Un viaggio tra i cimiteri d’europa

Dall’Irlanda alla Russia, i paesaggi europei custodiscono veri e propri scrigni architettonici, storici e artistici, sempre più spesso meta di viaggiatori curiosi, amanti di atmosfere crepuscolari e, perché no, in cerca di qualche mistero: i cimiteri. Ve ne proponiamo alcuni tra i più pittoreschi del Vecchio Continente.

di Samantha Colombo | 13 novembre 2014

Dai detti popolari per arrivare alle teorie epicuree e sfiorare le filosofie orientali, che la morte non debba essere qualcosa da temere è un concetto onnipresente: negli ultimi anni, la riscoperta di tale pensiero sembra prendere forma in nuove mete di viaggio, una volta riservate esclusivamente ai momenti più privati o persino attorniate dalla superstizione, quali sono i cimiteri.
Proprio in questi luoghi è infatti possibile scoprire soluzioni architettoniche dalla libertà espressiva rara, intense manifestazioni scultoree, segni di devozione in grado di scalfire anche gli animi più cinici. Inoltre, dettaglio non trascurabile, si ha proprio nella penombra dei sentieri e tra il candore dei marmi la possibilità di pace e quiete in oasi fuori dal tempo, spesso incastonate nei frenetici centri di grandi città.
Per tutti questi motivi, e per la semplice voglia di scoperta, quello che segue è un viaggio in alcuni dei camposanti più grandi e pittoreschi del Vecchio Continente, dall’Irlanda alla Russia, con tre menzioni speciali per quel crogiuolo di culture che è l’Italia.

 

Glendalough

Sito monastico di Glendalough, Irlanda

Il fascino e la quiete della valle dei due laghi (da cui l’antico nome di “Gleann da locha”) conquistarono a tal punto il monaco eremita Saint Kevin da dargli l’idea di edificare proprio qui il suo monastero, nel VI secolo. Da allora, il tempo sembra essersi cristallizzato in questi luoghi a una manciata di km da Dublino, nella contea di Wicklow: una visita al sito monastico di Glendalough è un viaggio a ritroso nel passato, da lasciare senza fiato. Al cospetto della torre rotonda, una delle meglio conservate d’Irlanda, sopravvivono ancora delle rovine che non solo hanno resisito al tempo, ma persino a vichinghi, normanni, inglesi e che hanno visto numerosi restauri e ricostruzioni nel corso dei decenni. Camminando tra i resti di chiese e mura, è possibile imbattersi in un piccolo cimitero, dove tombe dal medioevo ai giorni nostri si confondono nella vegetazione salvaggia, creando un paesaggio di straordinaria bellezza.

 

Londra Highgate

Highgate Cemetery, Londra

Che Londra sia una città inafferrabile, crogiuolo di epoche, stili e culture, è un concetto scolpito sulla pietra. Ma per immergersi senza remore nell’oscuro fascino gotico e vittoriano, che l’ha resa celebre tra pagine di romanzi e immagini cinematografiche, una tappa d’obbligo è il cimitero di Highgate. Inaugurato nel XIX secolo, sorge su una collina a nord della capitale britannica e accoglie le spoglie di nomi illustri, dalla tomba di Carl Marx a quella di Douglas Adams, l’autore della Guida galattica per gli autostoppisti, senza trascurare un tale Adam Worth: l’uomo che ispirò a Sir Arthur Conan Doyle il personaggio del Professor Moriarty, la nemesi di Sherlock Holmes. Tra le aree più pittoresche del cimitero spiccano senza dubbio l’Egyptian Avenue, con copie di sepolcri dell’antica civiltà nilotica, e la monolitica architettura delle cappelle nel Circle of Lebanon, ma sono di grande fascino e raffinatezza anche le statue di angeli e le pietre tombali disseminate nell’area più antica di questo sito, parte dell’English Heritage.

 

Barcellona Montjuic

Cementerio de Montjuïc, Barcellona

Similmente a quello londinese, anche il cimitero del Montjuïc, montagna che domina Barcellona, è stato inaugurato nel XIX secolo. Il complesso monumentale vanta un caleidoscopio di stili al suo interno, dalle eleganti tombe borghesi commissionate a illustri architetti, passando per lo stile neogotico e approdando a quello realista. Oltre alla classe dirigente catalana, qui trovano riposo politici, guerriglieri e antifranchisti, sepolti sulle pendici di un monte che regala una splendida vista sulla città spagnola, in un luogo dove il candore del marmo e i colori caldi dei fiori e dei tramonti iberici si fondono in un’atmosfera a dir poco sacrale. Proprio negli ultimi anni, questo luogo ha visto crescere i favori di un turismo sia locale sia internazionale, alla scoperta di un luogo spesso trascurato ma di gran valore architettonico, artistico e storico.

 

Parigi Pere Lachaise

Cimetière du Père-Lachaise, Parigi

Sono Abelardo ed Eloisa i primi ad essere sepolti nei terreni di questo cimitero, uno dei più famosi del Vecchio Continente: il tormento dei due amanti non potrebbe essere l’origine migliore di uno dei luoghi dal languore bohemien più radicato. Il Père-Lachaise è uno dei luoghi più evocativi di Parigi, come se un solo angolo della capitale francese non gareggiasse con gli altri in tema di emozioni. Costruito in età napoleonica appena fuori dalle mura cittadine, sorge leggermente in collina e ospita tra i vialetti di monumenti funebri le spoglie di artisti illustri: qui è infatti possibile rendere omaggio a Jim Morrison, scomparso (nel senso di volatilizzato o defunto, a libera interpretazione) a Parigi nel 1971, oppure alla divina Edit Piaf, senza dimenticare scrittori come Oscar Wilde, Marcel Proust e Albert Camus, i cui monumenti funebri restano luogo di devozione immortale per visitatori da tutto il mondo.

 

Milano Monumentale

Monumentale di Milano

Il Cimitero monumentale di Milano sorge a pochi passi dall’avveniristica piazza Gae Aulenti e le sue guglie gotiche e bizantine contrastano in modo disarmante con i cristalli della Unicredit Tower all’orizzonte. Proprio qui ha sede il Famedio (il Tempio della Fama, dal latino fama aedes) nel quale sono custodite le spoglie di Alessandro Manzoni e altri illustri personaggi, oltre che iscritti i nomi di uomini e donne particolarmente importanti: da Giuseppe Verdi alla coppia Sandra Mondaini e Raimondo Vianello. Una passeggiata alla scoperta del Monumentale (chiamato semplicemente così dai milanesi) non è solo però sinonimo di visite a tombe illustri, ma anche godere di peculiari esempi architettonici: piramidi, baldacchini, statue di angeli e santi fanno a gara di talento creativo degli artisti e di massima espressione di devozione agli estinti.

 

Genova Staglieno

Cimitero monumentale di Staglieno, Genova

Più che un semplice luogo di sepoltura, il cimitero di Staglieno è una vera e propria poesia architettonica, che si arrampica sulle colline genovesi districandosi tra porticati e sentieri. Le tombe sono autentiche opere d’arte, realizzate da scultori genovesi e declinate in una molteplicità di stili quasi straniante. Dall’imponente Pantheon che si erge al suo centro, è possibile perdersi e imbattersi nella tomba della famiglia Appiani, utilizzata come copertina del disco Closer dai Joy Division, rendere omaggio a grandi nomi della cultura contemporanea come Fabrizio De Andrè e arrampicarsi in uno slancio patriottico fino al sepolcro di Giuseppe Mazzini. Una piccola nota, qui è sepolta anche Constance Lloyd, la moglie di Oscar Wilde che invece riposa, come prima accennato, a Parigi. Gruppi marmorei imponenti, bassorilievi finemente cesellati, statue raffiguranti committenti e visioni angeliche si fondono in una perfezione unica.

 

Napoli Fontanelle

Cimitero delle Fontanelle, Napoli

Dai vicoli del rione Sanità, si sale sui Colli Aminei dove, già dal XVI secolo, i salmatari lavoravano tra le vecchie cave di tufo. Proprio in quegli anni Napoli attraversa uno dei periodi più devastanti, tra eruzioni del Vesuvio, terremoti, carestie, rivolte e quant’altro avrebbe potuto tentare di mettere a terra una delle città più belle al mondo: sono questi gli anni in cui nelle cave iniziano ad essere seppelliti i defunti, per i secoli successivi. Oggi, il cimitero delle Fontanelle è un luogo surreale, nel quale persino i rumori del mondo esterno giungono attutiti e nemmeno il caldo osa mettere piede, in una sorta di rispetto ultraterreno. L’impatto emozionale più profondo arriva però dal culto popolare nato proprio in questi luoghi (e mai sopito), quello delle “capuzzelle”: è infatti possibile chiedere una grazia alle anime dei defunti che qui riposano, “adottando” uno dei teschi. Una delle capuzzelle più note è quella di Concettina, che pare avere la fronte imperlata di gocce di sudore e, si dice, sia in grado di donare la grazia di un figlio a chi rivolge a lei le sue preghiere.

 

Budapest Kerepesi

Kerepesi, Budapest

Tra i camposanti più estesi d’Europa figura il cimitero di Kerepesi, a Budapest: da molti è infatti paragonato al parigino Père-Lachaise. Questo sterminato luogo sacro, dalla metà dell’800, quando avvenne la prima sepoltura, accoglie poeti, storici e architetti ungheresi, compreso anche il premio Nobel per la chimica George de Hevesy. Il cimitero di Budapest è rimasto aperto alle sepolture per un paio di secoli, subendo anche numerosi danni dai rovinosi bombardamenti sulla capitale magiara avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale. Inoltre, è stato oggetto di controversie durante il governo comunista, per via delle personalità lì seppellite in contrasto con i valori proclamati dallo Stato. Tuttavia, oggi è possibile perdersi al suo interno e visitare sia un mausoleo dedicato al partito e aperto nel 1958, sia un infinito numero di cappelle e lapidi.

 

Praga Ebraico

Cimitero ebraico, Praga

Dal 1400 per oltre tre secoli la comunità di ebraica ha seppellito le spoglie dei propri cari in questo cimitero, sovrapponendo le sepolture generazione dopo generazione: oggi, visitando il cimitero ebraico di Praga ci si addentra in un groviglio di antiche lapidi medievali, rinascimentali, barocche e gotiche, immerse nella vegetazione e quasi protette dalle fronde degli alberi. Ammirando l’arte funebre delle lapidi, è possibile notarne la particolare bellezza: non sono infatti presenti ritratti, vietati dai precetti religiosi, ma raffigurazioni della professione o del nome di famiglia, con intarsi che ricreano strumenti professionali, animali, disegni geometrici. Qui, rabbini e astronomi sono sepolti accanto a sarti e medici, con tombe che si accumulano strato dopo strato (non era infatti possibile espandere il camposanto in larghezza) in uno dei siti più evocativi della capitale Ceca.

 

Romania Vesel

Cimitirul Vesel, Săpânţa (Romania)

In rumeno, significa “cimitero allegro” e l’interpretazione non è poi così difficile: a Săpânţa, nel nord della Romania, nel cimitero Vesel le tombe spiccano per la vivacità dei colori e per le peculiarità dell’arte funeraria. La storia inizia a metà degli anni ’30 del secolo passato, quando uno scultore locale prepara la sua stessa futura tomba dando libero sfogo al proprio estro e attingendo a piene mani dalla tradizione dacia, secondo la quale la morte altro non è se non un gioioso passaggio a una vita migliore. Per tale motivo, le tombe sono decorate con scene di vita e poetici epitaffi dedicati al defunto, senza trascurare una buona dose di ironia.

 

San Pietroburgo

Cimitero di San Lazzaro, San Pietroburgo

Intorno al monastero Nevskij sorgono ben quattro aree cimiteriali, tra le più antiche di San Pietroburgo: è sufficiente imboccare la Nevskij Prospekt e seguire il suo corso fino alla fine per approdare in quest’area della città russa, tra i suoi angoli più incantevoli. Tra tutti, un paio meritano sicuramente una visita: il cimitero di San Lazzaro è il più antico della città e, mentre ci si perde tra lapidi e monumenti funebri, nella penombra degli alberi rigogliosi, è possibile incontrare  anche numerosi gatti, proprio come tra i corridoi dell’Hermitage. Nel vicino cimitero di Tihvin riposano invece grandi scrittori, musicisti e artisti vari, per citarne un paio Fëdor Dostoevskij e Igor’ Fëdorovič Stravinskij.

 

Le foto dei cimiteri di Genova (anche in apertura), Napoli e San Pietroburgo sono di Samantha Colombo; quella del cimitero di Barcellona è tratta da Flickr.

 

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