Klein e Fontana al Museo del ‘900

Rimodellare lo spazio, usare luce, colori e persino il vuoto per dare all’arte un’impronta totalmente nuova: al Museo del Novecento di Milano, Yves Klein e Lucio Fontana sono protagonisti di una mostra unica, che celebra un sodalizio di arte e vita.

di Samantha Colombo | 16 ottobre 2014

È il 1957 quando le porte della Galleria Apollinaire di Milano si aprono sulla personale di Yves Klein Proposte Monocrome. Epoca Blu presentata da Pierre Restany. Proprio in quell’occasione, è un altro artista ad acquistare uno dei primi monocromi del francese, di cui diventerà un grande appassionato e collezionista: Lucio Fontana.
Le ricerche espressive di due dei più significativi artisti europei del dopoguerra, si intrecciano infatti in un profondo rapporto personale, dai viaggi italiani di Klein a quelli parigini di Fontana, passando per le amicizie con galleristi e letterati del Bel Paese (tra i quali compaiono Peppino Palazzoli e Dino Buzzati), in un itinerario di vita e arte indissolubile.

Proprio per celebrare questo sodalizio, il Museo del Novecento di Milano propone la mostra Yves Klein e Lucio Fontana. Milano-Parigi, 1957-1962. Prendendo le mosse da una solida ricostruzione filologica, fatta di corrispondenze e documentazioni varie, le opere di Klein e Fontana sono messe a confronto nelle sale dell’Arengario sia a livello tematico sia visivo: ad esempio, il segno del neon di Fontana del 1951, già parte della permanente del museo, viene affiancato dall’installazione di Pigment Pur di Klein, presentata nel 1957 alla Galerie Colette Allendy della capitale francese.
Ma, accanto al cuore della mostra, protagoniste dell’allestimento sono oltre 70 opere che evidenziano la comune vocazione all’originalità, in un gioco di sguardi dissimili sulla volontà di plasmare elementi e materia alla ricerca di forme espressive nuove, in grado di anticipare tutti i movimenti artistici internazionali a venire, da una parte all’altra dell’Atlantico.
In entrambi gli artisti sono presenti forti rimandi all’arte figurativa, basti pensare al blu di Giotto utilizzato da Klein, così come alla natura, riformulati concettualmente in un nuovo modo di usare lo spazio, la luce e l’aria stessa, una continua giustapposizione di forme e vuoti. Basti pensare alle incredibili differenze e somiglianze simultanee in opere come Le vide (il vuoto) di Klein e Concetto spaziale, attese di Fontana.

Arengario Klein e Fontana

Accanto alle opere, la documentazione storica vanta fotografie inedite e filmati d’epoca, raccolti e organizzati in collaborazione sia con la Fondazione Lucio Fontana di Milano e gli Archives Yves Klein di Parigi, senza trascurare gli apporti forniti da importanti realtà museali internazionali: oltre a Gam di Torino e Gnam di Roma, sono infatti presenti elementi provenienti da Mamac di Nizza, Kaiser Wilhelm Museum di Krefeld, Louisiana di Humlebæk e Mnam – Centre Georges Pompidou, da cui arriva per la prima v olta in Italia Anthropométrie.

Per sabato 25 ottobre, è prevista una visita speciale con i curatori della mostra, organizzata da Card Otto/Nove Cento.

 

Yves Klein e Lucio Fontana. Milano-Parigi, 1957-1962
Dal 17 ottobre 2014 al 15 marzo 2015
Museo del Novecento
Palazzo dell’Arengario, via Marconi 1 (Milano)

Orari: lunedì dalle 14:30 alle 19;30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9:30 alle 19:30; giovedì e sabato dalle 9:30 alle 22:30.
Per informazioni: www.museodelnovecento.org

 

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