La terra di Van Gogh

Vincent van Gogh, Paesaggio con covoni e luna che sorge

Il genio di Van Gogh è in mostra a Palazzo Reale con oltre 50 opere che indagano il suo rapporto con la terra e la vita contadina, evidenziando i legami tra la ciclicità della natura e il tempo della vita dell’uomo.

di Marilena Roncarà | 20 ottobre 2014

Difficile non restare incantati dal paesaggio dei covoni sotto una luna fiammeggiante, dipinto da Van Gogh nel 1889, con le spighe di grano ora piegate e poi risollevate dal vento. E lo stesso accade di fronte a tante altre sue opere: dai campi di grano a quelli di lavanda, dai vigneti agli uliveti, fino agli orti di Mont Martre, dalle nature morte delle patate continuamente ricorrenti, alle cipolle, ai fiori in mazzo, ai ritratti dei personaggi minimi, come il postino di Arles che sotto le sue pennellate sembra quasi trasfigurarsi in un nobile saggio. Perché la pittura del maestro olandese è così: densa, materica, a tratti stupefacente per la brillantezza cromatica e sempre lirica, fino appunto a emozionare. È questo il percorso che ci aspetta nella mostra Van Gogh. L’uomo e la terra in programma a Palazzo Reale fino all’8 marzo.
Oltre 50 opere attraverso cui indagare il rapporto del pittore con la terra, la natura e i contadini. Come a testimoniare, per dirla con le parole della curatrice Kathlee Adler, che: Nella vita di Vincent, eternamente in movimento, precario, tormentato, incapace di mettere radici, di adeguarsi alle convenzioni della società e in perenne conflitto anche con la famiglia, esiste un unico legame costante e indissolubile: quello con la terra e le sue fatiche.

Vincent van Gogh, Ritratto di Joseph Roulin

Ritratto di Joseph Roulin, 1889

Anche l’allestimento, firmato dall’architetto giapponese Kengo Kuma, esplora il tema della terra attraverso l’impiego di materiali naturali, la scelta di forme morbide e di colori terrosi. Quella stessa terra che, nel suo rapporto ancestrale ed eterno con l’uomo, è una delle tematiche principe di Expo 2015: Nutrire il pianeta, energia per la vita, di cui la mostra si fa in qualche modo ambasciatrice. E infatti Expo 2015 è partner ufficiale dell’evento, mentre la città di Milano, come sottolinea l’assessore alla cultura Filippo Del Corno “intende con questa mostra rinnovare il suo impegno nei confronti di una politica culturale che interpreta le vicende attuali più significative, aprendo nel contempo scenari di approfondimento sui protagonisti della storia dell’arte”.

Vincent van Gogh, Autoritratto

Autoritratto, 1887

Il corpus principale delle opere, diviso in sei sezioni, proviene dal Kröller-Müller di Otterlo, cui si affiancano il Van Gogh Museum di Amsterdam, il Museo Soumaya-Fundación Carlos Slim di Città del Messico, il Centraal Museum di Utrecht, oltre che importanti collezioni private.
Congiuntamente ai quadri, a raccontare la storia e la personalità di Van Gogh sono le sue stesse parole in mostra, quelle delle lettere scritte al fratello Theo e citate nelle didascalie delle opere. E se l’allestimento inizia con il suo autoritratto del 1887, dov’è difficile non cogliere tra l’esplosione calda dei rossi e il freddo dei blu una certa nota dissonante, come di tormentato isolamento, e del resto è noto a tutti il tragico epilogo della vita dell’artista scomparso suicida nel 1890, ci piace ricordarlo con le sue parole a commento di un acquerello su carta: “Nellʼamore così come in tutta la natura cʼè un appassire e un rifiorire, ma non una morte definitiva. La marea si alza o si abbassa, ma il mare resta il mare […]”.

 

Van Gogh. L’uomo e la terra
18 ottobre – 8 marzo 2015
Palazzo Reale di Milano

Catalogo 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE

In apertura: Vincent van Gogh, Paesaggio con covoni e luna che sorge, Olio su tela, cm 72 x 91,3, 1889 © Kröller-Müller Museum, Otterlo.

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