Tutte le stelle del firmamento milanese

Trussardi alla Scala

Il 4 novembre è stata presentata a Milano la Guida Michelin 2015: tra le tante riconferme e due inaspettate new entry, facciamo il punto sui ristoranti stellati del capoluogo meneghino.

di Silvia Nigrotti | 14 novembre 2014

Si arricchisce di due stelle il firmamento milanese dei locali premiati dalla Guida Michelin 2015. Difficile tenere il passo con il capoluogo lombardo, in fatto di ristorazione. Salgono infatti a tredici i ristoranti stellati segnalati dalla Bibbia della ristorazione. Prevedibile la riconferma dei tre bistellati Cracco, Il luogo di Aimo e Nadia e Sadler, capisaldi della cucina meneghina di alto livello. Fra i dieci locali con una sola stella, due le new entry: Andrea Berton e il suo ristorante in Porta Nuova (zona ex Varesine), e Iyo, il primo locale fusion italiano stellato. Sorpresi e felici lo chef giapponese Haruo Hichikawa e il suo sous chef Lorenzo Lavezzari, di questa presenza inedita che attesta il fatto che la qualità premia. Soprattutto quando si accompagna a prezzi umani. Ecco una panoramica incompleta sui ristoranti stellati milanesi.

Cracco ristorante

Cracco

Cracco. Una mecca per gli appassionati di alta cucina. Ristorante bistellato, propone classici della tradizione milanese rivisitati e pietanze creative tutte da scoprire: dal rinomato tuorlo d’uovo marinato all’inusuale risotto allo zafferano con midollo alla piastra. In via Victor Hugo 4.

 

Il Luogo di Aimo e Nadia

Il Luogo di Aimo e Nadia

Il Luogo di Aimo e Nadia. Un locale con una storia lunga 50 anni, un luogo dove si intrecciano cucina, arte, degustazione di vini e amore per i prodotti nostrani. Due stelle meritatissime grazie a pietanze preparate con materie prime selezionate: dalla Zuppa etrusca ai Tortelli farciti di ossobuco di Fassone piemontese, solo ingredienti italiani di altissima qualità. In via Privata Raimondo Montecuccoli 6.

 

Sadler ristorante

Sadler

Sadler. Ristorante premiato con due stelle divenuto ormai un’istituzione a Milano. Un luogo dove gustare piatti prelibati a base di pesce freschissimo e vini pregiati. Aperto solo a cena, si segnala che accanto al blasonato ristorante è possibile pranzare presso la “Trattoria Moderna” denominata Chic’n Quick, sempre di proprietà dello chef Sadler. In via Ascanio Sforza 77.

Joia ristorante

Joia

Joia. Autentica icona della cucina vegetariana, ha guadagnato la sua stella proponendo un menù originale raffinato, che non ha nulla di sciapo e punitivo (contrariamente all’opinione che vige in materia di cucina vegetariana). Pietro Leemann, chef-patron, propone tre menù degustazione, una selezione di vini dei migliori produttori italiani ed esteri e un’esperienza culinaria senza paragoni (panzanella su letto di lamponi e zafferano, risotto ai mirtilli, involtino di quinoa… piatti ricercati che valorizzano la stagionalità delle materie prime ed evocano un mondo di sensazioni nella scelta sempre originale del nome). In via Panfilo Castaldi 18.

 

Berton ristorante

Berton

Berton. Uno chef rigoroso che ha formato il suo stile alla scuola di Gualtiero Marchesi, e che nel suo locale, new entry nella guida Michelin, propone una cucina semplice con accostamenti arditi. Gamberi rossi con gelato alla barbabietola, rigatoni con maionese al prezzemolo, canestrelli e liquirizia, ma anche piatti tradizionali con tartufo bianco d’Alba e un intero, originalissimo, menu degustazione tutto in brodo (dall’antipasto al dolce). In viale della Liberazione 13.

 

Iyo ristorante

Iyo

Iyo. È il primo ristorante fusion d’Italia dotato di una stella. Qui si può gustare una cucina giapponese a tratti occidentalizzata, come spiegare altrimenti Tayo, uno dei piatti consigliati: una millefoglie di gambero e gambero rosso di Mazara del Vallo, maionese allo yuzu, calamari e foglie di pomodoro e il tutto servito in un cucchiaio di porcellana bagnato di salsa miso. Ma ci sono anche le tagliatelle profumate di té verde con salmone e verdure (Cha Soba) o ancora le Yaki Soba, sempre tagliatelle, ma questa volta al grano saraceno con salsa di gamberi e verdura. Da poco sono tra l’altro entrati nella squadra dei professionisti del gusto anche Paolo e Diana due pasticceri, responsabili  della nuova aera pasticceria che è andata ad arricchire il ristorante dopo la ristrutturazione estiva. In via Piero della Francesca 74.

E queste sono solo alcune delle possibili scelte per una cena stellata a Milano, fanno parte della lista, per citarli in ordine rigorosamente alfabetico anche Alice (piazza XXV Aprile 10), Al Pont de Ferr (Ripa di Porta Ticinese 55), Innocenti Evasioni (via Privata della Bindellina), Tano Passami l’olio (via Eugenio Villoresi 16), Trussardi alla Scala (Piazza della Scala 5), Unico (viale Achille Papa 30) e Vun (via Silvio Pellico 3), ristoranti in grado di farvi vivere un’autentica esperienza di gusto.

 

Foto in apertura, ristorante Trussardi alla Scala

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