Giacometti in mostra

Alberto Giacometti

L’occasione è di quelle uniche: vedere da vicino l’opera di Alberto Giacometti, uno degli scultori più significativi del Novecento, con le sue figure filiformi e scarnificate che ben incarnano le inquietudini del secolo breve. L’appuntamento è alla GAM di Milano fino al 1 febbraio 2015.

di Marilena Roncarà | 9 ottobre 2014

Fragile, dai contorni frantumati, come corroso dallo spazio, eppure nel contempo forte e potente. Ecco l’uomo che emerge dalle sculture di Giacometti: filiforme, quasi ridotto all’osso, scarnificato nelle membra, incredibilmente inquieto, ma ben ancorato a terra grazie a piedi enormi, come a dire di una certa resistenza che vince su tutto, nonostante la fragilità e la fatica di vivere. Ed è proprio questa forza, di uomini soli, ma che non rinunciano ad esistere, che incedono solenni con passo deciso a commuovere nell’arte di Giacometti, fin quasi a intenerire restituendoci qualcosa di profondamente umano. L’occasione per vedere le opere di questo straordinario pittore e scultore di origine svizzera è la mostra in programma alla GAM (Galleria di Arte Moderna) di Milano dall’8 ottobre al 1 febbraio 2015.

La retrospettiva presenta l’evoluzione artistica di Giacometti, dagli inizi nel Cantone dei Grigioni in Svizzera, quando si avvicina giovanissimo all’arte seguendo le orme del padre pittore, alla maturità trascorsa perlopiù nell’atelier di rue Hippolyte-Maindron a Parigi, dove forgiando il bronzo e colando il gesso ha cercato a lungo il suo “uomo moderno”, fino a creare quei corpi sottili, fragili e precari che hanno reso grande il suo lavoro, ben interpretando la crisi dell’uomo del XX secolo.

Le 60 opere in mostra tra sculture, pitture, disegni e immagini d’archivio, provengono tutte dalla Fondazione Alberto e Annette Giacometti di Parigi e sono divise in 5 sezioni, a definire 5 tappe del suo percorso artistico. Dagli esordi con i ritratti del padre, della madre e del fratello Diego, alla parentesi surrealista con capolavori come Boule suspendue, dove all’interno di una struttura di tubi di ferro che ricorda una gabbia, una palla sospesa con una corda di violino e solcata da una fenditura scivola su una mezzaluna. L’opera nel contempo simbolica e allusiva della sfera sessuale è stata definita da Dalì il prototipo degli oggetti a funzionamento simbolico tipici del surrealismo. E tuttavia la passione per il Surrealismo dura poco per Giacometti, che presto torna all’arte figurativa. Ecco allora nella terza sezione della mostra i suoi corpi scarnificati, mentre il tema delle teste è sviluppato nella quarta. La retrospettiva si chiude, infine, con le sue opere più mature, tra cui una serie di lavori monumentali che avrebbero dovuto animare una piazza di New York.

La mostra promossa dal Comune di Milano|Cultura, organizzata e prodotta dalla GAM e da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, è il primo di una serie di 4 appuntamenti dedicati alla scultura con cui la Gam, dopo il recente riallestimento, riprende la propria attività espositiva.

 

Alberto Giacometti
8 ottobre 2014 – 1 febbraio 2015
GAM Galleria d’Arte Moderna
Via Palestro 16, Milano
Info e prenotazioni

Mostra inserita nel circuito Card Otto/Novecento

 

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