Mercati coperti

Madrid, San Miguel, Flickr, Sam Smallwoods

Se un tempo erano capannoni pieni di merci e crocevia per mercanti e affabulatori provenienti da ogni angolo del mondo, oggi i mercati coperti sono grandi landmark turistici in grado di valorizzare le più importanti città d’Europa.

di Redazione web | 31 ottobre

Nell’attesa, ma manca poco, della riconsegna del Mercato della Darsena di Milano, abbiamo fatto un giro tra i maggiori mercati coperti del Vecchio Continente, da Londra a Istanbul, passando per Rotterdam, Budapest, Madrid e Barcellona: tra strutture modernissime e veri e propri pezzi di storia, alla scoperta di angoli di città straripanti di suoni, odori e colori, dove acquistare prodotti, ma anche fermarsi a gustare le più sfiziose specialità del posto.

Londra, Covent Garden, Photo By Teensy

Covent Garden, Londra – Silvia
I mercati di Londra vendono di tutto: dal cibo ai fiori, dall’arte moderna agli oggetti di antiquariato, dall’abbigliamento ai soprammobili etnici. Ma se siete in cerca di un’atmosfera unica dove fare acquisti, il mercato di Covent Garden vi conquisterà. Situato nel distretto che costituisce il cuore del West End, racchiuso tra High Holborn a nord, Kingsway a est, lo Strand a sud e Charing Cross Road a ovest, il mercato coperto alterna banchetti di ogni genere ad angoli dedicati all’arte e alla musica dal vivo. La galleria su due piani, fitta di colorati negozietti di souvenir e oggettistica varia, si affaccia su Apple Market, regno del “British hand-made arts and crafts”. Artigianato vero, fatto a mano, e antiquariato, tutto rigorosamente british style. Il lunedì la piazza è riservata alle “antiques”: telefoni d’epoca, strumenti nautici, dischi in vinile, libri, porcellane, vecchi strumenti musicali, monete da collezione, argenteria, gioielli e borse vintage. Dal martedì al venerdì lo spazio accoglie ogni tipo di prodotto artigianale (saponi fatti a mano, candele…) a cui si affianca la vendita di abiti e cibo. Il sabato e la domenica sono riservati alle bancarelle di artigianato locale. E se la corsa all’acquisto raro mette appetito, il mercato offre l’imbarazzo della scelta fra localini sfiziosi, bar, venditori ambulanti di waffle e ristoranti. I prezzi, ça va sans dire, sono quelli di Londra, ma l’intrattenimento è gratuito e di qualità: sotto le volte palladiane sono all’ordine del giorno le esibizioni di cantanti lirici e violinisti. Nelle vicinanze del mercato di Covent Garden (a circa 5 minuti di cammino), poi, esiste una piazza molto meno conosciuta ma assolutamente pittoresca dove fermarsi a riprendere fiato e soppesare il frutto dello sfrenato shopping londinese: Neal’s Yard, un vero e proprio giardino segreto nel cuore della città. Un gioiellino da scoprire, come la piccola comunità di negozi indipendenti che si nasconde fra i muri di mattoni rossi e le finestre variopinte.
coventgardenlondonuk.com

 

 

Mercato coperto Rotterdam

Mercato coperto Rotterdam – Antonella
È una vera e propria opera d’arte e d’architettura moderna il nuovissimo mercato al coperto di Rotterdam inaugurato il primo ottobre. Soprannominato subito “cornucopia” per la sua forma ad arco e per le gigantografie di frutta e verdura coloratissima proiettata sulla superficie di cristallo, il Markthal è molto più di un semplice mercato, perché racchiude al suo interno negozi, ristoranti, sale congressi e addirittura appartamenti con la vista interna, per apprezzare e vivere appieno il brulicante mondo di colori, suoni e profumi. Unica nel suo genere, questa struttura ideata dal collettivo di artisti Mvrdv, trasforma l’acquisto in un’esperienza multisensoriale completa, facendo convivere la tradizione rappresentata dai prodotti tipici come i tulipani, le aringhe e i formaggi con l’arte e le ricercatezze enogastronomiche di tutto il mondo in uno dei quartieri più antichi e centrali della città.
markthalrotterdam.nl

 

 

Mercato coperto Budapest, ph. Samantha Colombo

Mercato coperto di Budapest – Samantha
A pochi passi dai negozi di Váci utca e dal maestoso Ponte della Libertà, il Mercato centrale di Budapest (Nagycsarnok, per chi mastica ungherese) è un luogo da cui è impossibile non restare affascinati. Inaugurato alla fine del XIX secolo, dalla porta neogotica si apre su oltre diecimila metri quadrati avvolti dalla luce di grandi finestre, il tutto protetto da un’imponente struttura in ferro. Il Mercato, come la quasi totalità della capitale, è stato devastato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e restaurato mezzo secolo più tardi: oggi, l’edificio appare in tutta la sua fiabesca architettura, tra tegole in ceramica colorate, decorazioni geometriche ed elementi neoclassici. Una volta entrati, si è poi rapiti dai colori e dalle fragranze di paprika e spezie varie, frutta proveniente da ogni dove, dolci e liquori tipici. Inoltre, se nel seminterrato è possibile scoprire banchi di pesce fresco e macellerie, è avventurandosi al piano sopraelevato che ogni visitatore può dare libero sfogo alla propria voglia di scoperta: oltre a numerosi banchi di souvenir più o meno kitsch (dai classici magneti alle più raffinate sciarpe in cachemire) è possibile anche gustare i sapori magiari, in un tripudio di goulash e lángos, passando per la produzione dei birrifici locali. Il Mercato centrale apre ogni giorno all’alba fino al tardo pomeriggio ed è chiuso la domenica.
piaconline.hu

 

Madrid San Miguel, Flickr Nicolaj Jensen

Mercato San Miguel, Madrid – Alessandro
Luogo storico nel cuore di Madrid, a pochi passi dalla celeberrima Plaza Major, il mercato di San Miguel è una vera istituzione per i madrileni e una tappa obbligata per i turisti, che qui possono curiosare tra i suoi numerosi banchi, assaggiare e comprare specialità e ghiottonerie del luogo oppure mangiare direttamente sul posto, magari contenendosi i pochi posti liberi ai banconi. Entrare al San Miguel significa, infatti, intraprendere un viaggio alla scoperta della tradizione culinaria spagnola di qualità, dal classico jamón iberico ai formaggi, dal pesce alle immancabili tapas, fino ad arrivare al vino, alla birra e alla sangria. Costruito nel 1916 e recentemente restaurato, il mercato conserva ancora la caratteristica struttura in vetro, ghisa e ferro battuto che l’ha reso un simbolo nella capitale spagnola. Oggi è uno dei luoghi di aggregazione più cool della città, un Centro di Cultura Culinaria che accoglie corsi, presentazioni e fiere.
mercadodesanmiguel.es

 

 

Barcelona, La Boqueria, Flickr Eyrie-man

La Boqueria, Barcellona – Filippo
È diventato a tutti gli effetti una delle più importanti attrazioni di Barcellona e uno dei punti nevralgici delle Ramblas: La Boqueria non è semplicemente un mercato, ma un vero e proprio ritrovo per migliaia di catalani e turisti provenienti da tutto il mondo. Nato come piccolo mercato ambulante già nel 1200, La Boqueria è oggi una commistione di passato e presente, con i venditori che tramandano la propria attività di generazione in generazione, legando sempre più il mercato all’identità stessa della città. I colori e i profumi sono quasi invadenti per la loro potenza: banchi di frutta tropicale, pesce fresco e molluschi del Mediterraneo, prodotti da forno, ma anche vini, prodotti di artigianato e moltissimi stalli che vendono cibo fresco da consumare sul posto. Uscire dal mercato senza una macedonia fresca in mano o un coloratissimo frullato è praticamente impossibile. Dal 2003 è stata anche inaugurata la Boqueria Food School, che organizza ogni mese corsi di cucina per grandi e piccoli.
boqueria.info

 

 

Istanbul Gran Bazar, Flickr Iker Merodio

Grand Bazaar, Istanbul – Marilena
È uno dei più vecchi e più grandi mercati coperti del mondo ed entrandoci l’atmosfera è più simile a quella delle mille e una notte che a quella di un market tradizionale. Stiamo parlando del Grand Bazaar di Istanbul, che con le sue 61 strade coperte e gli oltre 3000 negozi accoglie ogni giorno dai 250 ai 400mila visitatori. Costruito all’incirca poco dopo la metà del Quattrocento e dotato di vie, vicoli e piazzette, può con approssimazione essere definito il primo “grande magazzino” della storia. I caravanserragli permettevano infatti alle carovane di scaricare la loro merce direttamente al suo interno e ogni strada, allora come oggi, era dedicata a una corporazione: orefici, venditori di tappeti, tessuti, spezie, abiti, ceramiche o scarpe. Ma la vera scoperta di questo immenso mercato è la sua struttura portante con tanto di volte, un tempo in legno, ma poi ricostruite in pietra per sfuggire al pericolo degli incendi. È un vero e proprio quartiere, pure un po’ labirintico a dire il vero, completamente dedito al commercio al punto che per svincolarlo dalla città e aprirlo o chiuderlo a piacimento, furono costruite 22 porte di accesso. Il modo migliore per girarlo è perdersi tra le strade e la mercanzia esposta e per farlo basta inseguire i colori delle spezie, lasciarsi catturare dai disegni dei tappeti, piuttosto che dal luccichio di ori, argenti e preziosi dell’artigianato locale. A differenza di quello che si potrebbe pensare il Grand Bazaar non è uno dei luoghi più economici della città, ma per uscirne bene c’è un’unica parola magica: contrattare.
grandbazaaristanbul.org

 

Foto in apertura: il mercato San Miguel di Madrid.

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