Al caffè letterario

Caffè Gambrinus, Napoli

Un tempo luogo privilegiato per lo scambio d’idee e fucina di opere che hanno fatto la storia dell’arte e della letteratura, i caffè letterari sono oggi un rifugio per chi cerca ispirazione o vuole rivivere il fascino del tempo passato tra i tavolini, i dipinti e gli stucchi che hanno visto nascere opere memorabili.

di Antonella Armigero | 28 novembre 2014

Hanno ospitato personaggi illustri del panorama culturale, sono stati una seconda casa per letterati, politici, pittori e poeti, luoghi importanti per la società e la cultura italiana; i caffè letterari oggi soppiantati da coworking e bookbar moderni e polifunzionali, rimangono il rifugio ideale per i viaggiatori di passaggio e per tutti coloro che vogliono concedersi un attimo di relax tra le suggestioni del tempo passato.
Fino a poco tempo fa le caffetterie erano il luogo ideale dove cogliere gli umori e i pareri del popolo, con una tazza di caffè fumante in mano, personaggi illustri o che lo sarebbero diventato da lì a poco, si mescolavano agli avventori, osservavano e traevano ispirazione per le loro opere, lì si gettavano le basi per rivoluzioni, si davano vita a dibattiti e si creavano manifesti culturali. Di quel fermento oggi rimane solo il ricordo, il dibattito infatti si è spostato sulla rete o in altri luoghi, ma nonostante tutto è ancora possibile assaporare quell’atmosfera piena di fascino e suggestione.  Ecco un breve viaggio tra i caffè letterari più famosi del nostro Paese, mete di pellegrinaggi per gli appassionati e i cultori, rifugio spesso di inconsapevoli turisti di passaggio. Raccontarli tutti sarebbe impossibile, abbiamo scelto i più rappresentativi, magari da includere nel vostro itinerario di viaggio in Italia.

Caffè Florian - Venezia

Caffè Florian Venezia

Partiamo il nostro viaggio dal Caffè Floriàn in Piazza San Marco a Venezia, nato nel 1720 è il più antico caffè della città, seduto a uno di questi tavolini Giacomo Casanova corteggiava le sue dame, Carlo Goldoni traeva spunto per la sua opera La bottega del caffè, immortalando nobili decadenti e borghesi in ascesa. Negli anni questo posto ha visto moltissime altre personalità tra i suoi avventori come Parini, Foscolo, Goethe, Dickens e Proust, una tappa obbligata per gli intellettuali in visita a Venezia.

Antico Caffè Greco

Antico Caffè Greco Roma

Situato nell’esclusiva via Condotti, l’Antico Caffè Greco a Roma, aperto nel 1760 è diventato subito meta e rifugio di intellettuali tedeschi: da Goethe, a Richard Wagner, fino ad Arthur Schopenauer tanto da essere soprannominato “Caffè tedesco”. Nelle meravigliose sale rivestite di velluto, stucchi e decori dorati, si sono sedute negli anni tantissime personalità della cultura e dall’arte tra cui poeti romantici come Byron, Shelley e Keats, gli scrittori Stendhal, Hans Christian Andersen, Henry James, Mark Twain, tra gli italiani impossibile non citare Giacomo Leopardi e Gabriele D’Annunzio. Questo gioiello di storia e di bellezza è anche sede della più grande collezione privata di quadri e documenti storici del XVIII e XIX secolo con oltre 300 quadri esposti nell’imperdibile sala rossa.

Caffè Gambrinus Napoli

Caffè Gambrinus Napoli

Tra gli arredi in stile liberty e il buon aroma di caffè napoletano, hanno lasciato la loro impronta artisti come Marinetti e D’Annunzio, stiamo parlando del Caffè Gambrinus a pochi passi da Piazza Plebiscito a Napoli. La storia di questo locale da subito tempio dell’elite intellettuale, politica e artistica internazionale, inizia con l’Unità d’Italia nel 1860 e continua negli anni raggiungendo il titolo del salotto del bel mondo cittadino, scrittori di fama internazionale come Oscar Wilde, Ernest Hemingway, Jean Paul Sartre; gli esponenti più illustri della canzone e del teatro napoletano come Ernesto Murolo, Eduardo Scarpetta, Totò, i fratelli De Filippo si sono lasciati conquistare dal goloso caffè alla nocciola, i babbà, e tra una prelibatezza e l’altra hanno dato vita a opere indimenticabili. Il caffè oggi è un salotto elegante e una galleria d’arte che ospita opere di grandi paesaggisti napoletani, incorniciati da stucchi del Bocchetta e bassorilievi del Cepparulo.

Camparino Foto Marco Curatolo

Camparino Milano, ph. Marco Curatolo

Non potevamo non citare Milano e i suoi caffè, presto diventati locali dove consumare il famoso aperitivo che ancora oggi contraddistingue la città. Pochi sanno che il Caffè bistrot Savini in Galleria Vittorio Emanuele, è stato il salotto di riferimento per personaggi importanti della politica, della letteratura e del libero pensiero. Erano di casa qui Gabriele D’Annunzio, Puccini, il già citato Marinetti, Hemingway, ma anche Montale e De Chirico. A pochi passi proprio sulla piazza del Duomo troviamo anche il Caffè Zucca – noto ai più come il Camparino, un gioiellino dello stile Liberty  con i suoi raffinatissimi mosaici di Angelo d’Andrea, dove amavano sostare Puccini, Verdi e altre personalità politiche che si sono succedute nei secoli.
Le sue vetrine sono state distrutte più volte dai tumulti, le manifestazioni e le guerre; un luogo vista la sua posizione, spesso al centro delle vicende della città, tanto da essere stato ritratto nel famoso dipinto “Rissa in Galleria”, del futurista Umberto Boccioni.
In zona Brera, una delle più pittoresche e ricche di arte della città, incontriamo il bar Ponte di Brera, più recentemente ribattezzato Bar Jamaica ispirandosi al film di Hitchcock Jamaica Inn, un punto di ritrovo per artisti della penna e del pennello come Treccani, Fontana, Ungaretti e Quasimodo. Si racconta che fin dal 1921 Benito Mussolini si sedesse sa uno dei tavolini per scrivere i suoi articoli per il Popolo d’Italia, per poi alzarsi un giorno senza più tornare lasciando un lungo conto da pagare.

Giubbe Rosse

Giubbe Rosse Firenze

Prende il nome dall’abbigliamento dei camerieri che seguivano la moda viennese del tempo Le Giubbe Rosse, il caffè birreria dei fratelli Reininghaus, aperto nel 1896 a Firenze. Situato in Piazza della Repubblica questa caffetteria storica diventa, a partire dal Novecento, sede di intellettuali fiorentini legati a riviste come Il Leonardo e La Voce, tra cui Papini, Soffici e Prezzolini. Qui Marinetti, Palazzeschi e Carrà si ritrovavano per dar vita al movimento futurista. Dopo la grande guerra Le Giubbe Rosse diventa sede di riviste legate all’Ermetismo, e vede la presenza di poeti come Montale, Saba, Gadda e Quasimodo. Ben presto Henri Cartier Bresson ritrae l’atmosfera oppressiva fascista che si respira anche in questo luogo in una foto d’epoca a ridosso della seconda guerra mondiale. Le testimonianze di questo passato si possono ammirare oggi grazie alla collezione di foto, dipinti e illustrazioni appese alle pareti.
Importante per lo sviluppo dei sentimenti liberali e antiaustriaci durante il Risorgimento, il Caffe Tommaseo a Trieste, in piazza Unità d’Italia, porta non a caso il nome del patriota e scrittore italiano Niccolò Tommaseo. Uno dei più famosi caffè letterari in città, punto di ritrovo di intellettuali residenti o di passaggio come Svevo, Joyce, ma anche Stendhal che fu console di Francia a Trieste, Kafka e Saba.

 

In apertura: Caffè Gambrinus, Napoli.

Caffè Florian
Piazza San Marco, Venezia

Caffè Greco
Via Condotti 86, Roma

Caffè Gambrinus
Piazza Trieste e Trento, Napoli

Caffè Zucca
Piazza del Duomo, Milano

Giubbe Rosse
Piazza della Repubblica 15 Firenze

Caffè Tommaseo
Via Tommaseo 4, Trieste

 

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