L’ace romantico di Milano

Michael Chang

Il prossimo 18 ottobre quattro campioni leggendari: John McEnroe, Ivan Lendl, Goran Ivanisevic e Michael Chang accenderanno con il loro talento le luci del Mediolanum Forum.

di Simone Sacco | 7 ottobre

“Abbiamo riportato a Milano non solo il grande, ma soprattutto il bel tennis”. Con questa affermazione, impossibile da smentire, Gianni Valenti della Gazzetta dello Sport ha presentato al 39esimo piano di Palazzo Lombardia quello che gli appassionati della racchetta hanno cominciato a conoscere come La Grande Sfida 3. Il cast sportivo è da far tremare i polsi (anzi, i polsini in spugna): John McEnroe (77 tornei vinti in carriera e fama da tennista maudit), Ivan Lendl (il “freddo” di Ostrava, primo in classifica ATP per 270 settimane), Goran Ivanisevic (l’eroe croato di Wimbledon, l’uomo dal servizio-killer) e Michael Chang (il più giovane vincitore di sempre al Roland Garros). Tutti atleti fuori attività da un bel pezzo, certo, ma campioni di uno sport che – come ci tiene a sottolineare lo stesso Valenti – “all’epoca manteneva ancora forti componenti umane rispetto ai ‘robot’ odierni. Ecco perché McEnroe e soci hanno mantenuto un posto fisso nel cuore della gente”.

L’evento sarà diviso in due giorni (semifinali il 17 ottobre al 105 Stadium di Genova e finali il giorno seguente al Mediolanum Forum di Milano) e – cosa ancor più importante – verterà su incontri veri e non solo su mere esibizioni di talento. La tappa milanese della Grande Sfida 3, infatti, sarà una delle cinque stagionali del cosiddetto Champions Tour che eleggerà il nome del tennista che il prossimo dicembre se la vedrà a Londra, nella prestigiosa cornice della Royal Albert Hall, per il Masters di categoria. “Per la tappa di Genova mi aspetto un prevedibile sold out perché quella città è affamata di tennis – specifica l’organizzatore Ernesto De Filippis della MCA Events – mentre a Milano conto che almeno 10mila persone partecipino ad una festa indimenticabile”. Parole di circostanza che vengono però subito rinvigorite dal pensiero (un po’ nostalgico, un po’ pregno di curiosità) di rivedere quei quattro in campo. A regalare finezze.

Atleti da elogiare perché almeno due di loro (McEnroe e Lendl) hanno dominato ogni tipo di superficie affrontando senza troppi problemi il cambio epocale dalla racchetta in legno a quella di grafite e gli altri (Chang e Ivanisevic) in quanto si sono resi protagonisti di aneddoti storici. Chi non ricorda l’ottavo di finale di Parigi ’89 quando Michelino – stravolto dai crampi – irrise lo stesso Lendl servendo all’improvviso da sotto? O la finale di Wimbledon 2001 quando Goran superò Patrick Rafter (“Se non vinco questo torneo giuro che mi ammazzo”, disse il croato alla vigilia, dopo ben tre finali perse sull’erba) in una partita giocata stranamente di lunedì? “Persone – ha precisato Lea Pericoli con la sua eleganza immutabile – che non puoi levarti dalla mente per un’infinità di episodi. Come quella volta che John McEnroe disse a un arbitro di Wimbledon ‘Tu sei la peggiore disgrazia del genere umano’ oppure le banane mangiate da Chang al cambio campo, la concentrazione nervosa di Lendl o la grandezza di Ivanisevic in quel suo strepitoso 2001. Sono sicura delle mie parole: il fascino in campo ci sarà tutto anche se la palla andrà più lenta”.

Certo, il rischio – dopo le due precedenti Grandi Sfide con protagoniste giocatrici in attività come le sorelle Williams contro Francesca Schiavone/Flavia Pennetta (2011) e Maria Sharapova/Ana Ivanovic contrapposte alle nostre Sara Errani/Roberta Vinci (2012) – è quello di seguire la musica del 2014 dove o ti rivolgi a un attempato gruppo/artista classic rock oppure raramente ti troverai a riempire uno stadio o un palazzetto. Ma c’è una differenza sostanziale. “Quello che cambia – spiega il giornalista Guido Bagatta, coinvolto a sua volta nell’organizzazione – è che nella musica c’è il vuoto in mezzo. O chiami gente tipo gli Eagles, Springsteen o Dylan oppure difficilmente staccherai tantissimi biglietti. Nello sport i casi sono due: o porti grandi campioni rimasti nell’immaginario collettivo permettendoti allo stesso tempo di rientrare coi costi di produzione oppure se vuoi organizzare un meeting internazionale di nuoto o di canottaggio ti ritroverai sicuramente con dei ritorni modesti, se non in perdita. In tal caso sono imprescindibili gli aiuti delle istituzioni, ma in questo periodo soldi pubblici ne girano pochi. Quindi teniamoci stretti John McEnroe, un tennista-rockstar che suona la chitarra e una rockstar-tennista che sa colpire la pallina alla perfezione”.

Tutto è pronto, dunque. Si comincia il 17 ottobre a Genova con le due semifinali già previste McEnroe-Ivanisevic (chissà che scintille!) e Lendl-Chang (la rivincita del famoso match dell’89 sulla terra rossa parigina). Poi ci sposta il 18 a Milano per le finali. E per il primo smash vincente in attesa di altri eventi sportivi di rilievo legati ad Expo 2015. La vera “grande sfida” in programma per tutta la città.

 

La Grande Sfida
17 ottobre
ore 21:00
105 Stadium, Genova

18 ottobre 2014
ore 16:00
Mediolanum Forum, Milano

 

In apertura foto di Michael Chang. 

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