Morrissey in Italia

A due anni dagli ultimi concerti, Morrissey torna in Italia: l’appuntamento è per sette date con la voce e l’anima poetica degli Smiths, un cantautore inossidabile e una delle personalità più influenti (e controverse) degli ultimi decenni.

di Samantha Colombo | 6 ottobre 2014

Ci sono delle certezze, nella vita come nella musica: una di queste è che per ergersi, consapevolmente o meno, a monolito nell’universo delle sette note, in bilico tra poesia e show business, uno dei requisiti fondamentali sia la tempra di starsene dritti contro tutto e tutti.
Che lo si detesti o idolatri, Steven Patrick Morrissey, nato a Manchester 55 anni fa, è ancora inossidabile: oggi, nonostante i diversi concerti annullati negli States per problemi di salute e gli scontri con la casa discografica dopo la pubblicazione dell’ultimo World Peace Is None Of Your Business, Morrissey è pronto a rimettere piede nel vecchio Continente, con un tour europeo che debutta oggi a Lisbona e sette date in Italia.
L’artista, di sangue irlandese e cuore inglese, inizia il percorso verso la santificazione all’inizio degli anni 60, folgorato dal punk e dai New York Dolls, ma lascia un’impronta definitiva nella musica allorché prende vita il sodalizio artistico con Johnny Marr: dall’unione nascono infatti gli Smiths. È questa la band che s’insinua nella coscienza collettiva britannica, tra immagini poetiche e spaccati di una realtà contemporanea complessa e sfaccettata, in un connubio perfetto di eleganza e pessimismo che, con una discografia di soli quattro album in studio, diventa pietra miliare.
La carriera solista di Moz inizia poi con l’emblematico Viva Hate, nella seconda metà degli anni ’80, un’avventura nella quale è compreso un lungo periodo lontano dalle scene, interrotto solo dalla pubblicazione di You Are The Quarry nel nuovo Millennio.
Nel corso degli anni, Morrissey non si è mai tirato indietro nel suo ergersi contro l’establishment: dalla Corona inglese a chi occupa la Sala Ovale, contro i carnivori, o a favore dei working class heroes e con una spiccata preferenza per gli emarginati, tracciando una non troppo velata esplorazione della sensualità e senza mai dimenticare la raffinatezza (chi lo ha visto dal vivo non dimentica i gladioli lanciati dal palco). Il tutto contro un mondo governato dal caos, nel quale il benessere individuale è sempre più minato a favore di fittizie illusioni: Morrissey non è solo un cantautore che ha imposto degli archetipi musicali ancora oggi alla base della musica albionica, ma è anche amplificatore di opinioni vive contro un’umanità disumanizzata.
Grazie a questa consapevolezza e capacità catalizzante di reazioni, con un modo brechtiano di imporsi sulle scene e svegliare interlocutori e spettatori, Morrissey rimane drammaticamente unico e vivo.

Durante i concerti americani della scorsa primavera, Moz ha proposto, accanto a nuovi brani, anche canzoni degli Smiths, come una The Queen Is Dead che da tempo mancava dal palco, insieme ad altri brani emblematici della sua carriera solista: da Milano a Roma, non resta che scegliere il proprio concerto.

 

Le date dei concerti di Morrissey in Italia:

13 e 14 ottobre: Roma, Atlantico
16 ottobre: Milano, Teatro Linear4Ciak
17 ottobre: Bologna, Paladozza
19 ottobre: Pescara, Pala Giovanni Paolo II
21 ottobre: Firenze, Obihall
22 ottobre: Padova, Gran Teatro Geox

 

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