Champions 2016, la finale a San Siro

San Siro

Per la quarta volta nella sua storia, San Siro sarà il palcoscenico dell’atto finale della Coppa dei Campioni. In attesa della finale del maggio 2016, la Scala del Calcio sarà sottoposta a un importante restyling richiesto dalla UEFA.

di Alessandro Cossu | 22 settembre 2014

La notizia era nell’aria già da parecchie settimane, ma l’ufficialità è arrivata solo nella giornata di giovedì scorso: Milano si è aggiudicata la finale di Champions League della prossima stagione, in programma il 28 maggio 2016. Le luci di San Siro tornano quindi ad accendersi per la quarta volta sull’atto conclusivo della competizione per club più importante e amata a livello internazionale. Tre i precedenti, l’ultimo dei quali nel 2001 con il Bayern Monaco ad alzare la coppa dalle grandi orecchie dopo una sofferta vittoria ai rigori ai danni del Valencia di Héctor Cúper. Per le squadre milanesi, una sola vittoria davanti al proprio pubblico: Inter-Benfica 1-0 nel lontano 1965, sogni in bianco e nero di un’altra epoca e di un altro calcio. In mezzo, il 2 a 1 con cui il Feyenoord sconfisse il Celtic nel 1970.

Importante vittoria per Milano e per il calcio italiano in generale, il ritorno della finale di Champions tra gli spalti della Scala del Calcio – tra i simboli della città più riconosciuti nel mondo – rappresenta anche una straordinaria opportunità per prolungare i benefici economici e turistici del dopo Expo. In attesa di scoprire il destino di uno degli stadi più belli e famosi del mondo (da anni Milan e Inter stanno cercando casa altrove), quel che è certo è che i due club investiranno assieme al Comune 22 milioni di euro per la riqualificazione dell’impianto che, al di là della magia e della storia che trasudano da ogni suo seggiolino e filo d’erba, non regge il confronto con la modernità e la funzionalità della maggior parte degli stadi europei. Un massiccio restyling richiesto dalla UEFA – il terzo nella sua storia dopo quello nel 1955 e alla vigilia di Italia ’90 – che riguarderà i bagni, il settore stampa e gli sky box, porterà a un allargamento della tribuna e una risagomatura del primo anello arancio, ma manterrà intatto il fascino che il Meazza è ancora in grado di suscitare nei milanesi e in tutti i tifosi di calcio.

Al di là dell’augurio a dir poco ottimistico di vedere in campo in quella partita una delle due formazioni milanesi (è vero che la speranza è l’ultima a morire, ma per vincerla, la “Champions”, bisogna innanzitutto tornare a giocarla…), possiamo almeno sentirci un poco orgogliosi di regalare al mondo, per una notte, se non i migliori interpreti del pallone almeno il migliore dei palcoscenici. Perché, come scrisse il Times nel 2009, “la prima volta che entri al Meazza non puoi non trattenere il fiato: all’interno le tribune si alzano come scogliere e di notte s’illumina che sembra una nave spaziale.”

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