Emozioni “en plein air”

BMW, M6 cabrio

Vento nei capelli, viaggi, sensazioni di guida all’ennesima potenza, occhiate dei curiosi comprese: in una sola parola “cabrio”. Ne abbiamo scelte 4 su cui divertirsi è facile… anche a capote chiusa.

di Ilaria Salzano

Una volta a bordo, notare le teste dei passanti girarsi diventa consuetudine: è l’effetto spider, auto eleganti e potenti, marchiate Jaguar, Porsche, BMW e Audi che, grazie a una grande storia motoristica alle spalle, hanno saputo unire comfort, parecchi cavalli sotto al cofano e fascino en plein air, tanto che poche oggi riescono a eguagliarle: tutto viene studiato affinché la sensazione di libertà alla guida continui anche una volta rialzata la capote a estate finita.

 

Jaguar F-Type

Jaguar F-Type

L’ultima creazione del “Giaguaro”, con due posti secchi e trazione posteriore nella versione 5.0 V8 S è in grado di erogare fino a 495 CV e sfrecciare a 300 all’ora: è la F-Type, sviluppata come l’erede della E-Type, l’auto di Diabolik che, quando uscì nel 1961 (già con prestazioni pari a 250 km orari!), contribuì a fare la storia delle cabrio con 70 mila esemplari venduti. Allora i puristi del brand, vedendo l’immagine della vettura sul fumetto, si scandalizzarono un po’, e così gli autori vennero “diffidati” per paura che si rivelasse una pubblicità negativa per la casa inglese. Lo stile brit, le performance esaltanti, i lussuosi dettagli all’interno, nelle mani del ladro più famoso del mondo, infatti, lasciavano dubbiosi i Jaguaristi più bon ton, ma in un secondo momento fu proprio la casa madre a volerlo alla guida della E-Type. Diabolik, effettivamente, era popolare non tanto per tutti i colpi portati a segno quanto per le sue fughe: oggi la F-Type accelera da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi, ma è il suo charme, più che altro fatto di brivido al volante e fascino retrò, a far guadagnare l’ammirazione del pubblico.

 

Porsche 911 Targa

Porsche 911 Targa

Alla spider inglese, Porsche risponde a tono con un modello che, come la competitor britannica, riprende le redini del passato: la Porsche 911 Targa. Nata nel 1965, per la seconda generazione si aggiorna riproponendo sempre una carrozzeria chiusa, per aumentare la sicurezza e migliorare l’isolamento acustico, a cui oggi però è più facile togliere il tetto: basta fermarsi, premere un tasto e in circa 20 secondi la capote sparisce autonomamente dentro il lunotto, senza compromettere l’aggressiva ed elegante estetica della vettura.
Ovviamente, però, per regalarsi lo sfizio di girare su una coupé che in pochi istanti diventa una cabrio, l’assegno da staccare dovrà essere cospicuo, sempre che i 350 CV del V6 di 3400 cc bastino. Altrimenti si dovrà passare alla versione 4S che con un 3.800 cc e 400 CV, si fa più possente e impetuosa: con la trasmissione Pdk mostra uno “staccato” in 4,4 secondi e una velocità massima di 296 km/h.
Più potente ma comunque con un occhio ai consumi, la supercar di BMW. La M6 cabrio, con un +10% di potenza rispetto al passato, raggiunge la soglia di 560 CV aumentando le prestazioni ma nel frattempo adottando tecnologie BMW EfficientDynamics a vantaggio dell’efficienza globale. I numeri crudi ci parlano di uno scatto 0-100 in 4,8 secondi e di 10,3 litri/100 km contando emissioni a 239 gr/km. Ovviamente il segmento non nasce per gli amanti dell’ecologia e del risparmio, ma il lavoro fatto sotto il cofano mostra quanto la casa tedesca sia sempre leader per quanto riguarda le scelte avanguardistiche del settore. Se il bolide in questione poi fa dello stile e della ricercatezza anche la sua “mission” prioritaria, il pacchetto appare a ogni modo completo: l’auto prende il corpo delle ultime Serie 6, ma con l’aggiunta di passaruota bombati, paraurti ridisegnati e prese d’aria specifiche che aiutano a raffreddare il poderoso motore e i dischi freno, quest’ultimi, eventualmente, anche in ceramica.

 

Audi R8 Spyder

Audi R8 Spyder

Tra “le cattive quanto basta per innamorarsene”, infine anche la R8 spider, versione cabrio della sportiva Audi R8: con il V8 4.2 litri da 430 CV promette performance esaltanti grazie anche alla tecnologia di iniezione diretta FSI, sviluppata per le competizioni sportive. La vettura, oltre alle prestazioni (tocca i 300 km/h e scatta 0-100 in 4,5 secondi), offre comunque comodità e ogni lusso, compreso quello di farvi scegliere la meta del viaggio una volta a bordo: grazie alla trazione integrale, infatti, puntare verso il mare o i monti, non farà alcuna differenza; inoltre, per calare la capote non serve fermarsi ma rallentare fino a 50km/h. Per chi ha voglia di libertà anche questo, in fondo, è toccare il cielo con un dito.

 

In apertura: BMW M6 coupé. L’apertura della M6 cabrio richiede 19 secondi, la sua chiusura 24. Sul posteriore ritroviamo i quattro terminali di scarico, vero marchio di fabbrica per tutte le BMW griffate
Motorsport.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 21, luglio – agosto 2014. Clicca qui per scaricare il magazine. 

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