A un passo dal cielo

Terrazza Ceresio 7

Bar e ristoranti conquistano i piani alti e il ritrovo è sempre più “in terrazza”, tra atmosfera vacanziera e vista mozzafiato. Viaggio tra i rooftop meneghini dove ammirare lo skyline urbano è un semplice optional, perché l’importante non è essere in alto, ma sentirsi al top.

di Marilena Roncarà

Innamoramento da 18enni a parte, a volte basta cambiare il punto di osservazione magari spostandosi semplicemente un po’ più in alto, per perdere tutte le coordinate spazio-temporali e tornare laddove solo gli innamorati vivono: “Tre metri sopra il cielo”. Ed è subito pace, decompressione, contentezza, come a riconciliarsi con la vita, lasciando per strada e soprattutto giù a terra quei quotidiani affanni che ci hanno assillato fino a un minuto prima e che riprenderanno a farlo, ne siamo sicuri, ma solo quando decideremo di scendere da uno di questi tetti del mondo. Forse per questo sono nate le terrazze e a Milano c’è solo l’imbarazzo della scelta tra locali e ristoranti pronti a conquistarci regalandoci un plus di centimetri di cielo tra interni curatissimi, cocktail esclusivi e, naturalmente, una vista da togliere il fiato. Il viaggio tra i rooftop meneghini non può che iniziare da quella Terrazza Martini che è soprattutto un’icona simbolo della città. Sita all’ultimo piano del grattacielo di piazza Diaz, domina il centro storico dal 1958, offrendo un colpo d’occhio straordinario sui tetti della città antica e sulle guglie del Duomo, così vicine da sembrare a portata di mano. Grazie a lei e alla sua attività di presentazioni cinematografiche, Milano è diventata lo scenario del passaggio di una straordinaria galleria di artisti: da Federico Fellini (con la sua DolceVita tenuta a battesimo proprio in Terrazza nel 1960), a Luchini Visconti, René Clair, Vittorio De Sica, Akira Kurosawa e François Truffaut. Radicalmente rinnovata tra il 1990 e il 1993, è alla vigilia dei 50 anni, nel 2007, che si concede l’ultimo restyling a opera del progettista belga Will Erns, confermando una versione più informale per la serra gazebo, dove gli ospiti possono passeggiare e godersi il panorama sulla città.

Terrazza Martini

Terrazza Martini

Inaugurato invece solo a settembre dello scorso anno, il ristorante Ceresio 7 è una felice sorpresa sul tetto del palazzo storico dell’Enel, in via Ceresio appunto, già showroom e quartier generale del marchio Dsquared2. Il progetto ha visto coinvolti i due stilisti canadesi Dean e Dan Cate (i gemelli di Dsquared2), assieme allo studio di architettura Storage e all’atelier di interior design Dimore Studio.
L’ambiente è una grande stanza divisa in due aree speculari dove si pasteggia o si sorseggiano i cocktail dell’aperitivo. Tutto è doppio: dai camini in pietra, alle piscine gemelle della terrazza panoramica che, se di giorno regalano uno spazio privato per la fuga in un resort urbano, di sera si trasformano in una scenografia liquida che fa da cornice a una vista, manco a dirlo, incredibile sul nuovo skyline urbano di Porta Nuova. Ceresio 7 è una location che vive tutta la giornata, dalla mattina con le piscine e il lunch sui tavolini in terrazza, alla prima serata con l’aperitivo all’American Bar, fino a cena e dopocena nella Cigar Room con selezione di distillati “last drop” e il tutto sotto la regia attenta dell’excutive chef Elio Sironi. Poco lontano da qui al numero 7 di via Tocqueville c’è l’11 rooftop by Driade, la terrazza estiva dell’11 clubroom, ambita da nottambuli e trend setter e recentemente rinnovata con il restyling dal forte impatto estetico di Driade. E mentre Nemo di Fabio Novembre, la poltrona dalle sembianze di un volto umano, introduce il visitatore in terrazza, globi seducenti e altre creazioni Driade danno vita a un ambiente sofisticato e prezioso.

Terrazze, 11 rooftop by Driade

11 Rooftop by Driade

Di tutt’altro tenore, ma non meno esclusiva, è l’atmosfera che si respira nel rooftop di 10 Corso Como, vero e proprio spazio delle meraviglie per gli appassionati di moda, design e cultura contemporanea. Progettato dall’artista statunitense Kris Ruhs e aperto nel 1990 da Carla Sozzani in un edificio storico di quello che era un quartiere fatiscente e lontano dai fasti e dalla movida di oggi, 10 Corso Como è uno spazio multiforme che culmina al suo top con un roof garden capace di concentrare in sé le più svariate forme di bellezza. A partire da quella scala a chiocciola da percorrere quasi inerpicandosi fino a sbucare sopra una porzione di tetto che è una combinazione unica di natura e arte (grazie alle sculture e alle ceramiche firmate Kris Ruhs), sino all’ineguagliabile colpo d’occhio che questa volta combina la tradizione delle case di ringhiera con la sfacciata contemporaneità dei grattacieli di piazza Gae Aulenti. Una curiosità: la terrazza di Corso Como 10 è stata riconosciuta dalla Lipu come un’oasi urbana per gli uccelli sia stanziali sia in migrazione. Basta allontanarsi un po’ da qui per raggiungere sempre in alto, al quarto piano del Centro Svizzero di Milano, il ristorante La Terrazza di via Palestro, che è anche un salotto panoramico, aperto da un lato con un roof garden di 45 metri quadrati che vale tutto: una splendida lounge per godersi, anche in caso di pioggia, un aperitivo con vista green sui giardini di Porta Venezia.

Terrazza di via Palestro

Terrazza di via Palestro

Bisogna invece percorrere per intero la rampa circolare ascendente che dal piano terra sale fino al terzo piano all’interno del Museo del Novecento per raggiungere il Ristorante Giacomo Arengario, che sorge all’interno dell’omonimo edificio. Concepito come un omaggio al contesto artistico che lo ospita, il ristorante si caratterizza per il chiaro rimando alle avanguardie del primo Novecento, come a proseguire un dialogo ipotetico con le opere del Museo. Particolare attenzione è riservata al dehors situato all’interno della loggia che affaccia su piazza Duomo: una struttura in ferro e vetro che regala una prospettiva unica sul cuore della città. E la sensazione di accarezzare le guglie rimirando la cattedrale milanese, è la stessa che si prova dalla Terrazza de La Rinascente, poco più avanti sull’altro lato della piazza, dove per un attimo la mecca dello shopping lascia campo libero alla magia della location, da godersi anche con un menù degustazione di ostriche e champagne proposto dal ristorante Maio.

Terrazza Arengario

Terrazza del Ristorante Giacomo Arengario

Da ultimo, ma solo perché di recente inaugurazione, segnaliamo il “sogno verticale” di Asola, il ristorante capitanato dallo chef Matteo Torretta che domina piazza San Babila affacciandosi a 360 gradi dallo stabile Brian & Barry Building, e che si completa con una terrazza panoramica dove toccare con mano il cielo di Milano è semplice realtà. E anche qui non resta che lasciarsi attraversare da tanta meravigliosa leggerezza, veleggiando con lo sguardo a vista tra i pinnacoli del Duomo e poi ancora oltre fin verso l’orizzonte. Tutto il resto, umore buono compreso, caso mai avesse fatto lo sgarbo di averci abbandonato per un attimo, ritornerà in volata.

 

In apertura: Ceresio 7. Pools & Restaurant.

Articolo pubblicato su Club Milano 21, luglio – agosto 2014. Clicca qui per scaricare il magazine. 

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