Il nuovo disco di John De Leo

A sei anni dall’ultimo album, l’artista torna sulla scena con “Il Grande Abarasse”: eravamo presenti alla data zero del tour, un’esplosione di vocalità in bilico tra musica e teatro, senza trascurare la giusta dose di ironia.

di Samantha Colombo | 8 ottobre 2014

Per quel tizio vestito di nero, che si muove nel mezzo del teatro stringendo il microfono, le note “sono dei pallini neri sul pentagramma, solo delle formichine!”. In realtà, dietro la maschera dell’ironia, si nasconde un artista in grado di plasmare la musica ben oltre i confini canonici, partendo dal cantautorato per innestare su di esso i generi musicali più antitetici, instillando in ogni composizione la libertà espressiva del jazz e le potenzialità dell’arte drammatica, diventando ricettore di qualsivoglia ispirazione.
In poche parole, John De Leo è un microcosmo nel quale gravita ogni genere di stimolo creativo e, sei anni dopo Vago svanendo, torna con un nuovo disco, un concept album presentato nell’atmosfera sacrale del Teatro dell’Arsenale di Milano. Tra i fondatori e voce inconfondibile dei Quintorigo per dodici anni, De Leo non è rimasto certo fermo, tra spettacoli multimediali per il teatro e la creazione del festival di musica (ma non solo) che anima la sua città natale, in Romagna, Lugocontemporanea.

Ma è con Il Grande Abarasse che l’artista torna ufficialmente a esprimersi in un progetto proprio. Il disco vede De Leo affiancato da altri otto elementi: una sezione di archi con violini e violoncello, una di fiati dove i musicisti imbracciano sia sax baritono sia clarinetto basso, e poi pianoforte, chitarra e persino live sampling. Nelle dieci tracce del disco, è possibile ascoltare anche theremin e strumenti giocattolo, oltre all’Orchestra Filarmonica del Comunale di Bologna. Un lavoro insomma dalle trame complesse e articolate, ma che non pecca nel conquistare sin dai primi battiti per la duttilità delle melodie e la profonda vocazione narrativa.
E lo si percepisce immediatamente quando, nelle pareti del teatro milanese, si viene avvolti dalla potenza espressiva della voce di De Leo, inserita in un fascio di melodie monolitche, allo stesso tempo protagonista della scena e inscindibile dalla rappresentazione.

Il Grande Abarasse

Cardine della ricerca espressiva dell’artista romagnolo restano le modificazioni del linguaggio, il tutto “nel rispetto per il pubblico e per l’arte”, come sottolinea lui stesso: la sua sperimentazione è infatti fruibile da tutti, non stantia e nemmeno fine a se stessa, ma sempre coerente con il contesto musicale. Proprio grazie a questa libertà espressiva, John plasma la propria voce e si mette continuamente alla prova, senza disdegnare le incursioni in altri generi. Del resto, le canzoni firmate De Leo nascono dall’unione tra la sua vocalità, un aspetto letterario, di racconto e un’anima musicale di riferimento.
Tra le diverse ispirazioni che hanno catalizzato l’ispirazione dell’artista di Lugo, è impossibile lasciare in ombra la recente collaborazione con il tributo a Nino Rota, Il Bidone, affrontando il quale egli viene spesso a contatto sia con le forme del jazz sia della canzone popolare.
Durante lo showcase, questi orizzonti musicali ampi e senza condizionamenti emergono nelle battute in tre quarti de La Mazurka del Misantropo e tra le sonorità accese di Muto (come un pesce rosso), ma è soprattutto con Il Gatto Persiano che emergono la ricerca e il viaggio espressivo intrapresi per questo disco: un’intera canzone dove è la linea vocale a interpretare gli strumenti.
In questo insieme di tableaux, nel concept de Il Grande Abarasse i brani rappresentano dei condomini, ciascuno impegnato a tradurre un’improvvisa esplosione a modo suo, secondo la propria sensibilità e in base all’emozionalità del momento.

Se è vero, come sostiene lui stesso citando un’opera vista al Guggenheim di Venezia che “Il rispetto per il pubblico non è accontentarlo”, John De Leo è da anni sinonimo di creatività pura, di quella che conquista e che si distingue per dignità e fascino. Oltre a essere tremendamente coinvolgente.

 

Il Grande Abarasse di John De Leo, pubblicato da Carosello Records anche in vinile, sarà presentato nel corso di un Instore tour, il 9 ottobre a Milano, alla Feltrinelli di Piazza Piemonte (ore 18:30) e il 10 ottobre a Bologna, alla Feltrinelli di Piazza Ravegnana (ore 18:00).

 

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