Che belli gli Oh bej! Oh bej!

Dal 5 all’8 dicembre torna puntuale come ogni anno la Fiera degli Oh bej! Oh bej! La festa più amata dai milanesi animerà il perimetro del Castello Sforzesco tra viale Gadio e piazza Castello con i suoi 400 espositori di prodotti artigianali e specialità tipiche.

di Silvia Nigrotti | 27 novembre 2014

Dal 5 all’8 dicembre tornano al Castello Sforzesco gli Oh bej! Oh bej!. Quattro giorni di luci, colori e profumi natalizi che anticipano le feste e danno il via ufficiale alla corsa ai regali.  Fra tradizione e globalizzazione, fra le polemiche dei detrattori e l’affetto incondizionato dei sostenitori che la ritengono la festa meneghina per eccellenza, vale la pena ricordare che questa ricorrenza ha origini antichissime fatte risalire addirittura alla fine del 1200. Strettamente legata al 7 dicembre in onore di Sant’Ambrogio, patrono di Milano, porta un nome che in dialetto significa: Oh belli! Oh belli! e che pare derivi dalle esclamazioni di gioia dei bambini milanesi che nel 1510 furono investiti dalla pioggia di doni – dolcetti e piccoli cadeaux – distribuiti alla folla dall’inviato di papa Pio IV, Giannetto Castiglioni.

Nato come mercato tradizionale di prodotti poveri, soprattutto gastronomici (immancabile la presenza dei firunatt, venditori di collane di castagne pronte da arrostire infilate a decine in lunghi fili) oggi il mercatino è alla portata di tutti e di tutte le tasche e offre oggettistica d’antiquariato, prodotti di piccolo artigianato, dolci, giocattoli, abiti vintage, vecchi libri e poco altro che non sia reperibile in un qualsiasi mercato rionale. Eppure, c’è da scommetterci, anche quest’anno gli Oh bej! Oh bej! attireranno migliaia di curiosi, milanesi e non, per un evento tradizionale che ogni anno si rinnova pur rimanendo uguale a se stesso.

Qual è allora il segreto di una fiera che agli occhi dei detrattori non ha nulla di speciale e anzi, negli anni ha perso quella caratterizzazione che la rendeva un mercato tradizionale, per divenire sempre più simile alle bancarelle che si trovano un po’ ovunque, globalizzata e standardizzata senza pietà? Parlo da sostenitrice di un appuntamento a mio parere immancabile, ma per me l’atmosfera natalizia comincia qui. Non sono le vetrine dei negozi, addobbate a festa già dai primi di novembre, non sono le luminarie montate sulle strade, e nemmeno l’albero di Natale in piazza Duomo… È il profumo delle caldarroste che si mescola con l’odore persistente delle frittelle, il tradizionale panino con la salamella e i peperoni arrostiti sulla piastra, la cioccolata da passeggio nel bicchiere di carta e la fiumana di visitatori che si perde nei fumi di vin brulé. Per questo ho un po’ di nostalgia di quando la Fiera era stretta intorno alla basilica di Sant’Ambrogio, e si camminava incolonnati senza possibilità di dietro front dalle bancarelle autorizzate fino ai vicoli dove esponevano gli Autonomi. Alla Fiera degli Oh bej si va, certamente, per fare acquisti, ma anche e soprattutto per assaporare un anticipo di Natale che solo il clima festoso e rionale di un mercato sa restituire. Anche quando è allestito in una location vasta e dispersiva come quella di piazza Castello.

Da segnalare il distretto di bancarelle che si estende nel parco Sempione, molto suggestivo, che espone quadri e creazioni artigianali come fiori di legno e cappelli tricottati, abiti anni ’60 e articoli decorativi in cartapesta/fimo/fil di ferro. Anche quest’anno, poi, altre 90 postazioni di vendita saranno dislocate presso il cavalcavia Bussa con la fiera Alter Bej!, voluta dagli operatori dall’Associazione Altrimenti, che esporranno auto-produzioni.

Quattro giorni di festa per vivere una milanesità che ancora resiste, anche se più nell’atmosfera che nei prodotti di un mercato ormai globale.

 

Info
Oh bej! Oh bej!
piazza Castello
5-8 dicembre 

Orario: 8.30 – 21.00
Ingresso gratuito

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