Un calcio al passato

Sta per partire il campionato di Serie A 2014/2015. Una stagione di grandi cambiamenti per Inter e Milan, profondamente rinnovate in campo, ai vertici e, non da ultimo, nelle maglie, che dopo oltre un secolo di storia dicono addio alle strisce verticali di uguale misura. 

di Alessandro Cossu | 29 agosto 2014

Mancano ormai poche ore all’inizio della nuova stagione di Serie A. Domani alle ore 18, con l’anticipo Chievo-Juventus, si accendono infatti i riflettori sul campionato italiano 2014/2015, che mette nuovamente in moto il caro vecchio carrozzone del calcio nostrano, sempre più povero di soldi, coraggio, talenti ed emozioni (qualità, queste, mai tanto strettamente connesse come nello show business del calcio moderno).

Rimaste pressoché invariate le gerarchie rispetto alla passata stagione (Juve, Roma e le altre a seguire), Inter e Milan ripartono tra tanti cambiamenti e altrettanti punti interrogativi, ma con una semplice e importante certezza: davvero difficile fare peggio della scorsa stagione, con la squadra di Mazzarri a lottare per un posto fra le Cenerentole d’Europa e i rossoneri impantanati in un ottavo posto in classifica che significa “fuori dalle coppe europee” dopo ben 15 anni.
Una volta digeriti con non troppe difficoltà il forzato rinnovamento della rosa interista (nella quale non rimane un solo superstite della magica stagione del Triplete) e la partenza destinazione Liverpool del bad boy Mario Balotelli, ai tifosi rossonerazzurri non resta che dare fondo al proprio instancabile amore verso la maglia, soprattutto dopo una sessione di calciomercato di certo non entusiasmante (a meno di clamorosi colpi dell’ultimo minuto), che li ha privati anche dell’illusorio piacere di qualche innocente sogno sotto l’ombrellone.

Già, la maglia, si diceva. A ben vedere, in questo momento di grande rivoluzione, che negli ultimi mesi ha toccato la rosa e la dirigenza di entrambe le società, non stupisce poi più di tanto che nemmeno le storiche casacche a bande verticali delle due squadre siano state risparmiate dal turbinio del rinnovamento. Nell’anno di Expo, in cui Milano tenterà di vincere la sfida internazionale della modernità, Inter e Milan si presentano sotto i riflettori di San Siro con due maglie del tutto inedite, che dopo oltre un secolo di storia sacrificano la tradizione ai dettami del marketing: un elegante gessato per i neroazzurri (in cui l’azzurro rimane però soltanto un lontano ricordo), una divisa con strisce variabili di rosso per i rossoneri, più un pigiama o una tovaglia che una tenuta da campo di calcio. E se il sito internazionale Soccer Bible le ha inserite ai primi posti della classifica delle migliori maglie della nuova stagione, dalle nostre parti i calciofili più nostalgici e puristi hanno subito gridato allo scandalo. Come se, al di là del nome, con queste nuove maglie restasse poco o nulla delle due squadre che per generazioni hanno fatto sognare milioni di tifosi in tutto il mondo. Ma per capire questo, forse, bastava guardare le ultime classifiche.

 

maglie_inter_milan

Foto da blitzquotidiano.it.

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