Il tocco degli chef Ambassador

Chef Ambassador Expo 2015

Riso, melanzana, uovo, cacao, grano saraceno, latte, zafferano, olio extravergine d’oliva: ecco gli  ingredienti scelti dagli Chef Ambassador per Expo 2015, quando il cibo diventa sinonimo di vita.

di Marilena Roncarà | 10 dicembre 2014

Il tempo corre ed Expo 2015 comincia a essere davvero vicino. È quindi ora di mettere al bando polemiche e italiche perplessità se non proprio per lasciarsi conquistare, almeno per provare a conoscere un evento che promette davvero di avere tutti i caratteri dell’unicità, sia per la polifonia dei temi affrontati, sia per il numero di visitatori: 20 milioni secondo le ultime stime, di cui tra i 6 e gli 8 provenienti dall’estero.
Chi ha scelto di viverlo da protagonista questo Expo 2015 sono di sicuro gli Chef Ambassador, in tutto 8 rappresentanti dell’alta gastronomia italiana che si sono prestati a interpretare il tema dell’Esposizione Universale: “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, scegliendo ognuno un ingrediente quale prodotto di elezione.

Il progetto Chef Ambassador è stato presentato lo scorso novembre nel corso di uno dei tanti eventi aperti a tutti all’Expo Gate: se non sapete di cosa stiamo parlando e volete recuperare un po’ di tempo perduto leggete qui.
Noi gli chef Ambassador ve li presentiamo in ordine alfabetico, giusto per non far torto a nessuno, a partire da Ugo Alciati, piemontese, chef presso Guido Ristorante, che come ingrediente Expo ha scelto il latte, a dire il vero un latte del tutto particolare, quello che nasce tra gli 800 e i 1500 metri, negli alpeggi dell’alta Valle di Stura, “un modo anche per riconoscere il lavoro dei tanti piccoli allevatori che vi si dedicano senza risparmiarsi”.
Enrico Bartolini,  chef del brianzolo Devero Ristorante in Expo ha deciso di metterci le melanzane perché “mi piace misurarmi con gli ingredienti ostici”, ha dichiarato e anche “per sostenere quei contadini che volevamo smettere di produrle, dato che le verdure che pesano poco, come le melanzane, mal sopportano il prezzo del trasporto che sulle lunghe distanze incide parecchio”.
Il riso, ovvero manco a dirlo, “il pane delle culture di tutto il mondo”, è l’ingrediente scelto da Cesare Battisti, chef del Ristorante Ratanà, mentre il marchigiano Moreno Cedroni chef della Madonnina del Pescatore di Senigallia, ha scelto l’olio extravergine d’oliva, un prodotto che “identifica tutta l’Italia, oltre che un ingrediente indispensabile per il mio lavoro di cuoco”.

 

È invece l’uovo, “per la forma, il contenuto e per ciò che rappresenta a livello simbolico: la vita, la nascita, la ricchezza” l’ingrediente scelto da Carlo Cracco chef dell’omonimo ristorante milanese. Non poteva mancare una sezione dedicata al dolce, ed ecco che il maître chocolatier Ernst Knam (da oltre 20 anni alla guida della celebre pasticceria meneghina che porta il suo nome) è l’ambasciatore perfetto per cacao e cioccolato. Pietro Leeman, patron del ristorante vegetariano Joia (ve ne abbiamo parlato anche qui) ha scelto invece il grano saraceno, un cereale che “cresce anche in terreni aridi e che dalla Russia, al Giappone, dall’Italia all’Africa, viene coltivato in maniera trasversale in tanta parte di modo”. A chiudere la lista manca solo Davide Oldani, chef del suo D’O a Cornaredo, che per rappresentare Expo ha scelto lo zafferano: “un profumo che in qualche modo mi ricorda l’infanzia, con in più la particolarità, per lo zafferano che uso, di essere coltivato da un contadino milanese, come a dire che anche la terra di Milano riesce a produrre prodotti di eccellenza. Certo non senza rinunciare al binomio fatica e passione, tutta quella che ci vuole per mantenere intatti i tre pistilli del fiore”.

Ma se sulla scelta degli ingredienti hanno differito, c’è una cosa su cui tutti gli chef sono d’accordo: “Expo è un’opportunità veramente grande che noi cuochi dobbiamo assolutamente sfruttare, perché sarà una vetrina sul mondo dove potremo finalmente far vedere che c’è un prodotto di qualità, c’è un cuoco di valore che esegue e c’è un contadino che produce. Tutto questo, assaggiato, provato e vissuto in Italia è diverso da quello che puoi trovare nel resto del mondo”. Insomma loro ci credono e voi?

 

A questo link potete vedere i contributi video in cui questi speciali ambasciatori spiegano il perché della loro scelta.

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