Joan Jonas all’Hangar

Dal 2 ottobre 2014 al 1 febbraio 2015, la mostra “Light Time Tales”, curata da Andrea Lissoni, raccoglie negli spazi dell’HangarBicocca installazioni e video tra i più importanti nella carriera di Joan Jonas: venti opere per scoprire ispirazioni e messaggi di una delle più influenti artiste contemporanee.

di Samantha Colombo | 1 ottobre 2014

Un’espressività che non conosce confini di genere, dove cinema sperimentale e teatro giapponese, elementi psicoanalitici e incantesimi, danza e storia antica, letteratura e antropologia culturale si fondono: Joan Jonas, classe 1936, dal secolo scorso è un punto cardinale dell’arte contemporanea.
La sua ascesa inizia proprio tra gli anni ’60 e ’70 quando, con le sue performance, impone un nuovo modo di utilizzare la tecnica video e abbattere i confini tra le diverse arti: accanto alle immagini sono infatti presenti oggetti di scena, costumi, sonorizzazioni, mentre la parola diventa chiave di lettura nella sua indagine conoscitiva sulla performance stessa.
Nel corso degli anni, nella sua opera emergono i temi della natura, in grado di coinvolgere lo spettatore sia in contesti urbani sia più selvaggi, e una forte dialettica tra il passato e la contemporaneità, il tutto filtrato da un netto rifiuto della considerazione dell’opera d’arte quale merce di scambio e una spiccata sottolineatura dello sguardo femminile.
Il prossimo anno, inoltre, la Jonas sarà protagonista alla 56esima Biennale di Venezia, in rappresentanza degli Stati Uniti.

La mostra Light Time Tales, curata da Andrea Lissoni, è visitabile presso Pirelli HangarBicocca di Milano dal 2 ottobre 2014 al 1 febbraio 2015 e presenta venti tra le maggiori opere di questa protagonista dell’arte contemporanea: sono infatti presenti installazioni e video monocanale, mentre il 21 ottobre sarà presentata la performance Reanimation, realizzata in collaborazione con il jazzista Jason Moran.
Il titolo della rassegna si rifà al concetto di “time based”, proponendo all’osservatore veri e propri racconti dove video, luce e tempo sono gli elementi base. In questo modo, negli spazi di HangarBicocca ciascuna opera diventa una sorta di bolla temporale, in grado di narrare una storia a sé e, contemporaneamente, quella della creatrice stessa.

Grazie a storiche opere come Mirage (1976, 1994, 2005) e Volcano Saga (1985, 1994) è possibile comprendere da subito l’attività pioneristica di Joan Jonas, in grado di rielaborare la narrazione sfruttando le potenzialità del mezzo cinematografico. Inoltre, saranno presenti opere inedite per l’Europa, tra le quali Double Lunar Rabbits (2010), e una nuova produzione esclusiva per HangarBicocca. Ogni creazione è mostrata insieme a film e video prodotti dagli anni 60 a oggi, come Wind (1968) e Merlo (1974).
Il percorso della mostra si muove intorno a tre opere principali, disposte non secondo un ordine cronologico bensì tematico: la proiezione di Waltz (2003), l’installazione Mirage (1976, 1994, 2005), ritenuta uno dei capisaldi nella storia di Joan Jonas, e Reanimation (2010, 2012, 2013), una delle più recenti dell’artista, una struttura metallica che presenta al suo interno due my new theaters con estratti video di Disturbances (1974) e Melancholia (2005).

 

Joan Jonas, Light Time Tales
HangarBicocca (Milano), dal 2 ottobre 2014 al 1 febbraio 2015
Per informazioni: www.hangarbicocca.org

Foto in apertura: un momento della rappresentazione Lines in the Sand

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