gola, con un lastricato consumato da milioni di piedi nel corso dei secoli. Parentesi: da queste parti, a Largo Corpo, si trova un altarino con il “capello miracoloso”, quello di un certo Diego Armando Maradona: cercare per credere.
C’è poi quella via Toledo che Stendhal dipinge come “la strada più popolosa e allegra del mondo”: oltre un chilometro per quella che è la via dello shopping napoletano e brulicante di varia umanità, artisti di strada compresi, ad ogni ora, per passare dal negozio di scarpe firmate a un’ipnotica jam session di percussionisti senegalesi. Basta poi attraversare la via per accedere ai Quartieri Spagnoli: sì, quella zona da cui molti suggeriscono di girare alla larga ma che, in realtà, è quell’immagine della città ritratta in dipinti e film, senza tempo eppure (e qui sta il bello) incredibilmente vera.
Contrapposte alle viuzze, arrivano poi le grandi piazze di Napoli: dal respiro di Piazza Plebiscito alla vivacità di Piazza Bellini, senza dimenticare Piazza Dei Martiri, vicina al lungomare e affollata di locali di ogni tipo per la serata perfetta. È un po’ una piazza, ma al coperto, anche la Galleria Umberto I, con la sua volta in ferro e vetro a proteggere marmi, mosaici e la pasticceria con i babà migliori del mondo.

Per vagolare da una parte all’altra della città, esiste anche la metropolitana e ne vale la pena, poiché le stazioni sono vere e proprie opere d’arte. Basta dare uno sguardo alla fermata Toledo, dove sono riprodotti in tempo reale i raggi cosmici dell’universo in un’atmosfera eterea, polvere di stelle generata da migliaia di led. O ancora avventurarsi tra le forme plastiche e i colori fluorescenti di Università. Le Stazioni dell’Arte trasformano dei luoghi di trasporto pubblico in vere e proprie installazioni artistiche contemporanee, riqualificando nel frattempo diverse aree della città.
Sempre scendendo nei meandri della città, ma con un viaggio indietro nel tempo, non è da mancare la Napoli sotterranea, dove si incontrano anfiteatri romani, cunicoli attraversati un tempo dai “monacelli”, rifugi antibomba: uno degli ingressi è a pochi passi da San Gregorio Armeno.
Proprio in questa via, i maestri artigiani non espongono solo i loro presepi tutto l’anno, veri e propri capolavori in miniatura con protagonisti anche politici, calciatori e vip vari, ma anche oggetti di ogni sorta. E, sempre nei pressi, è possibile assaggiare il vero limoncello artigianale, nella distilleria Limonè (www.limoncellodinapoli.it) che propone anche uno squisito Rucolino, il liquore distillato dalla rucola.

Non è possibile bighellonare per Napoli senza incappare nella religiosità, che si esprime in ogni angolo con le nicchie dedicati ai vari Santi e assume contorni monumentali nelle grandi chiese: basti pensare al Duomo, dove è custodito il sangue di San Gennaro, oppure al chiostro di Santa Chiara: il giardino del monastero sfoggia infatti un colonnato interamente rivestito da vivaci maioliche, oltre ad affreschi, fontane e rigogliose piante, in una sorta di Eden nel bel mezzo della città antica.
Ma c’è un’altra devozione non trascurabile in città: a Fuorigrotta, da settembre a maggio, lo stadio San Paolo trasforma ogni partita di calcio in un’esperienza mistica. Perché a Napoli il calcio non è uno sport, bensì amore puro, dal ricordo del “Pibe de Oro” ai goal del “Pipita” Gonzalo Higuaín.

Santa Chiara

La fontana nel chiostro di Santa Chiara

Un’altra tappa obbligata, un po’ distante dal centro storico, è il Cimitero delle Fontanelle, dove riposano i resti di migliaia di vittime della peste e del colera e dove, ufficialmente fino a qualche anno fa, avveniva il rito delle “anime pezzentelle” (le anime abbandonate): nel caso in cui si desiderasse ricevere una grazia, ci si recava infatti in questo luogo, si adottava una “capuzzella”, cioè un cranio, accudendolo affinché le preghiere si realizzassero. Ci sono ancora tracce di questo culto, tra le ossa e la polvere, nei rosari e nelle offerte, molte in particolare sulla “capuzzella” di Concetta, la cui fronte, ancora oggi, sembra imperlata di sudore fresco.
Infine, se il panorama dal lungomare di Chiaia è impagabile (il Vesuvio che svetta sul Mediterraneo azzurro o il pittoresco borgo di Castel Dell’Ovo) e quello da Castel Sant’Elmo toglie il fiato, basta fare qualche chilometro per arrivare a Posillipo, con le case bianche a picco sul mare. Qui, nel borgo di Marechiaro, si può vedere quella “Fenestrella” che, si narra, ispirò Salvatore di Giacomo per comporre “Marechiare”, una delle più famose canzoni napoletane.

Sì, restano due cose in sospeso: la prima è il caffè, perché bevendo quello di Napoli sono assicurate visioni celestiali. Oltre a quello celebre di Gambrinus (grancaffegambrinus.com), una sosta è doverosa per assaggiare il Caffè del Professore (www.ilverobardelprofessore.com)… ma assicurandosi di scovare l’originale. Dimenticare la pizza? Mai: per questo motivo c’è la Pizzeria Di Matteo (www.pizzeriadimatteo.com), uno dei locali più affollati della via dei Tribunali.

Da Federico II ai Borbone, Napoli è stata centro nevralgico di cultura e politica: oggi questi segni sono ancora tangibili, sebbene spesso abbandonati all’incuria. Eppure il fermento nelle vie è incessante, la bellezza si respira, l’arte è in ogni dove e l’umanità è vera e presente: Napoli non è un museo, ma uno spaccato di cultura secolare.
In barba all’entusiasmo naïf, camminare per Napoli rende l’idea di cosa sia una città viva, che raccoglie strato dopo strato la propria storia facendone mostra ma che, soprattutto, è presente in ogni suo anfratto. In poche parole, “è ’na bellezza”.

 

In apertura, un’immagine dei Quartieri Spagnoli, nel testo la fontana nel chiostro del Monastero di Santa Chiara, entrambe di Simonetta Di Zanutto.

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