Le trame del rame

Trame, Triennale Milano

Una mostra in Triennale esplora le occasioni di impiego e le infinite interpretazioni che mente e mano dell’uomo hanno dato al rame, dalla pila di Alessandro Volta, ai tagli di Lucio Fontana, ai progetti di Aldo Rossi e Renzo Piano, in una parola dalla tecnologia all’arte, passando per design e architettura.

di Marilena Roncarà | 15 ottobre 2014

Manco a dirlo Lucio Fontana che dei tagli netti e regolari fatti per oltrepassare la superficie della tela, come a catturare l’infinito, ha fatto il manifesto della propria arte, pure il rame lo tagliava ed ecco che nella prima sala della mostra Trame, visitabile in Triennale fino al 9 novembre, si può ammirare il suo Concetto spaziale, del 1962, un’opera dedicata a New York, in cui una lastra è graffiata e scalfita in maniera più o meno profonda per alludere alla verticalità dei grattacieli.

Materia prima versatile dalle invidiabili caratteristiche di duttilità, resistenza e capacità di condurre energia, il rame è il protagonista del percorso espositivo ideato da Elena Tettamanti e Antonella Soldaini, le curatrici dell’allestimento, che con approccio trasversale raccontano “Le forme del rame tra arte contemporanea, design, tecnologia e architettura”, come recita il sottotitolo della mostra che debutta il 16 ottobre a Milano. Così accanto ad artisti che il rame lo piegano o lo assemblano, c’è anche chi ne studia le proprietà alchemiche, come nel caso di Under der Linden, il libro fatto da enormi fogli di piombo sui quali Anselm Kiefer ha dipinto innescando con il rame effetti di elettrolisi, fino a produrre giochi cromatici e materici in continua evoluzione.

Successiva alla sezione dedicata all’arte, si apre quella del design che, solo per fare qualche esempio, alterna abiti realizzati in filo di rame e firmati Prada e Romeo Gigli, alle sedie di Oskar Zieta prodotte iniettando aria compressa all’interno di due lastre di rame, a ottenere uno strano effetto “gonfiabile in plastica”. Non manca poi, sempre in questa parte dell’allestimento, una parete interamente ricoperta con stampi per budino: 240 per l’esattezza, sistemati in ordine cronologico dal Seicento a oggi. E se nella sezione dedicata all’architettura si passano in rassegna modelli di progetti di Herzog, Renzo Piano, James Stirling, Steven Holl Architects  e Aldo Rossi, come la parte terminale del suo Tetro del Mondo, una sfera in rame con in cima una bandierina metallica che nel 1979 lo stesso Aldo Rossi fece navigare per le acque di Venezia, quella dedicata alla tecnologia mostra l’importanza del rame in impieghi legati a trasporti, medicina, energia e telecomunicazioni. Grazie alla collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, dove in parte confluirà la mostra al termine dell’esposizione in Triennale, questa sezione dedicata alla tecnologica presenta numerosi oggetti e applicazioni: dalle macchine elettromagnetiche, alle interfaccia per computer, ai rilevatori di particelle.

Le opere presenti in mostra, alcune non visibili da anni, altre create per l’occasione, provengono da importanti istituzioni, musei e fondazioni italiane e internazionali.

 

Trame. Le forme del rame tra arte contemporanea, design, tecnologia e architettura
Triennale di Milano
16 ottobre – 9 novembre
Catalogo Skirà

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