Coworking di settore

Nato dall’esigenza di trovare spazi di lavoro alternativi, il coworking si è rivelato una spinta efficace per tornare a investire nel capitale umano. Se negli ultimi anni ha dato vita a un vero e proprio fenomeno sociale, oggi si “specializza” riunendo i talenti dello stesso settore. Come WFA, il primo Hub coworking della moda in Italia.

di Silvia Nigrotti | 7 ottobre 2014

Nel mondo anglosassone è una realtà radicata da anni, in Italia invece ha cominciato a diffondersi recentemente, ma riscuotendo un tale successo che ha dato vita a un autentico fenomeno sociale. Nato dall’esigenza di trovare spazi di lavoro alternativi a quelli classici, il coworking si è rivelato una spinta efficace per tornare a investire nel capitale umano. E così, dietro l’iniziale motivazione economica che porta a scegliere un ufficio condiviso per ridurre i costi di gestione, emerge una nuova filosofia lavorativa che crede nell’esperienza comunitaria e nelle relazioni come mezzo di crescita professionale, oltre che personale.

In Italia sono fiorite centinaia di realtà fondate su questa nuova concezione del lavoro. Alcune destinazioni rispondono al requisito di condivisione in modo generico: grandi loft in cui sono state ricavate un certo numero  di postazioni di lavoro autonome e sale comuni dedicate al relax. Come Cowo, che ormai conta un centinaio di spazi sparsi per la Penisola (il più recente in ordine di tempo ha aperto a Bologna, a pochi passi dalla stazione). Ma l’ultima tendenza in fatto di coworking è quella di riunire talenti dello stesso ramo. Nascono così spazi di condivisione sottoposti a vincoli di settore, riservati a determinate categorie professionali. Creativi, tecnici, artigiani… se prima il fenomeno coinvolgeva soprattutto i lavoratori 2.0, ora l’offerta si moltiplica e si specializza. Come a suggerire che, passata la moda, resteranno in piedi solo i coworking con un’identità ben definita, in grado di affiliare in modo permanente i membri della community.

Talent Garden

Talent Garden

Del resto il coworking non è solo spazio fisico dove lavorare a contatto con altre persone, ma è anche un contenitore aperto di menti che sfornano progetti imprenditoriali. Ben venga quindi se accanto alla contaminazione, si fa strada anche la condivisone di interessi.
Realtà come Talent Garden, che riunisce professionisti del mondo digital con competenze diversificate ma contigue, come web e comunicazione, e Impact Hub, il coworking per chi si occupa di innovazione e imprenditoria sociale, sono il fiore all’occhiello di una Milano che ha sposato la causa della “collavorazione” (collaborare e lavorare). Login ha scelto la tecnologia: scrivanie ma anche banda larga, server, telefonia, stampanti 3D e un network di professionisti che coprono tutti i settori della nuova economia.
Piano C si rivolge in particolare alle donne, ponendo l’accento su quanto sia difficile essere contemporaneamente lavoratrici e mamme, e mette a disposizione non solo gli spazi lavorativi comuni a qualsiasi coworking, ma anche uno spazio di “co-babysitting” in cui lasciare i propri figli mentre si lavora a pochi metri di distanza. La stessa attenzione a problematiche sociali la mette SUC – Spazio Ufficio Condiviso che si definisce il primo coworking solidale. Del resto, sostengono i membri della Rete dei Redattori Precari, chi non sarebbe felice di abbandonare la solitudine delle quattro mura domestiche, per lavorare in un luogo dotato di connessione wi-fi, angolo riviste, bar-caffetteria? Qui socializzare non costa nulla (letteralmente). Anche Armad’illo è un coworking dedicato: a chi si occupa di illustrazione e grafica per l’editoria. Lo spazio non è molto ma la voglia di scambiare competenze, materiali e idee può dare vita a progetti ambiziosi e realizzabili grazie al networking.

Login

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Spiega bene quale sia la filosofia che anima questa nuova ondata di coworkers “di settore” Rossana Diana, presidente e direttore creativo di Web Fashion Academy (WFA), primo Hub coworking della moda in Italia: “Oggi si pensa a come realizzare insiemi capaci di creare un confronto accrescitivo su tante attività con il vantaggio della condivisione dei costi e della diminuzione di inutili sprechi.” Chi sceglie di lavorare negli spazi della WFA sceglie di mettere la propria arte a disposizione di contaminazione e cooperazione. E a chi crede che la moda sia un settore chiuso e restio alla condivisione, Rossana risponde che quando si mira alla “rivalorizzazione dello stile unico di ognuno di noi, diventa irrealizzabile copiarsi, non è l’abito o il dettaglio che fa lo stilista ma l’insieme di molte altre cose. Oggi poi con la quantità di pubblicazioni che abbiamo sul web, è ridicolo pensare ancora a questa eventualità come una minaccia”. Anche la moda ha superato definitivamente la paura di copiarsi.

Il bilancio di WFA a un solo mese dall’apertura è talmente positivo che la sua fondatrice si augura possa diventare presto un “format replicabile”, in modo da creare “opportunità per molti in altre città d’Italia”. “La missione della Web Fashion Academy si compirà sempre meglio offrendo più dialoghi e conseguenti collaborazioni”, in puro spirito cowo. Anche se, come ammette Rossana, le adesioni a questo progetto sono arrivate anche da “figure che non necessariamente hanno bisogno di un posto dove poter svolgere la propria attività quotidianamente, ma che condividono l’idea di entrare a far parte di un network nell’ambito del quale sviluppare i propri contatti e le proprie strategie di espansione”. Non solo giovani desiderosi di fare esperienza, ma anche designer “con attività avviate e che desiderano farsi guidare in maniera più mirata per meglio dirigere le proprie ambizioni”. Ci sono poi i “mentori, persone che dalla moda hanno avuto tanto e che ora hanno voglia di mettere le proprie competenze a disposizione di chi verrà”.
E in fondo è proprio questo che dovrebbe essere ogni coworking, “un contenitore per fare in modo che voci sparse diventino un coro unico”.

 

Sul web
Cowo
Talent Garden
Impact Hub
Login
Piano C
SUC – Spazio Ufficio Condiviso
Armad’illo
Web Fashion Academy (WFA)

 

In apertura: Web Fashion Academy (WFA), primo Hub coworking della moda in Italia.

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