Alla ricerca dei big five

Safari Botswana

Se il vostro libro preferito è La mia Africa e non riuscite a non guardare, quando capita in TV, Il Re leone, è chiaro che avete un debole per il continente nero e i suoi animali. Il mercato offre tante possibilità di safari, bisogna capire quale scegliere.

di Andrea Zappa

Quando si entra in un grande bookstore, nella sezione viaggi, tra le varie guide e i libri di fotografia, c’è sempre il volume dedicato a “le dieci (o più) cose da fare almeno una volta nella vita”, così come tutto un filone de “i luoghi più belli del mondo”, “destinazioni imperdibili” e quant’altro. Sfogliandoli, immancabile la presenza del safari africano, da compiere in regioni quali Tanzania, Botswana, Kenia, ma anche Sud Africa (per chi vuole far rientrare questo tipo di esperienza magari in un progetto di viaggio più ampio) e non solo. Per un europeo, la cui linea dell’orizzonte non è mai infinita, ma viene spezzata dalle più svariate forme architettoniche, i colori del cielo sono quelli che sono e l’animale più pericoloso e selvaggio risulta essere la zanzara-tigre, spendere qualche giorno in punta di piedi nella casa di Madre Natura è senza dubbio una delle esperienze più incredibili. Solo qui ci si rende conto di cos’è la vera forza della natura, quali sono le sue regole più primordiali e soprattutto di quanto siamo piccoli di fronte a cotanta animalità, “selvaticità” e bellezza. Le regole per cavarsela in un safari sono semplici e abbastanza logiche: non dare da mangiare agli animali, non avventurarsi a piedi senza i ranger e non uscire dai percorsi tracciati se si guida il proprio 4×4. Per quanto riguarda l’outfit, meglio vestirsi a strati preferibilmente con colori neutri e poi binocolo, cappello e macchina fotografica a portata di mano. Dipende dalle zone, ma senza dubbio il non plus ultra durante un safari è avere la fortuna di incrociare i Big Five: elefante, bufalo, rinoceronte, leopardo e leone. Chiamati così dai cacciatori di un tempo perché considerati gli animali più pericolosi da cacciare. Nel loro caso ci sono delle regole da seguire per avere maggiore possibilità di avvistarli. Per esempio le possibilità di imbattersi negli elefanti aumentano durante le giornate più calde in prossimità di pozze d’acqua, mentre per un incontro ravvicinato con i rinoceronti è meglio uscire nel tardo pomeriggio, l’alba e il tramonto sono invece prerogativa dei leoni. Il leopardo, essendo un animale notturno, preferisce fare bella mostra di sé durante le ore serali. Le proposte sono molteplici e più o meno avventurose, da vivere all’interno dei parchi nazionali o nelle riserve private. Si può decidere di dormire in campi tendati avendo per soffitto un cielo di stelle, in lodge lussuosi da mille e una notte, o addirittura all’interno di una tenda sopra il tetto della propria jeep venendo totalmente avvolti dal buio e dal rumore della savana. L’agenzia  i Viaggi di Maurizio Levi suggerisce un tour nelle immense praterie del Serengeti in Tanzania, proponendo una giornata nell’incredibile cratere di Ngorongoro, dove si possono incontrare in un solo giorno tutti i famosi “Five”, per poi spingersi nella zona dell’altopiano dove vivono i clan Masai che pascolano le loro mandrie assieme a zebre e antilopi. Non da meno la parte nord del Botswana, nei pressi del famoso Delta dell’Okavango: qui si trova il Parco Chobe che detiene il primato in Africa della massima concentrazione di elefanti. Il viaggio in questione è organizzato con confortevoli campi tendati, preallestiti da una vettura di servizio che precede l’arrivo del gruppo.

Safari, SudAfrica
Particolare la proposta “La mia Africa in volo” per il Kenya di Il Viaggio un vero e proprio safari in volo, per ammirare le grandi pianure e abbracciare il paesaggio dall’alto durante la grande migrazione di zebre e gnu nelle terre sconfinate del Maasai Mara. I voli panoramici che si alternano agli spostamenti in 4×4 avvengono a bordo di piccoli aerei da turismo (massimo 8 persone). Chi all’aereo si sente più sicuro su un camion 4×4 può chiedere a Etnia Travel Concept. I costi sono inferiori, si viaggia in gruppo (16-18 persone) e si partecipa attivamente al viaggio dando una mano nelle attività durante le giornate: si aiuta a cucinare e a montare e smontare il campo. Proprio per le caratteristiche del mezzo si possono affrontare in assoluta sicurezza i percorsi più impervi, lontano dagli itinerari turistici. Di grande suggestione e avventura la proposta di Chiariva per la Namibia: 15 giorni in cui ci si muove in piccoli convogli. Ogni equipaggio è composto da due persone che guidano il proprio veicolo seguendo il mezzo del capocarovana. I 4×4 trasportano la propria attrezzatura e la notte si dorme in una tenda montata sul tetto della vettura. Chi invece non vuole fare una vacanza esclusivamente dedicata al safari, può scegliere come destinazione il Sud Africa, che ha da offrire immensi parchi come il famosissimo Kruger National Park, in cui è possibile fare anche il Walking Safari dormendo all’aperto nei Camp di Skukuza e Letaba. Non da meno l’Addo Elephant Park, aperto nel 1931, che si trova nella provincia dell’Eastern Cape e si affaccia sull’oceano, qui, chi è veramente fortunato, può avere la possibilità di ammirare i Big Seven: oltre ai Big Five, infatti, è possibile vedere lo squalo bianco e le balene. Altro che zanzara-tigre!

 

Sul web
www.southafrica.net
www.magicalkenya.com
www.namibiatourism.com.na
www.tanzania-gov.it
www.botswanatourism.co.bw
www.viaggilevi.com
www.crosslandetnia.it
www.chiariva.it
www.ilviaggio.biz

In apertura: Un tipico vicino di casa per chi decide di alloggiare in un lodge durante un safari in Botswana. Foto courtesy I Viaggi di Maurizio Levi.
Di seguito: Incontro ravvicinato con uno dei Big Five all’interno dell’Addo Elephant Park, aperto in Sud Africa nel 1931. Foto courtesy South Africa Tourism.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 22, settembre – ottobre 2014. Clicca qui per sfogliare il magazine.

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